domenica 28 dicembre 2008

In Australia i tribunali 'notificano' su Facebook

L'UNITA'


In Italia quando bisogna consegnare “per forza” un documento ufficiale a un cittadino irrintracciabile avviene “l’affissione all’albo pretorio”: espressione che sa molto, molto d’antico, e che ormai serve solo a liberare la coscienza del burocrate. Ma se una amministrazione volesse per davvero raggiungere un cittadino irrintracciabile?

In Australia hanno scoperto che un mezzo c’è, è internet. Anzi, di più: la Corte suprema australiana ha stabilito che il popolare sito di social network, Facebook, è un mezzo adeguato per inviare documenti legali agli imputati che non si riescono a contattare.
La notizia – diffusa dal sito di informazione sui media “Key4biz” – non solo conferma la fortuna di Facebook, utilizzato da Barack Obama per la campagna elettorale, frequentato da Walter Veltroni nonché dal ministro Renato Brunetta, ormai preso d’assalto da molte aziende per il proprio marketing, ma racconta anche come la “piazza telematica” possa essere frequentata anche dalla pubbliche amministrazioni e persino dai tribunali.

Secondo “Key4bitz”, infatti, il tribunale di Canberra, è stato persuaso da un avvocato a utilizzare Facebook per la propria “affissione”, poiché che non era riuscito a rintracciare una coppia di coniugi con le consuete procedure e tramite email. In conseguenza del mancato avviso, la coppia non era stata presente a un'udienza del tribunale dello scorso 3 ottobre e rischiava di perdere la propria casa per non aver pagato una rata del mutuo da 100 mila dollari australiani. «Non riuscivamo a contattare gli imputati personalmente anche dopo molti tentativi e quindi abbiamo pensato che potevamo trovarli su Facebook - avrebbe detto l'avvocato -. Abbiamo fatto una ricerca pubblica in base all'indirizzo e-mail che avevamo e sono apparse le loro pagine su Facebook».

27 dicembre 2008

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Che differenza con i nostri bizantinismi !