
Massimo Cacciari a tutto campo, nel videoforum di Repubblica Tv. Il sindaco di Venezia risponde agli ascoltatori sui temi principali dell'attualità, dall'immigrazione al referendum al caso Lario.
Caso Lario-Berlusconi
"Io penso - dice Cacciari - che questa vicenda sia un fatto privato. Berlusconi frequenta le minorenni? Come? Dove? Anche la signora Berlusconi quando dichiara queste cose dovrebbe essere più esplicita. Se le minorenni si frequenta in un certo modo - prosegue Cacciari - è anche un reato. I comportamenti di gravissima immoralità devono essere accertati - aggiunge Cacciari - le altre questioni riguardano la vita personale e privata. Questo è uno degli aspetti deteriori dell'andazzo italiano, l'imitazione di certi media sul gossip generalizzato di stampo anglosassone, pervasivo, insistente, che in Italia non c'era, eravamo immuni". Ha mai conosciuto Veronica Lario? Chiede un ascoltatore. "Non ho mai incontrato la signora Berlusconi, mai vista neanche da lontano". Le voci che circolano su un presunta relazione tra Veronica Lario e Massimo Cacciari "sono assoluti misteri, mai vista e mai sentita". E sulla puntata di Porta a Porta con Berlusconi cosa pensa? "Penso male di Bruno Vespa: anzi, ne penserei malissimo se avesse obbedito a un diktat del cavaliere. La moglie di Berlusconi - conclude poi Cacciari - si sarà rotta le scatole e lo avrà mandato a quel paese. Mi sembra evidente che una donna come la Lario si sia rotta le scatole di un marito così".
Clandestini
"Interrompere i flussi migratori è utopia. Sul tema dell'immigrazione - spiega Cacciari - tra persone serie occorrerebbe essere realistici. I flussi migratori da paesi poveri verso l'Europa sono destinati a continuare, la demografica lo detta. Interrompere i flussi migratori è un'idea utopistica se in buona fede o peggio se in cattiva fede. Occorrono politiche di accoglienza e integrazione - prosegue Cacciari - Ricacciare gli immigrati significa solo cambiare destinazione, cacciarli da Lampedusa arriveranno da un'altra parte. Ci sono norme internazionali d'asilo che andrebbero rispettate, il nostro paese non le rispetta".
E ancora: "Non possiamo accogliere tutti, è evidente. Ma dobbiamo indignarci, non possiamo assistere a donne e bambini annegati. Non basta respingere sic et simpliciter, questo è fuori legge".
Poi Cacciari rivolge le sue critiche al centrodestra: "In situazione di crisi economica e insicurezza per il lavoro dei figli e per la precarizzazione, si cerca il colpevole, e questo è pericolosissimo. Le forze politiche responsabili dovrebbero sapere che questi processi sono irreversibile, guai a chi fa politica della paura. La prospettiva autoritaria è impossibile in Europa e queste politiche danneggeranno anche i partiti che le cavalcano".
Referendum
"Io voterò sì al referendum, credo che sia la giusta provocazione verso un ceto politico che non è riuscito a modificare una legge indegna. La vittoria dei sì creerà grosse contraddizioni nel Pdl e non credo che danneggerebbe Pd, non ne sono convinto". "Sarebbe ora di finirla di pensare - ha aggiunto Cacciari - che attraverso i sistemi elettorali tu vinci o perdi, questa è idiozia elettoralistica. Lasciamo perdere il cretinismo elettoralistico, si vince solo se si convincono gli elettori. I sistemi elettorali - ha concluso il sindaco di Venezia - possono essere diversi, ma vince chi ha una leadership efficace e conquista i voti degli elettori".
E Franceschini non è una leadership efficace? "Franceschini non è Berlusconi - risponde Cacciari - Qualcosa Dario sta rimediando, ma sul piano del movimento. Non ha tempo di organizzare la strategia o il partito. Cerca di salvare la baracca ma tutto è rimandato al dopo elezioni".
Pd
Nella creazione del Pd sono stati fatti molti errori, dice Cacciari. "Bisognava costruire un Pd autenticamente federalista, invece si è fatto un partito vecchio stampo. Dall'altra parte il Pdl è territorialmente strutturato, con il predominio di An al Sud e della Lega al Nord. Berlusconi l'ha praticato, al di sotto della sua leadership c'è questa artcolazione. Noi che non abbiamo la forza mediatica di Berlusconi, ma avevamo rappresentanti territoriali forti lasciamo invece parlare solo gli oligarchi nazionali". Più in generale, dice Cacciari, "Il Pd o si mette a fare politica alla grande oppure sull'immagine perderà sempre con una figura come Berlusconi". Su Veltroni: "Nel Pd serviva un grande dibattito culturale. Veltroni avrebbe dovuto farlo quando era segretario invece di perdersi in baruffe da Fgci".
(13 maggio 2009)


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