Vi segnaliamo un articolo pubblicato il 23 marzo 2009 da "Information", quotidiano della Danimarca, a firma di Mads Frese, sulla candidatura di Carlo Vulpio al Parlamento europeo.
In Italia alcuni giudici e giornalisti si sentono costretti ad assumere un ruolo attivo in politica. ‘Vogliamo verificare se la società civile è ancora in grado di reagire’ dice il giornalista Carlo Vulpio candidato per le elezioni Europee di giugno.
Molti di coloro che pensavano di poter difendere la democrazia in Italia applicando la legge o scrivendo critica giornalistica, hanno capito che ci vogliono altri mezzi. La settimana scorsa il pubblico ministero Luigi De Magistris e il giornalista Carlo Vulpio si sono candidati alle elezioni europee che si terranno a giugno per il partito di opposizione Italia dei Valori.
“Candidandoci alle elezioni europee, usiamo un’uscita di emergenza. L’Italia è in coda in tutte le indagini sulla libertà di stampa in Europa e ciò dovrebbe far suonare tutti i campanelli di allarme. La situazione può solo peggiorare se iniziano a spararci”, dice Carlo Vulpio a Information.
Nel 2005 Luigi De Magistris, allora pubblico ministero della città di Catanzaro nell’Italia del sud, si occupò di una società che costruisce impianti di depurazione usufruendo di un contributo dall’UE di 800 milioni di euro. Ma l’acqua non diventò pulita - al contrario. Allo stesso modo, De Magistris ha compiuto indagini su un’agenzia di lavoro che, nonostante ingenti sovvenzioni pubbliche, non ha mai procurato un singolo posto di lavoro.
Egli ha rivelato una rete di persone, tra cui un capo della polizia segreta, il vice presidente della giunta regionale in Calabria, un segretario di partito, un segretario di un ministro e molti colleghi, che hanno sistematicamente rubato fondi pubblici (stanziati dall’Europa) nella regione più criminale d’Europa.
Nell’autunno del 2007 De Magistris è stato trasferito su ordine del suo capo: “Se parte della magistratura non fosse stata coinvolta, la criminalità organizzata sarebbe stata sconfitta. Il collante di questo sistema sono i poteri occulti che governano le istituzioni. La mia indagine ha agito proprio in questi contesti, e direi che è stato uno dei i principali motivi per cui mi hanno trasferito dalla Calabria “, ha detto Luigi De Magistris.
Il tribunale di Salerno, competente per le indagini sul tribunale di Catanzaro, aveva già ricevuto numerose denunce nei confronti di De Magistris. Tuttavia le denunce non sono state accolte e i giudici di Salerno hanno osservato che i colleghi di De Magistris di Catanzaro avevano cercato di sabotare l’inchiesta.
“Questo, come tutti sapevano ma nessuno ha osato dire, si stava per svelare in Calabria e in altre regioni del sud Italia. Non ci sarebbe mafia o corruzione diffusa, se una gran parte del potere giudiziario (in particolare ai piani alti) non coprisse o fosse direttamente coinvolta in questo scandalo”, spiega Carlo Vulpio.
L’ultima occasione
L’Italia dei Valori è stata fondata dall’ex p.m. Antonio Di Piero, che agli inizi degli anni 90 partecipava all’operazione Mani Pulite. Di Pietro fu però vittima di una serie di tentativi di diffamazione, orchestrata da Berlusconi, e scelse quindi di dimettersi ed entrare in politica.
“Per i giudici ‘la soluzione finale’ è vicina. Per Berlusconi i giudici rappresentano quello che gli ebrei rappresentarono per Hitler: una razza indegna che deve essere eliminata”, ha dichiarato Antonio Di Pietro un paio di mesi fa.
“Se Berlusconi vincerà anche le elezioni per il parlamento europeo, potrà inventarsi qualsiasi cosa”, avverte il nuovo segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini. Il suo predecessore Walter Veltroni ha deciso di dimettersi in febbraio, dopo che la destra ha consolidato la sua posizione di potere alle elezioni locali in Abruzzo e Sardegna. Oltretutto il maggior partito di opposizione è stato coinvolto in una serie di casi di corruzione nelle amministrazioni locali di alcune regioni. Perciò al momento l’Italia dei Valori è l’unico partito con una linea coerente e di principio nella lotta alla mafia.
“Vogliamo verificare se la società civile è ancora in grado di reagire. Se non ci sarà reazione, ne prenderemo atto e ce ne andremo all’estero o ci rifugeremo nella vita privata”, dice Carlo Vulpio.
Sabato a Napoli oltre 100,000 persone hanno partecipato alla più grande manifestazione di sempre contro le organizzazioni mafiose, che hanno una influenza sempre maggiore sulla vita in Italia.
In Italia alcuni giudici e giornalisti si sentono costretti ad assumere un ruolo attivo in politica. ‘Vogliamo verificare se la società civile è ancora in grado di reagire’ dice il giornalista Carlo Vulpio candidato per le elezioni Europee di giugno.
Molti di coloro che pensavano di poter difendere la democrazia in Italia applicando la legge o scrivendo critica giornalistica, hanno capito che ci vogliono altri mezzi. La settimana scorsa il pubblico ministero Luigi De Magistris e il giornalista Carlo Vulpio si sono candidati alle elezioni europee che si terranno a giugno per il partito di opposizione Italia dei Valori.
“Candidandoci alle elezioni europee, usiamo un’uscita di emergenza. L’Italia è in coda in tutte le indagini sulla libertà di stampa in Europa e ciò dovrebbe far suonare tutti i campanelli di allarme. La situazione può solo peggiorare se iniziano a spararci”, dice Carlo Vulpio a Information.
Nel 2005 Luigi De Magistris, allora pubblico ministero della città di Catanzaro nell’Italia del sud, si occupò di una società che costruisce impianti di depurazione usufruendo di un contributo dall’UE di 800 milioni di euro. Ma l’acqua non diventò pulita - al contrario. Allo stesso modo, De Magistris ha compiuto indagini su un’agenzia di lavoro che, nonostante ingenti sovvenzioni pubbliche, non ha mai procurato un singolo posto di lavoro.
Egli ha rivelato una rete di persone, tra cui un capo della polizia segreta, il vice presidente della giunta regionale in Calabria, un segretario di partito, un segretario di un ministro e molti colleghi, che hanno sistematicamente rubato fondi pubblici (stanziati dall’Europa) nella regione più criminale d’Europa.
Nell’autunno del 2007 De Magistris è stato trasferito su ordine del suo capo: “Se parte della magistratura non fosse stata coinvolta, la criminalità organizzata sarebbe stata sconfitta. Il collante di questo sistema sono i poteri occulti che governano le istituzioni. La mia indagine ha agito proprio in questi contesti, e direi che è stato uno dei i principali motivi per cui mi hanno trasferito dalla Calabria “, ha detto Luigi De Magistris.
Il tribunale di Salerno, competente per le indagini sul tribunale di Catanzaro, aveva già ricevuto numerose denunce nei confronti di De Magistris. Tuttavia le denunce non sono state accolte e i giudici di Salerno hanno osservato che i colleghi di De Magistris di Catanzaro avevano cercato di sabotare l’inchiesta.
“Questo, come tutti sapevano ma nessuno ha osato dire, si stava per svelare in Calabria e in altre regioni del sud Italia. Non ci sarebbe mafia o corruzione diffusa, se una gran parte del potere giudiziario (in particolare ai piani alti) non coprisse o fosse direttamente coinvolta in questo scandalo”, spiega Carlo Vulpio.
L’ultima occasione
L’Italia dei Valori è stata fondata dall’ex p.m. Antonio Di Piero, che agli inizi degli anni 90 partecipava all’operazione Mani Pulite. Di Pietro fu però vittima di una serie di tentativi di diffamazione, orchestrata da Berlusconi, e scelse quindi di dimettersi ed entrare in politica.
“Per i giudici ‘la soluzione finale’ è vicina. Per Berlusconi i giudici rappresentano quello che gli ebrei rappresentarono per Hitler: una razza indegna che deve essere eliminata”, ha dichiarato Antonio Di Pietro un paio di mesi fa.
“Se Berlusconi vincerà anche le elezioni per il parlamento europeo, potrà inventarsi qualsiasi cosa”, avverte il nuovo segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini. Il suo predecessore Walter Veltroni ha deciso di dimettersi in febbraio, dopo che la destra ha consolidato la sua posizione di potere alle elezioni locali in Abruzzo e Sardegna. Oltretutto il maggior partito di opposizione è stato coinvolto in una serie di casi di corruzione nelle amministrazioni locali di alcune regioni. Perciò al momento l’Italia dei Valori è l’unico partito con una linea coerente e di principio nella lotta alla mafia.
“Vogliamo verificare se la società civile è ancora in grado di reagire. Se non ci sarà reazione, ne prenderemo atto e ce ne andremo all’estero o ci rifugeremo nella vita privata”, dice Carlo Vulpio.
Sabato a Napoli oltre 100,000 persone hanno partecipato alla più grande manifestazione di sempre contro le organizzazioni mafiose, che hanno una influenza sempre maggiore sulla vita in Italia.


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