Dopo oltre un anno trascorso lontano dalla vita pubblica, il “subcomandante Marcos”, leader della guerriglia zapatista messicana, è riapparso in Chiapas dove ha partecipato a una serie di incontri per i 15 anni dell'Ezln (Esercito zapatista di liberaziona nazionale).
Il carismatico capo guerrigliero era stato veneerdì il grande assente nelle celebrazioni di Oventic, dove oltre 2 mila indios hanno ricordato l'inizio della lotta armata dell'Ezln il primo gennaio del 1994. Marcos aveva annunciato il suo ritiro temporaneo dalle attività il 17 dicembre del 2007.
Davanti a circa 2.500 politici e militanti di estrema sinistra, confluiti da 25 paesi diversi nella roccaforte zapatista di San Cristobal de las Casas (una delle sedi delle Giunte del buon governo), il capo dell'Ezln ha parlato in occasione delle celebrazioni per il quindicesimo anniversario della nascita dell'insurrezione promossa dal suo movimento, iniziata ufficialmente il 1 gennaio '94.
Nel discorso Marcos ha duramente criticato il presidente Usa eletto, Barack Obama. Secondo il “subcomandante”, nell'evitare di prendere apertamente posizione contro Israele per la sua offensiva in corso nella Striscia di Gaza, Obama ha dimostrato di «appoggiare l'uso della forza» contro il popolo palestinese. «Quelli che l'hanno preso per un faro - ha detto nel corso di una manifestazione a San Cristobal de las Casas - resteranno delusi, perchè il presidente eletto sostiene l'uso della forza contro il popolo palestinese».
Nell'occasione ha anche accusato il presidente del Messico, Felipe Calderon, di non mantenere le promesse fatte, di «combattere la malavita organizzata con tutta la forza dello Stato»: perchè, ha affermato il leader ribelle, «è evidente» come sia invece proprio il crimine a «dirigere» l'apparato repressivo.
Durante la pausa Marcos ha scritto libri con l’idea di finanziare l’attività della sua organizzazione tramite i diritti di autore. In precedenza aveva partecipato alla campagna elettorale presidenziale (senza presentarsi ufficialmente) facendosi chiamare il “delegato zero”.
03 gennaio 2009
Il carismatico capo guerrigliero era stato veneerdì il grande assente nelle celebrazioni di Oventic, dove oltre 2 mila indios hanno ricordato l'inizio della lotta armata dell'Ezln il primo gennaio del 1994. Marcos aveva annunciato il suo ritiro temporaneo dalle attività il 17 dicembre del 2007.
Davanti a circa 2.500 politici e militanti di estrema sinistra, confluiti da 25 paesi diversi nella roccaforte zapatista di San Cristobal de las Casas (una delle sedi delle Giunte del buon governo), il capo dell'Ezln ha parlato in occasione delle celebrazioni per il quindicesimo anniversario della nascita dell'insurrezione promossa dal suo movimento, iniziata ufficialmente il 1 gennaio '94.
Nel discorso Marcos ha duramente criticato il presidente Usa eletto, Barack Obama. Secondo il “subcomandante”, nell'evitare di prendere apertamente posizione contro Israele per la sua offensiva in corso nella Striscia di Gaza, Obama ha dimostrato di «appoggiare l'uso della forza» contro il popolo palestinese. «Quelli che l'hanno preso per un faro - ha detto nel corso di una manifestazione a San Cristobal de las Casas - resteranno delusi, perchè il presidente eletto sostiene l'uso della forza contro il popolo palestinese».
Nell'occasione ha anche accusato il presidente del Messico, Felipe Calderon, di non mantenere le promesse fatte, di «combattere la malavita organizzata con tutta la forza dello Stato»: perchè, ha affermato il leader ribelle, «è evidente» come sia invece proprio il crimine a «dirigere» l'apparato repressivo.
Durante la pausa Marcos ha scritto libri con l’idea di finanziare l’attività della sua organizzazione tramite i diritti di autore. In precedenza aveva partecipato alla campagna elettorale presidenziale (senza presentarsi ufficialmente) facendosi chiamare il “delegato zero”.
03 gennaio 2009


Nessun commento:
Posta un commento