ROMA - Riccardo Villari non si arrende. "Sono intenzionato a fare ricorso e se ci saranno le condizioni certamente lo farò". Ieri il senatore eletto nelle file del Pd è stato di fatto estromesso da presidente della commissione di Vigilanza Rai attraverso lo scioglimento deciso dai presidenti di Camera e Senato, ma annuncia battaglia. Intervenendo al 'Maurizio Costanzo Show', Villari spiega che, da uno a dieci, le possibilità di fare ricorso sono nove.
"Non so ancora se al Tar o alla Corte costituzionale, o forse a tutte e due - ha detto - ma se i miei avvocati mi daranno via libera farò sicuramente ricorso. Certo, è una brutta cosa quando per vedere applicata la Costituzione si deve ricorrere alla magistratura". In realtà, codici alla mano, si tratta di due strade che da un punto di vista procedurale appaiono difficilmente percorribili.
"Sono incensurato - ha insistito Villari - non ho precedenti penali, sono un persona per bene e non ho fatto inciuci. Nessuno però è stato in grado di dirmi perché questo è successo. Non volevo essere espulso neanche dal mio partito ma questo è avvenuto e nessuno mi ha spiegato perché. Non mi è stato contestato nulla nello specifico e non ho avuto neppure una risposta da Fini e Schifani a cui mi ero rivolto. Certi comportamenti colorano anche le istituzioni. In questa situazione si è dimostrata la debolezza della politica che ha superato ogni limite e soprattutto non ha avuto alcun rispetto per la dignità della persona".
Villari ha definito quindi un "capolavoro" le dimissioni in massa e la riammissione di tutti i componenti dimissionari, allorquando l'organo parlamentare verrà nuovamente insediato. "Verranno riammessi in 39 su 40. Tutti meno che io. Quindi la conclusione è che la commissione non funzionava per colpa mia". La conclusione è sui partiti. "In questa vicenda i partiti hanno superato il limite. Non vengo da Marte e so come funziona ma questa volta la politica ha davvero esagerato".
(22 gennaio 2009)
"Non so ancora se al Tar o alla Corte costituzionale, o forse a tutte e due - ha detto - ma se i miei avvocati mi daranno via libera farò sicuramente ricorso. Certo, è una brutta cosa quando per vedere applicata la Costituzione si deve ricorrere alla magistratura". In realtà, codici alla mano, si tratta di due strade che da un punto di vista procedurale appaiono difficilmente percorribili.
"Sono incensurato - ha insistito Villari - non ho precedenti penali, sono un persona per bene e non ho fatto inciuci. Nessuno però è stato in grado di dirmi perché questo è successo. Non volevo essere espulso neanche dal mio partito ma questo è avvenuto e nessuno mi ha spiegato perché. Non mi è stato contestato nulla nello specifico e non ho avuto neppure una risposta da Fini e Schifani a cui mi ero rivolto. Certi comportamenti colorano anche le istituzioni. In questa situazione si è dimostrata la debolezza della politica che ha superato ogni limite e soprattutto non ha avuto alcun rispetto per la dignità della persona".
Villari ha definito quindi un "capolavoro" le dimissioni in massa e la riammissione di tutti i componenti dimissionari, allorquando l'organo parlamentare verrà nuovamente insediato. "Verranno riammessi in 39 su 40. Tutti meno che io. Quindi la conclusione è che la commissione non funzionava per colpa mia". La conclusione è sui partiti. "In questa vicenda i partiti hanno superato il limite. Non vengo da Marte e so come funziona ma questa volta la politica ha davvero esagerato".
(22 gennaio 2009)


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