22/12/2008
FULVIO MILONE
FULVIO MILONE
«C’è qualcuno che gioca sporco tentando di sollevare un polverone sull’inchiesta. Ma non ce la farà. Resta da capire chi è o chi sono i registi di questa manovra». Giovandomenico Lepore, capo della procura della repubblica di Napoli, è sereno. Non scalfiscono la sua calma neanche le dichiarazioni fatte da uno degli indagati nell’inchiesta Romeo, il colonnello della Guardia di Finanza Vincenzo Mazzucco. Interrogato in carcere, due giorni fa, l’ufficiale accusato di essere la talpa che informava gli indagati sull’inchiesta in corso ha detto che proprio Lepore gli aveva chiesto di intercedere presso Romeo affinchè assumesse un parente di un autista della Procura.
Notizia falsa: in realtà fu l’autista a chiedere la raccomandazione direttamente a Mazzucco. Secondo Lepore c’è una «manina» dietro il tentativo di depistaggio teso, probabilmente, non solo a delegittimare l’inchiesta «intossicandola» con informazioni fasulle, ma anche a creare le premesse per far trasferire il procedimento presso un’altra procura. «Certo, una manovra del genere è possibile, ma credo proprio che non riuscirà», commenta il capo degli inquirenti napoletani, che nota una inquietante coincidenza fra le dichiarazioni false del colonnello della Guardia di Finanza agli arresti e altre strane notizie che girano in questi giorni a Napoli. Come quella circolata, ad esempio, su presunti dissapori fra i magistrati che hanno condotto l’inchiesta su Romeo e lo stesso capo della procura a proposito di possibili fughe di notizie.
Hanno smentito i pm interessati, nega lo stesso Lepore: «Niente di più falso, non c’è stato nessuno screzio. Io sospetto fortemente che anche queste voci siano state messe in circolazione per sollevare un bel po’ di polvere attorno a un’inchiesta estremamente complessa e delicata. D’altro canto non è una novità che vengano messe in atto strane manovre nel tentativo di delegittimare indagini importanti come questa. Insomma, non scopriamo niente di nuovo». Sul fronte dell’inchiesta che ha portato in carcere Romeo, alcuni amministratori napoletani e il provveditore alle opere pubbliche, pare proprio che i magistrati lavoreranno anche nella settimana di Natale. Gli avvocati dell’imprenditore chiedono che Romeo venga sentito di nuovo dai pm alla presenza del giudice per le indagini preliminari.
L’interrogatorio potrebbe avvenire già domani. «Sarebbe utile perché l’indagato potrebbe rispondere in modo più completo su tutto ciò che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare», spiegano i legali. L’imprenditore è già stato interrogato giovedì scorso, e per cinque ore ha tentato di difendersi dalla pioggia di accuse che gli muovono gli inquirenti. Nei prossimi giorni dovrebbe essere ascoltata, come persona informata dei fatti, il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, che dopo la retata di mercoledì scorso si trova a capo di una giunta decimata.
Notizia falsa: in realtà fu l’autista a chiedere la raccomandazione direttamente a Mazzucco. Secondo Lepore c’è una «manina» dietro il tentativo di depistaggio teso, probabilmente, non solo a delegittimare l’inchiesta «intossicandola» con informazioni fasulle, ma anche a creare le premesse per far trasferire il procedimento presso un’altra procura. «Certo, una manovra del genere è possibile, ma credo proprio che non riuscirà», commenta il capo degli inquirenti napoletani, che nota una inquietante coincidenza fra le dichiarazioni false del colonnello della Guardia di Finanza agli arresti e altre strane notizie che girano in questi giorni a Napoli. Come quella circolata, ad esempio, su presunti dissapori fra i magistrati che hanno condotto l’inchiesta su Romeo e lo stesso capo della procura a proposito di possibili fughe di notizie.
Hanno smentito i pm interessati, nega lo stesso Lepore: «Niente di più falso, non c’è stato nessuno screzio. Io sospetto fortemente che anche queste voci siano state messe in circolazione per sollevare un bel po’ di polvere attorno a un’inchiesta estremamente complessa e delicata. D’altro canto non è una novità che vengano messe in atto strane manovre nel tentativo di delegittimare indagini importanti come questa. Insomma, non scopriamo niente di nuovo». Sul fronte dell’inchiesta che ha portato in carcere Romeo, alcuni amministratori napoletani e il provveditore alle opere pubbliche, pare proprio che i magistrati lavoreranno anche nella settimana di Natale. Gli avvocati dell’imprenditore chiedono che Romeo venga sentito di nuovo dai pm alla presenza del giudice per le indagini preliminari.
L’interrogatorio potrebbe avvenire già domani. «Sarebbe utile perché l’indagato potrebbe rispondere in modo più completo su tutto ciò che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare», spiegano i legali. L’imprenditore è già stato interrogato giovedì scorso, e per cinque ore ha tentato di difendersi dalla pioggia di accuse che gli muovono gli inquirenti. Nei prossimi giorni dovrebbe essere ascoltata, come persona informata dei fatti, il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, che dopo la retata di mercoledì scorso si trova a capo di una giunta decimata.


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