
NAPOLI — «Chiariamo: Italia dei Valori ha raccolto 72 mila firme contro il "lodo Alfano". E nemmeno una, come invece ha sostenuto lui, è stata consegnata da Francesco Barbato. Nemmeno la sua». Ma non si ferma mica qui, Nello Formisano. Segretario regionale in Campania del partito di Antonio Di Pietro, Formisano ha letto sul Corriere le parole dure che il deputato conterraneo ha usato contro l’Italia dei Valori. Il loro partito. È arrabbiato. Meglio: desolato.
Formisano che succede?
«Lavoriamo in un partito che si batte strenuamente contro la camorra, e Barbato che fa?».
Che fa?
«Usa parole omertose verso i compagni del suo partito, della sua terra».
Allude a cosa?
«Ai panni sporchi. Accidenti: Barbato ha fatto allusioni a persone di Italia dei Valori in Campania e non ha voluto dire i nomi perché per lui i panni sporchi si lavano in famiglia. È inaccettabile. Il nostro partito non fa così ».
E come fa?
«Se ci sono panni sporchi si lavano in pubblico. Meglio: se serve con i magistrati ».
Glielo ha detto a Barbato?
«Non ancora. L’ho cercato, ma non mi ha risposto. Ma appena lo sento gli dirò tutto e anche di più».
Cosa c’è di più?
«Di non agitarsi troppo, è alla sua prima legislatura. Mi ricorda un’altra persona che si comportava come lui, prima di uscire dal nostro partito».
Chi?
«L’assessore Gambale».
Quello agli arresti per l’inchiesta della magistratura?
«Già. Nel nostro partito bisogna comportarsi in maniera adeguata, altrimenti non c’è posto».
Cos’è l’annuncio di un’espulsione? Un cartellino giallo?
«Diciamo».
Ha parlato con Antonio Di Pietro? Almeno lei…
«Con Di Pietro ci parlo due volte al giorno».
Che dice Di Pietro di tutto quello che sta succedendo nel partito?
«Lui è convinto che ci sia un attacco sistemico nei nostri confronti. Diamo fastidio. Soprattutto dopo il risultato del 15% dell’Abruzzo. E dopo la decisione di uscire dagli organismi campani. Posso dire un dato temporale? ».
Prego…
«Il 22 dicembre l’Italia dei Valori decide di lasciare gli organismi di Napoli. E il giorno dopo che succede?».
Che succede?
«Escono le intercettazioni che coinvolgono Cristiano, il figlio. Quelle intercettazioni non hanno nulla di penale: perché sono state allegate all’ordinanza? ».
Ma all’ordinanza le hanno allegate imagistrati. Pensa ad un complotto della magistratura contro l’Italia dei Valori?
«Per carità. Dico che non erano penalmente rilevanti e sono state amplificate mediaticamente».
Parliamo del figlio del leader di un partito che mette al primo posto la questione morale che chiede favori e raccomandazioni…
«Una leggerezza di Cristiano».
Soltanto?
«Sicuramente inopportuna. Ricordiamoci come si sta comportando l’Idv».
In che senso?
«Cristiano si è autosospeso dal partito, così come ha fatto il deputato Americo Porfidia quando ha saputo di essere coinvolto in un’inchiesta di camorra: cosa altro si vuole dall’Italia dei Valori?».
Un’inchiesta di camorra non è una passeggiata…
«Affatto. Ma va avanti da cinque anni. E come mai i magistrati non hanno mai fatto niente nei confronti di Porfidia?».
Di Pietro che ne pensa?
«Aspetta di leggere le carte che nessuno di noi ha mai avuto tra le mani».
Al. Ar.
05 gennaio 2009

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