Il procuratore della Repubblica de L’Aquila non ha aperto alcuna inchiesta contro ignoti per disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Ma il ministero della Giustizia sta studiando norme d’emergenza per salvare la giustizia abruzzese dal caos conseguente alla chiusura degli uffici giudiziari danneggiati dal sisma. A precisarlo al VELINO è lo stesso magistrato, Alfredo Rossini, che negli ultimi due giorni è rimasto al lavoro, in uffici di fortuna in quanto il palazzo di giustizia è inagibile, notte e giorno. L’unico fascicolo aperto in procura riguarda le autorizzazioni da parte dell’ufficio per procedere alle sepolture senza l’autopsia, come in teoria sarebbe d’obbligo nei casi di morte per cause violente. “È evidente – precisa il procuratore – che se un giorno dovessero emergere responsabilità di qualche costruttore di quegli edifici nuovi ma crollati, la magistratura procederà alle necessarie verifiche”. Il procuratore Rossini tuttavia ribadisce che “affermare l’esistenza di un procedimento per disastro e omicidio colposo, sebbene contro ignoti, sarebbe dire una sciocchezza”. “Se qualcuno avesse fatto questo – sottolinea – si potrebbe sospettare che sia alla ricerca di pubblicità”.
Domani il ministro della Giustizia Angelino Alfano, insieme con il capo di Gabinetto Rino Nebbioso e il capo del dipartimento per l’Organizzazione giudiziaria, Luigi Birritteri, saranno a L’Aquila per affrontare l’emergenza logistica degli uffici giudiziari e le necessità procedurali, dalla sospensione dei termini di prescrizione all’esigenza di decidere comunque su alcune istanze come quelle che erano in discussione davanti al tribunale della Libertà. Il Guardasigilli Angelino Alfano, d’intesa con il premier Silvio Berlusconi, adotterà norme speciali d’emergenza, come quelle adottate dopo le devastazioni seguite ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, per “salvare” la giustizia abruzzese bloccata dalle conseguenze del terremoto. Lo spiega il procuratore Alfredo Rossini, che abbiamo raggiunto telefonicamente in un ufficio di fortuna allestito dalla Guardia di Finanza. “La sede della procura è inagibile - dice il procuratore capo - e anche diversi pubblici ministeri non sono in servizio per i gravissimi danni registrati anche alle abitazioni di alcuni di loro”. L’Aquila è sede di Corte d’appello e sono diverse migliaia, ogni giorno, i procedimenti civili e penali che vengono trattati.
“In particolare – spiega il procuratore Rossini – c’è il problema del tribunale del riesame, che ha competenza su tutto il distretto giudiziario. Sono pendenti istanze di scarcerazione o di revoce di altre misure cautelari che, per legge, andrebbero decise in dieci giorni. In caso di ritardo – ricorda il magistrato – il codice impone la scarcerazione degli indagati”. Proprio per affrontare questi problemi il ministro Alfano, insieme con il capo di Gabinetto e il capo del dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria Luigi Birritteri, saranno domani a L’Aquila. L’incontro è finalizzato anche a individuare le migliori soluzioni logistiche possibili per consentire agli uffici giudiziari di riprendere al più presto la loro attività. Le norme speciali, che saranno ispirate alle stesse che vennero utilizzate in occasione dei disastri e dei crolli provocati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, avranno l’obiettivo di sospendere la decorrenza dei termini di prescrizione sia per i processi in corso, sia per le misure cautelari per evitare che lo slittamento di interrogatori e udienze provochi scarcerazioni ingiustificate e danni irrimediabili alle attività giudiziarie. Nonché, paradossalmente, responsabilità dei magistrati per il mancato rispetto dei termini processuali.
Ma l’intento del Guardasigilli è anche di consentire, nei processi sia civili sia penali, alla difesa di non “decadere” dal diritto alla presentazione di memorie, liste di testimoni, comparse conclusionali, eccezioni e tutte le attività che le norme processuali prevedono soggette a decadenza se si va oltre i termini fissati. Con il ministro della Giustizia sarà a L’Aquila anche un delegato del capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Franco Ionta. In queste ore infatti, nonostante i tecnici abbiano verificato che le strutture carcerarie abruzzesi non hanno subito alcun danno rilevante, in via precauzionale i minorenni detenuti nel carcere de L’Aquila sono stati trasferiti nell’istituto penitenziario di Pescara. Per quanto riguarda infine le notizie di stampa secondo le quali la procura de L’Aquila avrebbe avviato un’inchiesta contro ignoti per le ipotesi di reato di disastro colposo e omicidio colposo plurimo, il procuratore Rossini sottolinea che “l’unica procedura aperta riguarda la necessità di autorizzare la sepoltura delle vittime individuate senza procedere all’autopsia, come sarebbe invece previsto nei casi di morte non naturale”.
A proposito di accertamenti per individuare eventuali responsabilità nei crolli di edifici costruiti o ristrutturati negli ultimi anni, come l’ospedale de L’Aquila e la Casa dello Studente, il procuratore della Repubblica “non esclude che possano essere possibili in futuro” e, tecnicamente, potrebbero rientrare nello stesso fascicolo attualmente dedicato alle autorizzazioni alla sepoltura delle vittime. Ma per il momento “sarebbe una sciocchezza – dice – affermare che sono in corso indagini anche soltanto contro ignoti”. Il capo degli inquirenti abruzzesi, in particolare, spiega che un’eventuale indagine di questo tipo dovrebbe anzitutto tenere conto delle “specifiche tecniche” previste nei capitolati d’appalto per verificare se le aziende costruttrici abbiano adempiuto a quanto richiesto. In secondo luogo occorrerebbe verificare se a loro volta i capitolati d’appalto abbiano tenuto conto di quanto previsto dalle norme antisismiche in base alle quali la provincia dell’Aquila è inserita in una determinata “zona di rischio sismico”.
In sostanza, sarebbe necessario, oltre ad eseguire una perizia sulle macerie, acquisire la documentazione realtiva agli appalti e all’esecuzione dei lavori. “Va chiarito – aggiunge il procuratore – che la prima responsabilità dei crolli è del terremoto. Qui l’abbiamo sentito tutti – sottolinea – anche stamattina nel corso dell’incontro con il presidente del Consiglio”. Se in futuro dovessero emergere dati e informazioni che “lasciassero immaginare possibili responsabilità – dice il magistrato – certamente la procura farà fino in fondo il suo lavoro”.
Domani il ministro della Giustizia Angelino Alfano, insieme con il capo di Gabinetto Rino Nebbioso e il capo del dipartimento per l’Organizzazione giudiziaria, Luigi Birritteri, saranno a L’Aquila per affrontare l’emergenza logistica degli uffici giudiziari e le necessità procedurali, dalla sospensione dei termini di prescrizione all’esigenza di decidere comunque su alcune istanze come quelle che erano in discussione davanti al tribunale della Libertà. Il Guardasigilli Angelino Alfano, d’intesa con il premier Silvio Berlusconi, adotterà norme speciali d’emergenza, come quelle adottate dopo le devastazioni seguite ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, per “salvare” la giustizia abruzzese bloccata dalle conseguenze del terremoto. Lo spiega il procuratore Alfredo Rossini, che abbiamo raggiunto telefonicamente in un ufficio di fortuna allestito dalla Guardia di Finanza. “La sede della procura è inagibile - dice il procuratore capo - e anche diversi pubblici ministeri non sono in servizio per i gravissimi danni registrati anche alle abitazioni di alcuni di loro”. L’Aquila è sede di Corte d’appello e sono diverse migliaia, ogni giorno, i procedimenti civili e penali che vengono trattati.
“In particolare – spiega il procuratore Rossini – c’è il problema del tribunale del riesame, che ha competenza su tutto il distretto giudiziario. Sono pendenti istanze di scarcerazione o di revoce di altre misure cautelari che, per legge, andrebbero decise in dieci giorni. In caso di ritardo – ricorda il magistrato – il codice impone la scarcerazione degli indagati”. Proprio per affrontare questi problemi il ministro Alfano, insieme con il capo di Gabinetto e il capo del dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria Luigi Birritteri, saranno domani a L’Aquila. L’incontro è finalizzato anche a individuare le migliori soluzioni logistiche possibili per consentire agli uffici giudiziari di riprendere al più presto la loro attività. Le norme speciali, che saranno ispirate alle stesse che vennero utilizzate in occasione dei disastri e dei crolli provocati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, avranno l’obiettivo di sospendere la decorrenza dei termini di prescrizione sia per i processi in corso, sia per le misure cautelari per evitare che lo slittamento di interrogatori e udienze provochi scarcerazioni ingiustificate e danni irrimediabili alle attività giudiziarie. Nonché, paradossalmente, responsabilità dei magistrati per il mancato rispetto dei termini processuali.
Ma l’intento del Guardasigilli è anche di consentire, nei processi sia civili sia penali, alla difesa di non “decadere” dal diritto alla presentazione di memorie, liste di testimoni, comparse conclusionali, eccezioni e tutte le attività che le norme processuali prevedono soggette a decadenza se si va oltre i termini fissati. Con il ministro della Giustizia sarà a L’Aquila anche un delegato del capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Franco Ionta. In queste ore infatti, nonostante i tecnici abbiano verificato che le strutture carcerarie abruzzesi non hanno subito alcun danno rilevante, in via precauzionale i minorenni detenuti nel carcere de L’Aquila sono stati trasferiti nell’istituto penitenziario di Pescara. Per quanto riguarda infine le notizie di stampa secondo le quali la procura de L’Aquila avrebbe avviato un’inchiesta contro ignoti per le ipotesi di reato di disastro colposo e omicidio colposo plurimo, il procuratore Rossini sottolinea che “l’unica procedura aperta riguarda la necessità di autorizzare la sepoltura delle vittime individuate senza procedere all’autopsia, come sarebbe invece previsto nei casi di morte non naturale”.
A proposito di accertamenti per individuare eventuali responsabilità nei crolli di edifici costruiti o ristrutturati negli ultimi anni, come l’ospedale de L’Aquila e la Casa dello Studente, il procuratore della Repubblica “non esclude che possano essere possibili in futuro” e, tecnicamente, potrebbero rientrare nello stesso fascicolo attualmente dedicato alle autorizzazioni alla sepoltura delle vittime. Ma per il momento “sarebbe una sciocchezza – dice – affermare che sono in corso indagini anche soltanto contro ignoti”. Il capo degli inquirenti abruzzesi, in particolare, spiega che un’eventuale indagine di questo tipo dovrebbe anzitutto tenere conto delle “specifiche tecniche” previste nei capitolati d’appalto per verificare se le aziende costruttrici abbiano adempiuto a quanto richiesto. In secondo luogo occorrerebbe verificare se a loro volta i capitolati d’appalto abbiano tenuto conto di quanto previsto dalle norme antisismiche in base alle quali la provincia dell’Aquila è inserita in una determinata “zona di rischio sismico”.
In sostanza, sarebbe necessario, oltre ad eseguire una perizia sulle macerie, acquisire la documentazione realtiva agli appalti e all’esecuzione dei lavori. “Va chiarito – aggiunge il procuratore – che la prima responsabilità dei crolli è del terremoto. Qui l’abbiamo sentito tutti – sottolinea – anche stamattina nel corso dell’incontro con il presidente del Consiglio”. Se in futuro dovessero emergere dati e informazioni che “lasciassero immaginare possibili responsabilità – dice il magistrato – certamente la procura farà fino in fondo il suo lavoro”.


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