Queste sono solo alcune delle modifiche sostanziali necessarie a cambiare in meglio la nostra università che ci saremmo aspettati, e quella dell’Idv, non è una critica pregiudiziale al provvedimento di questo Governo che, anche nel campo dell’università e della ricerca ha inteso per la nona volta porre la fiducia.
È necessario convincersi che bisogna per prima cosa stroncare il fenomeno del nepotismo, se vogliamo davvero aprire le nostre università ai più virtuosi ed intercettare il merito. Nelle università italiane si perpetuano da anni sempre gli stessi cognomi e si effettuano le programmazioni concorsuali ad hoc, prima ancora che il rampollo di turno giunga alla laurea. Da più parti d’Italia ci segnalano che già durante la scuola di specializzazione i figli della baronia al potere vincono il concorso per ricercatore. Discenti e docenti allo stesso tempo! È qualcosa di incredibile! Sarebbe bastato inserire un solo articolo nel provvedimento, che ora si è trasformato in legge attraverso la fiducia, per vietare l’accesso al ruolo di ricercatore a chiunque non abbia effettuato un dottorato post-specializzazione. Ma purtroppo questo non è stato fatto e ancora oggi dovremo assistere al fenomeno, solo italiano, che gli specializzandi-ricercatori di chirurgia insegnino chirurgia nelle nostre facoltà di medicina pur non avendo nessuna esperienza chirurgica. Oppure, sarebbe bastato impedire, con un altro articolo, la partecipazione ai concorsi nelle università ai candidati che hanno un parente stretto che riveste un ruolo apicale in quell’ateneo . Ma nulla di fatto! Ancora oggi, dopo l’approvazione di questo decreto legge, i trucchi per vincere i concorsi universitari sono tutti possibili: il predestinato vincitore, non appena laureato, viene inserito in tutte le pubblicazioni scientifiche, gli si fortifica il curriculum e quando le carte sono a posto gli viene bandito il concorso. Un concorrente per un solo posto!
Non è questa la strada per intercettare il merito, cari signori del Pdl, e quello della riforma universitaria appare più un mero spot elettorale che una reale volontà di cambiare le cose da parte di questo Governo… di baroni!


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