È una Pasqua di dolore per l’Abruzzo. La regione piange i suoi morti, le sue case ferite, le chiese devastate, la storia violata. Le autorità in visita (il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini) non rendono meno disperata questa giornata che invece dovrebbe essere di festa."Stiamo uscendo o, anzi, siamo forse già usciti dalla fase di emergenza" minimizza il presidente del Consiglio, che oggi ha assistito alla messa pasquale a L'Aquila (disertata dai cittadini: c'erano per lo più volontari e soccorritori) sottolineando "la straordinaria gara di solidarietà" che si è aperta nella regione e ricordando che al momento sono assistite 55 mila persone.
Prima promette che presto tutti saranno fuori dalle tende. Poi corregge il tiro: "Entro due mesi pensiamo di poter fare i certificati di abitabilità e solo allora sapremo quanti cittadini non potranno rientrare" nelle proprie abitazioni. E' il tempo che il presidente del Consiglio ha indicato per la conclusione delle verifiche sulle abitazioni colpite dal terremoto all'Aquila e provincia. Interrogato sulla trasmissione di Michele Santoro, che ha cercato di far luce sulle responsabilità diffuse della vicenda terremoto, il premier non ha usato mezze parole: "Non parlo più di questo, ma è chiaro che la tv pubblica non si può comportare così". Anzi, tanto per ribadire il concetto, Berlusconi ha già archiviato il capitolo "indagini", rispondendo ai cronisti di voler "guardare al futuro: io sono qui per fare cose e per farle in fretta. La magistratura farà le sue indagini, ma non dobbiamo concentrarci sempre sul passato, noi dobbiamo guardare al futuro". "Io non riesco a pensare in modo negativo, io guardo al futuro", ha sottolineato il premier, promettendo vagamente che "le norme antisismiche saranno più vigorose" e azzardando l'ennesima visione messianica sulla ricostruzione: "Sono molto più positivo di quanto non fossi una settimana fa".
All'una arriva anche il il presidente della Camera Gianfranco Fini, che si trattiene per il pranzo di Pasqua con i terremotati della tendopoli a Villa Sant'Angelo. La tendopoli ospita gli sfollati di alcuni paesi distrutti dal terremoto. Nella sola Villa Sant'Angelo, distrutta per l'80%, si sono registrati 17 morti. Dopo aver attaccato Santoro ("AnnoZero è semplicemente indecente"), il presidente della Camera ha preso posto in uno dei tavoli del tendone adibito a mensa con il commissario straordinario della Croce Rossa, Francesco Rocca, le autorità locali, il prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, e monsignor Orlando Antonini, nunzio apostolico in Paraguay.
Lo sciame sismico che continua a interessare l'Abruzzo aquilano non ha dato tregua neppure nella notte di Pasqua. Una scossa di magnitudo 3.1 è stata infatti registrata dall'Istituto nazionale di Geofisica con epicentro Monti della Laga, a circa dieci chilometri di profondità. La scossa, che è stata avvertita anche a Roma, non ha causato danni, secondo i primi rilievi. E un'altra scossa, più lieve, è stata registrata alle 16.41.
Con la chiusura delle ricerche sul cantiere in via D'Annunzio si sono di fatto conclusi gli scavi nel centro dell'Aquila perché tutte le persone che erano state segnalate come disperse sono state ritrovate.
I vigili del fuoco continueranno comunque nella rimozione delle macerie e nelle ricerche di ulteriori eventuali dispersi che però, al momento, viene ribadito, non sono stati segnalati.
Il centro dell’Aquila appare distrutto. Case crollate, macerie, silenzio glaciale, buio, vuoto. Gli abitanti sono sfollati, non c’è più nessuno. Il terremoto ha spezzato storie e persone, anime e corpi, ha cancellato gran parte della vita civile: case, negozi, archivi, locali, bar. Ha spazzato via ricordi, vestiti, libri, opere d’arte. Molte chiese sono venute giù, o sono rimaste segnate. Eppure è Pasqua.
Nelle trentadue tendopoli che ospitano i diciottomila sfollati, si sono allestiti altari di fortuna per aprire uno squarcio di normalità in uno scenario desolante, che le condizioni meteo peggiorano: pioggia e freddo si sommano alla maledizione della terra.
L'arcivescovo dell'Aquila Giuseppe Molinari celebra la messa nel piazzale interno della scuola allievi della Guardia di Finanza, la stessa dove si sono svolti i funerali solenni per 205 delle 294 vittime del terremoto. La caserma di Coppito, diventata il centro direzionale dell'emergenza, si trasforma così, per un giorno, anche nella Cattedrale della città.
Oltre a quella nel centro operativo allestito presso la Guardia Finanza, anche al comando dei Vigili del Fuoco dell'Aquila si tiene la messa di Pasqua. Alla celebrazione, in programma alle 11:30, partecipano il capo del dipartimento dei Vigili del Fuoco, il prefetto Tronca, e il comandante dei Vigili del Fuoco dell'Aquila, Roberto Lupica. Per i Vigili del Fuoco dell'Aquila sara' una Pasqua particolare: quando domenica scorsa c'è stata la scossa sono stati i primi a intervenire sulle macerie nonostante fossero
loro stessi terremotati e molti di loro avessero perso parenti e amici nei crolli.
È dura per gli aquilani, è duro l’adattamento alle nuove condizioni. ”Manca tutto, basta strette di mano”, dice una signora al presidente del Senato in visita; “Stiamo facendo il massimo” replica Schifani che chiederà poi ai senatori di dare di più. Il prefetto Gabrielli chiede ai villeggianti di Pasqua di evitare il turismo del dolore. Torna Berlusconi che elargisce promesse agli sfollati ("Presto fuori dalle tende") e arriva anche Gianfranco Fini. Il maltempo rende tutto più tetro. La procura vuol sapere delle responsabilità nei crolli delle case. Si aprono fascicoli, si promuovono indagini, si cercano colpevoli. Una storia già vista mille volte in questo nostro Paese. E' un’Italia ferita quella che esce fuori da questo aprile 2009. Non solo L'Aquila.
12 aprile 2009

1 commento:
Carissimo Luigi,
felicitazini vivissime per la nascita del tuo primo nipote!!!
Riccardo è un bel maschietto!!!
Ho visto il post a lui dedicato e la foto dei felici genitori!!!
Un nipote è una grande gioia, i nipoti donano gocce di rugida ai petali della vita, vedrai che felici momenti passerai con lui.
Scusa se non ti ho risposto prima, ma ero da i miei genitori a Sanremo per la santa Pasqua, io sono nata e vissuta sempre lì, sono in provincia di Siena da 6 anni per vivere accanto al miocompagno.
Bacioni e ancora auguri di vero cuore a tutti!!!
Mariarita
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