FIRENZE—Non tira una brutta aria fra i padiglioni del Pitti, la grande rassegna di moda maschile. E non perché i numeri sono meno peggio di quanto tutti s’aspettassero , i meno uno-due-tre non sono i meno venti-dieci cui tutti temevano e poi gli espositori sono arrivati a quota 919 su 59 mila metri quadri di esposizione. Ma per un certo profumo di leggerezza (meno proposte, più concretezza) e modernità (proporzioni e tagli più freschi) e classe (riscoperta di indiscutibili eleganze).
Così non c’è da stupirsi se ritorna il Principe di Galles (il tessuto-icona di Edoardo VII quando ancora era re e non il farfallone marito di Wallis Simpson!) che ha sempre conferito all’uomo quel non-so-che di allegra eccentricità. Così da Corneliani, per esempio. Dove addirittura ci sono i tre pezzi in Principe di Galles: giacca, pantalone e gilet con impercettibili tocchi di colore. Così sono gli anni Cinquanta da manuale, dunque con la giacca un po’ più lunga e i revers un più larghi. Da Isaia il tocco della sartorialità napoletana crea l’effetto della giacca «buttata di quarto», con uno scollo davanti pronunciato. Artigianalità quasi un’ossessione se il tessuto ha trama e ordito in pecora nera e pecora bianca. Contemporaneità nei pantaloni corti e affusolati, senza pences, mai! Giusto per capire di che portata sia la tendenza: Geospirit, brand ben piazzato fra i giovani già uomini nella serie infinita di piumini (giubbotti e giacconi) ha inserito anche la stampa Principe di Galles, oltre a un tartan ad effetto (tartan, altra grande tendenza «in eredità» dalla donna). Giacche più che altro: come si diceva, non più slim, prendere nota.
Il ritorno di Laura Bagiotti a Firenze ne ha previste tre dedicate ad altrettante città: Napoli, Venezia e Roma da quella completamente decostruita alla normalissima, ma che non ha bisogno di alcuna manutenzione per via dei tessuti trattati. Sopra il giubbotto cassaforte o l’incredibile maglia-cappotto firmata da Daniele Montezemolo, dunque Twin. Gran lavoro dell’imprenditore- creativo sul cachemire double che pare tessuto (spigato, nel caso o stone washed) per coat, ma anche blazer che stanno in una mano. Cachemire, allora perché poi sembra che non esista altro per il guardaroba di un uomo. Figurarsi di un dandy. Brunello Cucinelli ci crede fermamente. Così nel tessuto che l’ha reso imprenditore di successo (140 milioni di euro di fatturato, cinquecento dipendenti e un borgo del duecento per azienda) ci fa addirittura uno smoking e un tight in grigio o blu.
Poi una serie infinita di completi (tre pezzi, anche qui) sì, con l’aggiornamento dei toni diversi fra sopra e sotto e il pantalone sempre e comunque corto e stretto. E se dandy «contemporaneo» deve essere sia, con una serie di proposte decisamente eccentriche (se no che dandy sarebbe?). Prendere Arfango per esempio. Alberto Moretti, giovanotto che ha preso in mano la griffe ha pensato di proporre i suoi mocassini di velluto in tre pezzi dove ci sta scritto «I love» «you» o «me», o «have» «good» o «bad» «day». Poi le camicie colorate di Xacus. Ma pure le scarpe-pantofole in tartan o tweed di Santoni. Perché non il pullover profumato di Harmont & Blaine? O i mocassini di Rossetti che sono fatti a mano e dunque la sinistra che non è come la destra! E se non è dandy il loden in pelle scamosciata di Massimo Piombo cosa allora?
Paola Pollo
14 gennaio 2009
Così non c’è da stupirsi se ritorna il Principe di Galles (il tessuto-icona di Edoardo VII quando ancora era re e non il farfallone marito di Wallis Simpson!) che ha sempre conferito all’uomo quel non-so-che di allegra eccentricità. Così da Corneliani, per esempio. Dove addirittura ci sono i tre pezzi in Principe di Galles: giacca, pantalone e gilet con impercettibili tocchi di colore. Così sono gli anni Cinquanta da manuale, dunque con la giacca un po’ più lunga e i revers un più larghi. Da Isaia il tocco della sartorialità napoletana crea l’effetto della giacca «buttata di quarto», con uno scollo davanti pronunciato. Artigianalità quasi un’ossessione se il tessuto ha trama e ordito in pecora nera e pecora bianca. Contemporaneità nei pantaloni corti e affusolati, senza pences, mai! Giusto per capire di che portata sia la tendenza: Geospirit, brand ben piazzato fra i giovani già uomini nella serie infinita di piumini (giubbotti e giacconi) ha inserito anche la stampa Principe di Galles, oltre a un tartan ad effetto (tartan, altra grande tendenza «in eredità» dalla donna). Giacche più che altro: come si diceva, non più slim, prendere nota.
Il ritorno di Laura Bagiotti a Firenze ne ha previste tre dedicate ad altrettante città: Napoli, Venezia e Roma da quella completamente decostruita alla normalissima, ma che non ha bisogno di alcuna manutenzione per via dei tessuti trattati. Sopra il giubbotto cassaforte o l’incredibile maglia-cappotto firmata da Daniele Montezemolo, dunque Twin. Gran lavoro dell’imprenditore- creativo sul cachemire double che pare tessuto (spigato, nel caso o stone washed) per coat, ma anche blazer che stanno in una mano. Cachemire, allora perché poi sembra che non esista altro per il guardaroba di un uomo. Figurarsi di un dandy. Brunello Cucinelli ci crede fermamente. Così nel tessuto che l’ha reso imprenditore di successo (140 milioni di euro di fatturato, cinquecento dipendenti e un borgo del duecento per azienda) ci fa addirittura uno smoking e un tight in grigio o blu.
Poi una serie infinita di completi (tre pezzi, anche qui) sì, con l’aggiornamento dei toni diversi fra sopra e sotto e il pantalone sempre e comunque corto e stretto. E se dandy «contemporaneo» deve essere sia, con una serie di proposte decisamente eccentriche (se no che dandy sarebbe?). Prendere Arfango per esempio. Alberto Moretti, giovanotto che ha preso in mano la griffe ha pensato di proporre i suoi mocassini di velluto in tre pezzi dove ci sta scritto «I love» «you» o «me», o «have» «good» o «bad» «day». Poi le camicie colorate di Xacus. Ma pure le scarpe-pantofole in tartan o tweed di Santoni. Perché non il pullover profumato di Harmont & Blaine? O i mocassini di Rossetti che sono fatti a mano e dunque la sinistra che non è come la destra! E se non è dandy il loden in pelle scamosciata di Massimo Piombo cosa allora?
Paola Pollo
14 gennaio 2009


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