martedì 6 gennaio 2009

I veri giornalisti non hanno padroni

ITALIA DEI VALORI
6 Gennaio 2009


Su una cosa ha davvero ragione il direttore de Il Giornale, Mario Giordano. Nel suo caso, non è possibile parlare di paranoia. La paranoia prevede infatti che chi ne è afflitto creda davvero in quello che dice.Nel nostro caso, invece, siamo difronte a qualcosa di molto più subdolo e pericoloso. Siamo di fronte a mezzi di informazione che, abbandonata ogni autonomia e libertà di pensiero, trasformano se stessi in armi improprie per perseguire fini che con il giornalismo e con l’informazione non hanno nulla a che vedere. In un’epoca in cui tutto è mosso e condizionato dalla comunicazione di massa nulla, infatti, fa male e ferisce come le parole pronunciate in una televisione o scritte su un giornale. Ed ecco allora che, secondo uno schema non molto dissimile da quello del ventennio mussoliniano, se qualcuno dissente da pensiero del leader maximo, se qualcuno osa criticare, o, cosa ancor più odiosa, dire la verità, scatta impietosa la repressione che non è più fatta di manganelli e olio di ricino, ma di attacchi, insinuazioni, calunnie, denigrazione che tendono a distruggere l’avversario.

E quindi, più che giornali, sono fogli di regime di stampo sovietico all’insegna del principio che il modo migliore per distruggere il nemico è quello di denigrarlo, delegittimarlo e distruggerne la reputazione e la credibilità. Questa è l’azione che, con metodo certosino, il Giornale svolge quotidianamente. Un’azione della quale già hanno pagato il prezzo sia gli alleati, ne sanno qualcosa Fini e Casini, quando hanno osato mettere in discussione il potere del padrone, sia oggi con una violenza che non conosce precedenti chi, come Italia dei Valori e Antonio Di Pietro, ha il coraggio di dire agli italiani che il Re è nudo.

Per questo è paradossale e grottesco che a parlare di atti di squadrismo sia proprio Mario Giordano lui che, da direttore de il Giornale, è stato ed è regista di veri e propri attacchi politici agli avversari del suo padrone che con il giornalismo ci sembrano davvero aver poco a che vedere.

Oggi più che mai capiamo le ragioni che spinsero Indro Montanelli al gran rifiuto. Montanelli aveva un’idea precisa del giornalismo e sapeva che i giornalisti, quelli veri, non hanno padroni.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Grande Montanelli!

Aveva ragione.
I veri giornalisti non hanno padroni.

Madda

Unknown ha detto...

Per quanto ne sappia, anche Di Pietro è il padrone assoluto dell' IDV, non vedo poi tanta democrazia nella gestione del suo partito. Quali sono i giornali ed i giornalisti superpartes?

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Leonardo ! Ci risiamo.
Ragioniamo:
2) Di Pietro non è un giornalista, ma un uomo politico;
2) non è il padrone assoluto ma il leader dell'Italia dei Valori;
l'Italia dei Valori non possiede un giornale o una rete televisiva;
3) è stato un grande magistrato, l'artefice di MANI PULITE, era un eroe nazionale e tutto il mondo ce lo ividiava, addirittura comparve sulla copertina del prestigioso settimanale statunitente TIME, poteva allora tesorizzare l'enorme popolarità di cui godeva (avrebbe preso una valanga di voti) e non l'ha fatto;
4) è stato inquisito diciassette volte ed è stato sempre prosciolto o i procedimenti penali sono stati archiviati, non si è mia difeso dal processo ma nel processo, solo dopo è entrato in politica e quando fu raggiunto dall'ennesimo ed ultimo avviso di garanzia era ministro e si dimise subito: chi altri l'ha fatto ?

Unknown ha detto...

Vorrei mi spiegassi con parole più comprensibili, il contenuto dell'articolo di cui al link che t'invio.
Sono stato anch'io un fans di Antonio Di Pietro ma dalla storia della mercedes a quella di oggi sull'associazione e partito nutro dei dubbi sulla sua cristallina onestà.
Ti ringrazio.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=317990

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Lo ha spiegato lo stesso Di Pietro sul suo blog, che io ho ripreso.
Troverai i suoi chiarimenti a questo link: http://ilgiornalieri.blogspot.com/2009/01/laltra-meta-della-mela.html.
Quanto alla storia della Mercedes dovresti sapere che tale uso è stato dichiarato privo di rilevanza penale dal GIP di Brescia.
Per il resto ti rinvio al link suddetto.
Anche qui, finquado Il Giornale o chi per esso non presenta denuncia penale o la Procura della Repubblica di Roma non esercita 'azione penale d'ufficio (può ben farlo in base alle notizie giornalistiche) restiamo nel campo dell'azione di sciacallaggio in cui la destra e il suo leader maximo sono maestri.
Hai fatto male a fermarti all'apparenza, non si può giudicare un leader del calibro di Antonio Di Pietro con un metro comune di valutazione.
Dovresti capire che l'unica barriera rimasta a contrastare l'azione di Silvio Berlusconi e del programma della Loggia Massonica P2, della quale egli ha fatto parte, è proprio l'Italia dei Valori e il suo leader Antonio Di Pietro.
Troppo frettolosamente e talvolta superficialmente ci siamo dimenticati dei suoi "meriti storici".
Se quando fu arrestato Mario Chiesa egli Di Pietro avesse voltato voltato la faccia dall'altra parte non avremmo avuto MANI PULITE, non sarebbe stato scoperchiato il VASO DI PANDORA della Prima Repubblica, che purtroppo si sta oggi ricostituendo con un coperchio che sta per essere B-L-I-N-D-A-T-O !
E' questo ciò che si vuole che accada ?
Se sì, basta continuare a fare gli 'scettici blu', cioè a non far nulla, nemmeno nell'espressione del voto politico (pensa alle prossime europee !).
Spero di essere stato d'aiuto.
Ciao.

Unknown ha detto...

Va da se che Antonio Di Pietro, non può parlare male di se stesso.Chi ha prestato servizio nella P.A., specie per un Magistrato del suo calibro sa benissimo come districarsi nella burocrazia della Repubblica Italiana,in quella linea sottile che divide il legale dall'illegale.
Ti posso confermare che tanti come me, avrebbero votato l'IDV se non era apparentata con i sigg. Nessuno dell'attuale sinistra.
Il leader della destra (fare politica non è il suo mestiere) ha trovato terreno fertile proprio perchè dall'altra parte non c'è nessuno.
Se Di Pietro ha il coraggio di correre da solo sarò il primo a dargli il voto, a cominciare dalle prossime elezioni Europee.
Grazie per i chiarimenti.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Mi pare evidente che tu non hai colto il disegno strategico di Di Pietro, quello di diventare leader della coalizione di sinistra, formata dall'IdV e dal PD, ambizione che egli non ammetterà mai di possedere.
Non ti fa difetto l'intelligenza, quindi non puoi non cogliere la circostanza che l'IdV non può correre da sola.
Le elezioni in Abruzzo, che hanno fatto rigstrare una quadruplicazione dei consensi fino al 15% dei votanti, sono state un banco di prova della bontà della strategia dipietresca, quella di porsi come unico duro intransigente oppositore del centro-destra, di Silvio Berlusconi, contro ogni evidenza contraria, ad iniziare dal Capo dello Stato (che non mi soddisfa affatto) per continuare con Veltroni ed altri recentemente fulminati sulla 'via per Damasco'!.
Vai a leggere sul mio blog l'intervista rilasciata da Nicola Mancino, vice presidente del CSM, che non ho ancora avuto modo di commentare, e capirai che l'unico oppositore è Tonino Di Pietro.
E meno male che c'è.
E' per questo motivo che stanno tentando di delegittimarlo in tutti modi.
Quanto al 'parlar male di sè stesso', scusami ma che senso ha ?
Ne potrebbe avere qualcuno se Di Pietro parlasse male di altri [credo che tu intenda dire "diffamasse", intendendosi per diffamazione calunniare persone e partiti politici (intendiamo la parola 'calunnia' nel senso comune, ovviamente)].
Poi Di Pietro non parla bene di sè stesso, si limita ad enumerare fatti ed accertamenti obbiettivi che lo riguardano, insomma si difende dalle calunnie.
I 'tanti come te' che non votano IdV perchè apparentata coi "signor NESSUNO", che fate in alternativa ?
Votate a destra, non votate affatto ?
Nel primo caso è legittimo, ma sbagliate, perchè è un voto privo di contenuti politici, nel secondo caso è altresì legittimo, ma sbagliate di nuovo, perchè venite meno non solo a un diritto costituzionale ma anche al 'senso civico', del quale si sono perse le tracce: votare è un diritto-dovere.
Se poi per leader della destra intendi Silvio Berlusconi, allora guarda che quello lì fa politica molto meglio di chiunque altro, eccetto Di Pietro, che è alla pari, ma non ha i suoi mezzi economici.
Certo, è una politica-non politica, perchè pensa prima ai cazzi suoi poi, forse, chissà, vedremo, anche agli interessi della collettività, ma lo fa talmente bene da avere sbaragliato tutti, eccetto Di Pietro, che resta l'unico ostacolo da abbattere.
Questa mattina Di Pietro e Ferrero (il referendum contro il lodo Alfano li ha accomunati) hanno consegnato 212 scatoloni con oltre un milione di firme raccolte, delle quali almeno 850 mila valide (ne servivano 500 mila !).
Questo referendum si sarebbe potuto tenere nella primavera di quest'anno se Veltroni e il PD avessero appoggiato la raccolta delle firme, invece adesso si terrà nella primavera del 2010, cioè fra un anno a mezzo anzichè pochi mesi, ma ugualmente dà fastidio al premier, che già ha il problema di parare il colpo della questione di legittimità costituzionale avanti la Corte Costituzionale sollevata dalla Procura della Repubblica di Milano (e non solo) nel processo contro l'avv. Mills, che il coimputato Berlusconi avrebbe corrotto per fargli deporre il falso nel processo del lodo Mondadori, processo dal quale il premier è temporaneamente uscito per effetto del lodo Alfano, che si vuole cancellare anche con il referendum abrogativo.
Certo è che se le coscienze delle persone perbene non si svegliano dal torpore in cui sono state precipitate da una informazione (televisione, giornali, mass-media in genere) quasi del tutto addomesticata e che corre il rischio di non poter più pubblicare le intercettazioni (che a loro volta stanno correndo il rischio di essere azzerate come strumento investigativo nei reati contro l'amministrazione dello Stato) prive di rilevanza penale ma pregne di rilevanza politica, non si svegliano a collaborano alla lotta politica almeno col voto, allora stiamo messi male, molto male, troppo male !