venerdì 16 gennaio 2009

Lucia Annunziata litiga con Santoro e lascia lo studio di «Annozero»

IL CORRIERE DELLA SERA

ROMA — Scontro in diretta tra Michele Santoro e Lucia Annunziata ieri sera ad Annozero, puntata dedicata alla strage di bambini a Gaza, ospiti Rula Jebreal e Manuela Dviri. Con l'ex presidente della Rai che per protesta si è tolta il microfono ed ha lasciato lo studio. «Qui si presentano al 99 per cento soltanto le ragioni palestinesi», si è lamentata l'Annunziata. Da subito piuttosto critica sull'impostazione del programma, a suo avviso troppo schierato. E con un eccessivo spazio concesso ai ragazzi della comunità palestinese di Milano. «Fai la giornalista, non venire qui a criticare come si fa la trasmissione... O cerchi crediti da qualcuno?», l'ha rimbeccata Santoro.

«Arrivederci, non sprechiamo tempo », l'ha congedata poi il conduttore proseguendo impassibile. Poco dopo però ha attaccato anche Veltroni: «Perché non va a Gaza invece che in Africa se vuole rendersi utile?». Ed è polemica anche alla Sapienza. Dall'assemblea degli studenti di Fisica, cuore dell'Onda, ieri pomeriggio è uscito un nuovo documento destinato a far discutere. Un appello rivolto al direttore del Dipartimento e a tutti i ricercatori italiani, con la richiesta espressa di «interrompere ogni collaborazione con le istituzioni di ricerca israeliane, pubbliche o private, per sostenere la pressione sociale internazionale che richiede la fine degli attacchi di Israele ai territori palestinesi».

Contrarie le prime reazioni dei professori. Il direttore del Dipartimento di Fisica, Giancarlo Ruocco, è responsabile da tre anni di un progetto sulla fotonica in collaborazione con tre università israeliane, tra cui Tel Aviv. Dice già che il progetto andrà avanti. «L'unica cosa che farò è convocare per mercoledì prossimo il consiglio dei docenti (150 scienziati tra cui Cabibbo, Parisi e Maiani ndr) e sottoporre loro il documento. Daremo una risposta collegiale». Epperò, a titolo individuale, ecco arrivare già severe bocciature: «È allucinante », s'indigna Carlo Di Castro, docente di Meccanica Statistica a La Sapienza e membro della comunità ebraica di Roma. «Anche ammesso che si debba condannare l'intervento attuale, come si fa a confondere la politica del governo israeliano con la libera produzione culturale del Paese? Questi studenti non sanno che con la nascita dello Stato d'Israele nel 1948 si ebbe l'affermazione della libertà e della vita sulla tirannide e la barbarie».

È allarmato infine David Meghnagi, ex vicepresidente dell'Ucei e docente di Psicologia clinica a Roma Tre: «Già in Francia nel 2003 e poi in Inghilterra fu organizzato un boicottaggio degli accademici israeliani. Nel 2005 promossi un appello contro questo boicottaggio. E il 26 gennaio, inaugurando il Master in Didattica della Shoah, con 20 università da tutto il mondo, anche israeliane, faremo sentire di nuovo la nostra voce».

Fabrizio Caccia
Giovanna Cavalli
15 gennaio 2009

2 commenti:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Da spettatore devo dire che effettivamente la trasmissione sembrava politicamente sbilanciata a favore dei palestinesi della striscia di Gaza.
Ma c'è qualcuno che contesta il diritto di mostrare immagini devastanti a danno dei bambini ?
Io non credo.
Quanto alla Annunziata non approvo la sua condotta.
Poteva sì criticare ma non con tanta veemenza gli interventi in studio, questo era compito del conduttore di moderare se e come riteneva più opportuno.
Quanto al motivo della 'teatrale' uscita di scena a metà trasmissione, penso che Santoro non avrebbe perso la calma se la Annunziata non fosse entrata a piedi uniti, per usare una metafora calcisitica, senza chiedere nè ricevere il benestare del conduttore.
Infine, quelle sue critiche avrebbe potuto manifestarle, con pacatezza, alla fine della trasmissione.
Il dubbio appare legittimo.
Concludo che la puntata di ieri sera di Anno Zero ha modificato il mio punto di vista sul conflitto ed affermando che una tramissione di approfondimento ha il compito di illustrare ciò che si vede e non quello di offrire soluzioni, questo spetta agli ospiti in studio o in collegamento.

Anonimo ha detto...

Diciamo che è tutta colpa del climaterio. I due giornalisti ci rientrano in pieno, come età. La questione è complessa e, come sempre, i torti e le ragioni non stanno mai da una parte sola. Amo Travaglio perché riesce a mantenere la sua imperturbabilità anche quando incontra chi contrasta violentemente le sue convinzioni.
Rossana