mercoledì 28 gennaio 2009

Intercettazioni, stretta sui tempi ma l'ascolto resta per tutti i reati

LA STAMPA
27/1/2009

Un vertice per sciogliere gli ultimi nodi e, alla fine, intesa raggiunta nella maggioranza sul ddl intercettazioni. La "stretta" dunque ci sarà, tuttavia non toccherà l’elenco dei reati "ascoltabili" (che resta uguale a quello attuale), ma la durata: 45 giorni prorogabili di 15, con la sola eccezione dei reati per mafia e terrorismo.

In mattinata il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha riunito i capigruppo di Pdl e Lega a palazzo Grazioli: era atteso anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha però dovuto dare forfait a causa di un raffreddore. Proprio il premier era tornato in pressing nelle ultime ore perché si arrivasse a un’intesa nella maggioranza, anche alla luce di quell’archivio Genchi che, a suo giudizio, può scatenare «il più grande scandalo della Repubblica». L’accordo sarà adesso messo nero su bianco dal Guardasigilli sotto forma di emendamento da presentare al ddl intercettazioni, attualmente all’esame della Camera.

Non si interverrà dunque sulla tipologia dei reati intercettabili, punto questo, sul quale gli alleati avevano a più riprese insistito. Restano "ascoltabili" tutti i reati che abbiano un limite di pena di cinque anni, come già prevede la legge attuale e quindi ’cadè il limite dei dieci anni che era stato previsto nella stesura originale del testo. I paletti con cui i magistrati dovranno fare i conti saranno soprattutto quelli della durata. «Non più di 45 giorni, prorogabili di altri 15, fatta eccezione per i reati di mafia e terrorismo», come ha spiegato proprio il ministro della Giustizia. Inoltre, sarà possibile disporre gli ascolti solo per gli indagati sui quali ci sia «un grave indizio di colpevolezza». Niente carcere per i giornalisti. Come ha spiegato il ministro Alfano, infatti, si «afferma il principio di responsabilità del giornale, cioè dell’editore».

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

articolo assolutamente privo di mordente ed incompleto, un resoconto amorfo circa un problema gravissino: la Casta non vuole essere intercettata, nel DDL c'è un'insidia che il quotidiano non coglie o non vuole cogliere.