sabato 27 dicembre 2008

Il segretario dell'Anm: «Bisogna interrogarsi su cosa accade nelle amministrazioni pubbliche»

LA STAMPA
26/12/2008

Anzichè criticare i magistrati, il mondo politico dovrebbe riflettere e «interrogarsi su cosa accade nelle amministrazioni comunali», sulla «corruzione diffusa nel Paese». Perchè le inchieste «ci segnalano un problema generale che non può essere affidato solo alla magistratura». Due giorni dopo la scarcerazione del sindaco dimissionario di Paescara Luciano D’Alfonso, il segretario dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Cascini replica agli attacchi che si sono levati dopo il provvedimento firmato dal gip.

«Sono abbastanza sorpreso - esordisce Cascini, intervistato da Sky Tg24 - dalle reazioni del mondo politico sul provvedimento giudiziario. La critica ai provvedimenti giudiziari è sempre legittima e possibile, ma qui si discute moltissimo dell’aspetto tecnico della vicenda, cioè del provvedimento di scarcerazione intervenuto dopo le dimissioni del sindaco, e si trascurano invece gli aspetti che dovrebbero interessare la politica: sono gli aspetti legati alle accuse rivolte ad amministratori comunali».

Certo, aggiunge il numero due del ’sindacato delle toghè, resta ferma «la presunzione di innocenza per tutte le persone accusate». Ma «la politica, se non vuole lasciare la magistratura sola in un’azione di contrasto del fenomeno della corruzione, deve interrogarsi seriamente - avverte Cascini - sul tema della regolarità dell’azione amministrativa, della legittimità dei comportamenti dei pubblici amministratori. Altrimenti rischiamo di entrare nuovamente in una fase di conflittualità tra politica e magistratura, della quale non si sente il bisogno».

Insiste il segretario dell’Anm: «Trovo singolare che si discuta tanto di aspetti relativi alla decisione giudice di scarcerare, quasi come se una rivalutazione delle esigenze cautelari fosse uno scandalo. E si trascura il fatto che secondo il giudice, ferma restando la presunzione di innocenza, sussista un grave quadro di indizi. Forse su questo dovrebbe interrogarsi la politica. Cioè, al di là delle responsabilità dei singoli, individuali, la politica ha il dovere di interrogarsi su cosa accade nelle amministrazioni comunali».

Cascini bolla come una «sciocchezza» le parole di chi intravvede un’unica regia dietro le inchieste che nelle ultime settimane hanno coinvolto amministratori del Pd: «Non esiste un’organizzazione centrale che decide delle azioni della magistratura, ogni singolo ufficio giudiziario si muove autonomamente. Purtroppo, il ripetersi di indagini sulla corruzione - aggiunge - dimostra solo una cosa: che la corruzione è diffusa nel Paese. Il fatto che riguardino amministrazioni di sinistra è legato solo al fatto che governano la maggior parte di Comuni, Province e Regioni. Possono esserci inchieste più o meno solide, accuse che possono reggere o meno rispetto al vaglio dibattimentale. Ma questo, ovviamente, vale per tutti i processi...».

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Mi pare evidente che l'A.N.M. è in grave affanno, anche per l'inerzia del C.S.M.
Di questo passo, andrà a finire male, molto male.