di FRANCESCO BEI
ROMA - "Temo che nelle prossime settimane ci si renderà conto che si tratta di una questione molto rilevante per la nostra libertà e la nostra stessa democrazia". Francesco Rutelli, presidente del Copasir (Comitato per la sicurezza della Repubblica), non ci gira intorno. L'affaire dell'archivio di Gioacchino Genchi, il consulente dell'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, che conterrebbe centinaia di migliaia di utenze telefoniche - tra cui quelle di parlamentari, esponenti dei servizi segreti e delle forze armate - è una bomba pronta a esplodere. "In questi giorni - annuncia quindi Rutelli - stabiliremo le audizioni e ascolteremo anche processualisti che ci aiuteranno a verificare se queste attività siano state rispettose della legge o meno".
Rutelli parla di "tabulati telefonici e acquisizioni di dati riguardanti moltissime persone non indagate", che sono stati trasmessi dalla procura di Catanzaro al Copasir e sono coperti dal segreto. Ma il l'ex consulente informatico della procura di Catanzaro, intervenuto ieri mattina a "Radio anch'io", prova a ridimensionare la vicenda sostenendo che "non esiste alcuna banca dati".
"Non ho mai svolto una sola intercettazione né telefonica né ambientale - si difende Genchi-, ho solo e sempre analizzato dei dati che provenivano dal fascicolo e che erano acquisiti dalle indagini preliminari o al processo. Quegli stessi dati sono poi stati messi a disposizione dei difensori e su quegli stessi dati si sono fatti dei processi e ci sono centinaia di sentenze che lo confermano".
Quanto all'eventuale "controllo" delle utenze dell'allora capo della polizia Gianni De Gennaro, oggi capo del coordinamento dei servizi segreti, Genchi smentisce decisamente: "Tengo a precisare che non ho mai svolto acquisizioni che riguardano Gianni De Gennaro. Lui non è mai stato coinvolto nelle indagini calabresi né a titolo diretto né indiretto, e come lui tanti altri, a partire dal vicepresidente del Csm Nicola Mancino".
Tutti nomi, sostiene l'esperto informatico, che sono stati "agitati sui giornali alla vigilia dell'avocazione del procedimento del dottor De Magistris. Ed è questo l'aspetto più pericoloso: l'avere tirato in ballo persone che non c'entrano nel tentativo di suscitare le loro reazioni, che da persone intelligenti quali sono non ci sono state".
Ma le spiegazioni di Genchi non convincono i politici. Il presidente dei senatori dell'Udc, Gianpiero D'Alia, chiede al governo di "portare a conoscenza del Parlamento le reali dimensioni dell'archivio segreto Genchi". Mentre Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl a palazzo Madama, definisce il caso Genchi "uno dei più gravi e sconcertanti scandali della storia repubblicana" e invoca "la corte marziale".
Intanto il Copasir ha chiesto nuova documentazione a Catanzaro, dove ieri si è tenuta una riunione tra i magistrati della Procura e i carabinieri del Ros che acquisirono i tabulati raccolti da Genchi.
(24 gennaio 2009)
Rutelli parla di "tabulati telefonici e acquisizioni di dati riguardanti moltissime persone non indagate", che sono stati trasmessi dalla procura di Catanzaro al Copasir e sono coperti dal segreto. Ma il l'ex consulente informatico della procura di Catanzaro, intervenuto ieri mattina a "Radio anch'io", prova a ridimensionare la vicenda sostenendo che "non esiste alcuna banca dati".
"Non ho mai svolto una sola intercettazione né telefonica né ambientale - si difende Genchi-, ho solo e sempre analizzato dei dati che provenivano dal fascicolo e che erano acquisiti dalle indagini preliminari o al processo. Quegli stessi dati sono poi stati messi a disposizione dei difensori e su quegli stessi dati si sono fatti dei processi e ci sono centinaia di sentenze che lo confermano".
Quanto all'eventuale "controllo" delle utenze dell'allora capo della polizia Gianni De Gennaro, oggi capo del coordinamento dei servizi segreti, Genchi smentisce decisamente: "Tengo a precisare che non ho mai svolto acquisizioni che riguardano Gianni De Gennaro. Lui non è mai stato coinvolto nelle indagini calabresi né a titolo diretto né indiretto, e come lui tanti altri, a partire dal vicepresidente del Csm Nicola Mancino".
Tutti nomi, sostiene l'esperto informatico, che sono stati "agitati sui giornali alla vigilia dell'avocazione del procedimento del dottor De Magistris. Ed è questo l'aspetto più pericoloso: l'avere tirato in ballo persone che non c'entrano nel tentativo di suscitare le loro reazioni, che da persone intelligenti quali sono non ci sono state".
Ma le spiegazioni di Genchi non convincono i politici. Il presidente dei senatori dell'Udc, Gianpiero D'Alia, chiede al governo di "portare a conoscenza del Parlamento le reali dimensioni dell'archivio segreto Genchi". Mentre Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl a palazzo Madama, definisce il caso Genchi "uno dei più gravi e sconcertanti scandali della storia repubblicana" e invoca "la corte marziale".
Intanto il Copasir ha chiesto nuova documentazione a Catanzaro, dove ieri si è tenuta una riunione tra i magistrati della Procura e i carabinieri del Ros che acquisirono i tabulati raccolti da Genchi.
(24 gennaio 2009)


2 commenti:
Ciao caro Luigi, è tutto molto triste quello che sta accadendo: dei politici stanno facendo tanto rumore su indagini serie e importanti come Why Not, Poseidone e Toghe Lucane infamando e infangando la professionalità e la serietà di persone come De Magistris, Luigi Apicella,Gioacchino Genchi e tanti altri ancora per nascondere il marcio, il loro marcio che c'è dietro.
In questo momento occorre guardare e puntare l'interesse di tutta la nazione nei confronti di chi invoca inchieste, corti marziali,commissioni parlamentari, divieto d'intercettazione e quant'altro...perché nessuno di questa gente ha parlato dei contenuti delle inchieste di De Magistris e dei suoi collaboratori e di tutti gli altri magistrati, no, si sono limitati a dire:ma come vi siete permessi di indagare persone come Mastella, come vi siete permessi di recapitare alla procura di Catanzaro un avviso di garanzia di 1400 pagine, come vi siete permessi di perquisire alcuni magistrati di Catanzaro, come vi siete permessi di intercettare politici, magistrati...è una vergogna,un vero scandalo: stanno massacrando tutti i funzionari onesti di questo povero stato che hanno osato aprire,nel pieno rispetto delle leggi, il vaso di Pandora delle loro malefatte...non mi stupisco per il PDL che possa dire certe cose, ma dal PD sentire queste cose è inaccettabile e sono convinta che pagheranno amaramente la scelta che stanno facendo in questo momento, lo pagherà anche il PDL, ma i primi a cadere sarà proprio il PD e non sarà una semplice caduta, ma sarà un tonfo dal quale non si rialzerà mai più...io, nel mio piccolo, glielo auguro di tutto cuore!!!
(scusa per le considerazioni amare, ma non si possono più sentire e fa male vedere quello che stanno facendo non solo a queste persone innocenti e giuste, ma anche a tutti noi,già perché questa gente per salvarsi dalla giustizia e dalla legge stanno distruggendo il nostro paese sia costituzionalmente che economicamente...altro che recessione, sono loro la nostra vera recessione!!!)
Ti confesso che stavo per fare io un articolo, ma poi ho visto il post di Antonio Di Pietro, che diceva le stesse cose che pensavo io ed ho rinunciato.
Credo tu sappia che io sono iscritto all'IdV.
Il tuo sfogo è amarissimo, pieno di dolente passione, sopratutto dà la stura, apre una valvola di sicurezza all'anima esulcerata da tante lordure per impedirle di perdersi nei meandri di un eccessivo razionalismo.
Sottoscrivo ogni tua parola come detta da me.
Grazie Anna.
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