venerdì 9 gennaio 2009

"Usa, stop al ricorso alla tortura"

LA STAMPA
9/1/2009

Barack Obama ha messo mano all’intelligence, ridisegnando i vertici dei servizi segreti. Il presidente eletto ha scelto l’ammiraglio in congedo Dennis Blair quale zar di tutte le agenzie di intelligence. Blair sarà il coordinatore delle 16 agenzie di spionaggio Usa. Alla guida della Cia andrà invece Leon Panetta che guiderà l’agenzia di intelligence in un momento delicatissimo.

I diritti umani
Gli Stati Uniti devono sostenere con forza i diritti umani, ha spiegato oggi Obama. «Come ho detto durante la campagna elettorale e ho ribadito durante questo periodo di transizione, nel corso della mia amministrazione gli Stati Uniti non faranno ricorso alla tortura. Ci atterremo alla Convenzione di Ginevra e sosterremo alti ideali», ha detto.

L'intelligence è una necessità
Nel corso della conferenza stampa, il presidente eletto ha ribadito che contro il terrorismo gli Stati Uniti devono «tenere fede ai propri valori, con la stessa diligenza con cui tutelano la loro sicurezza, senza eccezioni». Obama ha inoltre sottolineato che un sistema di intelligence efficace «non è un lusso, è una necessità». La Cia è stata accusata in questi anni di aver fatto ricorso a forme di tortura nell’ interrogare presunti terroristi, mentre il Pentagono è finito nel mirino accusato di non rispettare la convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra.

Blair zar dei servizi
Panetta, Blair e Brennan- i nuovi vertici dei servizi- sono «servitori dello Stato dall’indiscussa integrità- ha spiegato il presidente eletto- dalla vasta esperienza e sono bravi manager dotati di quel pragmatismo di cui abbiamo bisogno in tempi difficili». L’Iran, ha poi spiegato Obama, continua ad essere una «autentica minaccia» per gli Stati Uniti, ma «dovremmo iniziare anche una via diplomatica».

I numeri sulla crisi
Obama, durante la conferenza stampa, ha ricordato che l’America sta attraversando «una crisi economica devastante», rilevando che le cifre sulla disoccupazione (524mila posti di lavoro bruciati solo a dicembre) ricordano drammaticamente quanto la situazione sia difficile e «disastrosa».

La Camera vota l'impeachement per Blago
Il presidente eletto ha anche affermato che ci sono stati decisi progressi nelle sue trattative con il Congresso sul suo ambizioso piano di stimolo per l’economia, che potrebbe arrivare a costare 800 miliardi di dollari, se non di più. Intanto, la Camera dei Deputati dell’Illinois ha votato per l’impeachement del governatore Rod Blagojevich, con una decisione che non ha precedenti nella storia dello stato. La mozione dovrà ora essere approvata in Senato, per decidere in forma definitiva la sorte di Blagojevich, accusato di avere cercato di vendere il seggio in Senato lasciato vacante da Barack Obama.

Nessun commento: