

Un altro violento attacco al giudice Nicoletta Gandus, presidente del collegio giudicante nel caso Mills. Ad attaccare è sempre Silvio Berlusconi, che già ieri aveva reagito con toni accesi alle motivazioni della condanna dell'avvocato inglese. Ma stavolta l'attacco è "preventivo": è contenuto infatti nel prossimo libro di Bruno Vespa, il che significa che le parole del premier sono precedenti alla pubblicazione della sentenza e l'anticipazione è stata data proprio all'indomani della stessa pubblicazione.
Il giudice Gandus - sostiene il presidente del Consiglio - "essendo un mio dichiarato e palese nemico politico", non può essere imparziale. E ancora: "I nostri avvocati vennero a sapere che la Gandus era ed è un'attivissima militante della sinistra estrema".
Nell'intervista il Cavaliere enumera tre forti critiche all'operato della Gandus: "1. Negò alla difesa tutti i testimoni a discarico, ammettendo invece tutti quelli del pm;
2. Accelerò i tempi del processo (si era in piena campagna elettorale);
3. Accettò inopinatamente i nuovi improponibili termini di prescrizione.
Tutto ciò fece insospettire i nostri avvocati che alla fine vennero a sapere che la Gandus era ed è un'attivissima militante della sinistra estrema e che come tale ebbe a partecipare a tutte le manifestazioni di contrasto nei confronti del mio governo".
Ma non basta. Secondo Berlusconi già prima del processo i suoi legali avevano fornito elementi sufficienti a chiudere il procedimento: di fronte "ad argomenti inoppugnabili qualunque giudice scrupoloso ed equanime avrebbe chiuso il processo. Non così la dottoressa Gandus".
Per questo, prosegue il presidente del Consiglio, "è curioso sostenere, come fece la corte d'appello, che la Gandus, pur essendo un mio dichiarato e palese nemico politico, nel momento in cui arrivasse a scrivere una sentenza nei miei confronti saprebbe non venir meno al vincolo d'imparzialità impostole dalla costituzione. Ma un giudice non deve essere soltanto imparziale. Deve anche apparire tale".
Oltre all'attacco al giudice Gandus, il libro di Vespa ripropone punto per punto la difesa di Berlusconi nel caso Mills: mai conosciuto l'avvocato inglese, uno dei tantissimi avvocati del gruppo Fininvest all'estero; non c'era nessuna ragione per fargli dei versamenti visto che "proprio con le sue dichiarazioni era stato il principale responsabile di una sentenza di condanna"; l'intera vicenda è "davvero un'assoluta assurdità" e il processo "è solo l'ultimo" di quelli che "sono stati cuciti addosso" al Cavaliere. Il quale torna in questa occasione a fare un bilancio dei suoi guai giudiziari: "Un totale di più di 100 procedimenti, più di 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 1.560 udienze in 14 anni, più di 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti. Dei record davvero impressionanti, di assoluto livello non mondiale ma universale, dei record di tutto il sistema solare".
(20 maggio 2009)
Ma non basta. Secondo Berlusconi già prima del processo i suoi legali avevano fornito elementi sufficienti a chiudere il procedimento: di fronte "ad argomenti inoppugnabili qualunque giudice scrupoloso ed equanime avrebbe chiuso il processo. Non così la dottoressa Gandus".
Per questo, prosegue il presidente del Consiglio, "è curioso sostenere, come fece la corte d'appello, che la Gandus, pur essendo un mio dichiarato e palese nemico politico, nel momento in cui arrivasse a scrivere una sentenza nei miei confronti saprebbe non venir meno al vincolo d'imparzialità impostole dalla costituzione. Ma un giudice non deve essere soltanto imparziale. Deve anche apparire tale".
Oltre all'attacco al giudice Gandus, il libro di Vespa ripropone punto per punto la difesa di Berlusconi nel caso Mills: mai conosciuto l'avvocato inglese, uno dei tantissimi avvocati del gruppo Fininvest all'estero; non c'era nessuna ragione per fargli dei versamenti visto che "proprio con le sue dichiarazioni era stato il principale responsabile di una sentenza di condanna"; l'intera vicenda è "davvero un'assoluta assurdità" e il processo "è solo l'ultimo" di quelli che "sono stati cuciti addosso" al Cavaliere. Il quale torna in questa occasione a fare un bilancio dei suoi guai giudiziari: "Un totale di più di 100 procedimenti, più di 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 1.560 udienze in 14 anni, più di 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti. Dei record davvero impressionanti, di assoluto livello non mondiale ma universale, dei record di tutto il sistema solare".
(20 maggio 2009)

3 commenti:
POVERINO, E' L'UOMO POLITICO PIU' PERSEGUITATO NELL'UNIVERSO!
Ma senti un po', costui crede di avere a che fare con i gonzi.Non mi risulta che i giudici perseguitino uno che dimostri di essere immacolato, almeno di fronte alla legge. E nemmeno mi risulta che perseguitino uno solo perché è ricco. Vorrei che qualcuno mi spiegasse per quale ragione mai i magistrati, che hanno tanto lavoro arretrato da compiere, sprecherebbero il loro tempo per intentare CONTRO DI LUI più di cento procedimenti. Vuoi vedere che lo fanno per l'invidia di un uomo-ma che dico, un eroe- bello, intelligente e saggio in maniera così sovrabbondante da essere confuso perfino con Nostro Signore(vedi papi-mami-noemi-Times ). E certa gente ci crede pure, a queste lamentazioni del "perseguitato" ad oltranza! Deprimente.
rossana
Berlusconi dovrebbe andare in Inghilterra a fare queste dichiarazioni, sono sicura che là lo ascolterebbero con moooolto interesse, portandosi dietro Vespa.Inoltre noto che quando gli torna utile sa citare la Costituzione.Siamo allo sfascio totale.
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