sabato 27 dicembre 2008

Sergei Rachmaninov plays his piano concerto No 2

Rachmaninov was of course the brilliant virtuoso we all know, but as a genious composer he has as well his place in the standard classical repertoire.
Here we hear him play the adagio sostenuto from his second piano concerto.
This unique recording with the Philadelphia Symphony Orchestra directed by Leopold Stokowski was made for RCA in 1929.

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Adagio sostenuto.
Il tempo lento del concerto rappresenta probabilmente il movimento più intenso e conosciuto dell'opera.
Il pianoforte esordisce con un delicato arpeggio in terzine sull'accompagnamento leggero di archi con sordina,clarinetti, fagotti e corni. Il flauto solista espone il dolcissimo tema, ripreso in successione dal clarinetto. Quindi il pianoforte si scambia con il clarinetto, che lo accompagna quasi in un duetto. I violini intervengono a rompere il tema, che evolve in una seconda parte più animata, dove il pianoforte elabora il materiale tematico, con interventi di fiati e archi, in un progressivo climax espressivo fino all'esplosione sonora di tutta l'orchestra.
Dopo una cadenza del solista, si ritorna alla tenue prima parte del tema. proposta in crescendo, fino a sfumarsi definitivamente, con l'ultima voce affidata alle note ritenute del pianoforte.
A ragione è considerato il brano più romantico di tutta la letteratura pianistica di ogni tempo.