venerdì 23 gennaio 2009

Vigilanza Rai: ricorso alla Consulta

IL CORRIERE DELLA SERA


ROMA - La commissione di Vigilanza della Rai, cioè il presidente e i due membri rimasti (Riccardi Villari, Marco Beltrandi e Luciano Sardelli) dopo la revoca dei presidenti delle Camere, si è riunita e ha deliberato di «sollevare alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzioni nei confronti del Senato e della Camera ai sensi dell'articolo 134 della Costituzione », come aveva preannunciato giovedì lo stesso Villari.

AUTONOMIA - Secondo i tre rimasti, l'autonomia della commissione è stata «violata dagli atti» di Fini e Schifani e sottolineano inoltre che «alla commissione è garantita autonomia nei confronti di tutti gli altri organi di rilievo costituzionale» e danno mandato al presidente Villari di sollevare il conflitto davanti alla Consulta.

RAMMARICO - Durante la seduta della commissione, Villari ha espresso «rammarico e amarezza» per la risposta ricevuta dai presidenti delle Camere» e ha rilevato come agli altri commissari che non si sono presentati non sia stata fatta da parte di Fini e Schifani «alcuna sollecitazione».

PD E IDV - Secondo Antonello Soro, capogruppo del Pd alla Camera, invece «è fuori dalla legalità costituzionale che un presidente privo di consenso sia rimasto per mesi a impedire il funzionamento della commissione». Leoluca Orlando, portavoce di Italia dei valori, afferma che il partito non rientrerà nella commissione di Vigilanza Rai dopo lo scioglimento e il rinnovo dei membri: «È una storia esemplare di corruzione politica ed eversione istituzionale. I presidenti delle Camere inattivi per sette mesi ora hanno messo una toppa peggiore del buco».


23 gennaio 2009

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Che vi devo dire, a me sto' Villari comincia a starmi simpatico: gli sta facendo vedere i sorci verdi, e fa bene.
Sta facendo esplodere, forse suo malgrado, le contraddiziohni del sistema politico.
E' una vicenda da seguire, sempre che la Corte costituzionale dichiari ammissibile l'eccezione di incostituzionalità per la successiva valutazione.