venerdì 26 dicembre 2008

Il Pdl: «Riforme, il Pd scarichi Di Pietro»

IL CORRIERE DELLA SERA

ROMA - Scarpe vecchie al governo come «dono» postnatalizio per le promesse non mantenute. Le offriranno nel pomeriggio alcuni esponenti dell'Italia dei valori (ma non ci sarà Antonio Di Pietro), i quali - richiamando il gesto del cronista iracheno che ha scagliato una delle sue calzature contro il presidente americano George W. Bush nel corso di una conferenza stampa - hanno deciso di protestare in questo modo contro quelle che considera le «bugie» dell'esecutivo. «Siccome abbiamo visto che quando qualcuno dice bugie gli si tira una scarpa, come è successo a Bush che ha detto bugie sulla guerra in Iraq - aveva spiegato lo stesso Di Pietro - noi andremo ad offrire, visto che forse non sarebbe bello lanciargliele, scarpe vecchie al governo che ha detto un sacco di bugie sull'Alitalia».

«IN GINOCCHIO DA DI PIETRO» - Ma Di Pietro e il suo partito sono anche oggetto indiretto del dibattito politico tra i Poli, che in questo ultimo scorcio di 2008 stanno portando avanti timidi tentativi di dialogo sul tema delle riforme, in particolare quella della Giustizia. Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, fa sapere che «sulle riforme, la maggioranza è aperta al confronto con l'opposizione. Abbiamo i numeri per agire da soli, ma sappiamo che sui grandi temi questa non può essere la strada da seguire». Tuttavia, ha sottolineato l'ex ministro di An, «ciò non può significare che la minoranza imponga veti alla maggioranza. Sì al confronto, ma il Pd deve scegliere: o si apre ad un civile dibattito sulle riforme per avviare una nuova stagione del paese, o resta piegata in ginocchio a Di Pietro ed alla sua ipocrisia».

«L'EX PM AVVELENA I POZZI» - Dose rincarata da Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia: «Esistono momenti politici in cui il "ma anche" veltroniano non è in alcun modo utilizzabile. Ora, infatti, nell'anno che si apre, il Pd sarà chiamato a una scelta chiara, senza ambiguità: da una parte c'è il dialogo con la maggioranza per le riforme (dal federalismo alla giustizia, dall'economia ad altre possibili riforme istituzionali), dall'altra c'è il permanere dell'alleanza-sudditanza rispetto al signor Di Pietro, che è invece esclusivamente interessato ad avvelenare i pozzi per impedire qualunque confronto costruttivo. Cosa farà Veltroni? E cosa faranno gli altri protagonisti del Pd?».

«NIENTE CRIMINALIZZAZIONE» - Anche Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma di governo e segretario della Dca ha parlato della necessità di un confronto con il Pd, ma con toni meno ultimativi. «È in atto una manovra di criminalizzazione della sinistra da cui il PdL si deve fermamente dissociare - ha dichiarato -. E oggi più che mai è opportuno far rimanere aperto il dialogo sulle riforme come la giustizia, che non deve essere vista come il tentativo di delegittimazione della magistratura. Ci deve essere, invece, la volontà a riformare nel concreto il sistema giudiziario e farlo possibilmente con l'opposizione non giustizialista e confrontandoci con le toghe non politicizzate».

«NON ACCETTIAMO DIKTAT» - Dal centrosinistra la replica che arriva è quella di Giorgio Merlo, vicepresidente della commissione di Vigilanza sulla Rai: «Il necessario confronto sulle riforme utili al nostro paese, a cominciare dalla giustizia e dal federalismo, non nascono attraverso i diktat della maggioranza di destra. Se si vuol coinvolgere l'opposizione, il metodo da seguire non è certamente quello indicato da Capezzone» «Il Partito democratico - ha aggiunto - non partecipa al dialogo sulle riforme rinnegando se stesso, la sua identità e la sua natura politica e programmatica. Se la destra pensa che l'opposizione sia una semplice variabile della maggioranza di governo le riforme se le possono fare da soli».

26 dicembre 2008

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Maurizio Gasparri, Daniele Capezzone e Gianfranco Rotondi sono i 'personaggi' politici che io trovo più irritanti in assoluto: parlano per 'slogan' e basta.
Non conoscevo Giorgio Merlo del PD, ma le sue parole virgolettate sono forti ed autorevoli.
Occorre però la verifica, vedremo.