
Eccentrico, eclettico, imprevedibile e spiazzante. È così che lo descrivono, ed è così che è diventato uno dei fenomeni televisivi dell’anno, trasformando "X Factor", Raidue, in un talent show geneticamente modificato, in un’isola in cui la musica pare essere tornata miracolosamente protagonista, tanto da attrarre sinanche nomi come Ivano Fossati e Pino Daniele. «Quanto è intelligente!», sospirano quelli che si affacciano ad " X Factor" come attratti da una forma di vita aliena. D’altronde è sin da quando ha raggiunto la notorietà con i Bluvertigo, che Morgan provoca, incuriosisce, fa discutere: lo fa con i suoi dischi (è in uscita «Italian Songbook», in cui rivisita alcuni grandi classici della canzone italiana) e lo fa in tv, dove si prepara per il gran finale di «X Factor», accanto a Simona Ventura. Lo fa con i libri: «In parte Morgan», scritto col giornalista Mauro Garofalo e pubblicato da Elèuthera, è un viaggio nel suo pensiero, nel suo rapporto con la musica e la macchina mediatica.
Elèuthera è una casa editrice libertaria. Sei per caso anarchico?
« L’anarchia è una teoria filosofica, l’anarchismo è un comportamento anarcoide. Penso all’intelligenza artificiale: i ricercatori che se ne occupano dicono che non si potrà mai realizzare, ma perseguendola ottengono risultati che migliorano la qualità della nostra vita. E così le piccole conquiste libertarie sono quelle che rendono dignitosa l’esistenza sociale».
Ai concorrenti di «X Factor» citi spesso le regole di vita musicale di Schumann, che suggeriscono rigore, disciplina, dedizione. Un musicista di oggi come fa a coniugarle con le esigenze del mercato, le lusinghe del successo?
«Personalmente le applico senza difficoltà. Ho avuto dei buoni maestri che non hanno mai separato la vita dall’arte, perché la musica è inscindibile dalla struttura umana e dal modo di sentire del musicista, pertanto certe regole sono naturalmente e spontaneamente applicate dal buon musicista, senza nessuna fatica. Poi si possono anche sovvertire e rivoluzionare, ma solo se le si conosce e le si applica correttamente. La musica, in ogni caso, è soggetta a regole perché è una scienza esatta».
Ancora Schumann: regola 24. "Considerate come cosa abominevole e mostruosa quella di praticare il benché minimo cambiamento nelle opere di buoni maestri, l'omettervi qualche parte, o l'aggiungervi del nuovo". Eppure hai modificato parecchio l'arrangiamento e gli accordi di “Albachiara” per la cantante Noemi, sostenendo che dopo 30 anni erano necessari dei cambiamenti.
«Ma "Albachiara" è musica leggera. E la musica leggera non è scritta, non ha spartiti, si tramanda oralmente e quindi le modifiche sono inevitabili. Lo stesso vale per le fiabe: la versione originale del "Cappuccetto Rosso" di Perrault termina col lupo che se la mangia; il cacciatore che uccide il lupo e salva Cappuccetto Rosso è stato aggiunto dalla tradizione orale. Le canzoni sono tradizione popolare, quindi si possono modificare. Altrimenti avrei lasciato "Albachiara" così com’è».
Non ami molto Vasco Rossi, o sbaglio?
«Mi piacciono le ballate cantautorali, in cui dimostra di essere un artista illuminato e intelligente, capace di cogliere aspetti profondi delle relazioni umane. Non amo invece il suo rock sloganistico, perché mi sembra un vecchio che si atteggia a ragazzino».
La regola 29 di Schumann fa riferimento all'intelligenza e al gusto dell'uditorio. Il pubblico italiano quanto ti sembra preparato?
«È nascosto, esiste ma si vergogna. Gli intenditori ci sono, altrimenti non si spiegherebbe il successo di artisti stranieri come Bjork, Smashing Pumpkins, Massive Attack. Forse i dischi italiani sono prodotti da una classe dirigente discografica impreparata, poco coraggiosa, che non produce cultura».
"Etica" è parola che usi spesso. Esiste, per citare Battiato, un'etica fonetica?
«La struttura musicale è una cosa astratta: quando mi ritrovo coi miei strumenti e ho a che fare con note, accordi, cadenze, ritmi, timbri tutto è concesso, non c’è etica, anzi più si è distruttori più si è grandi, se si è capaci di inventare nuove strutture. L’etica entra in causa quando si lavora sul testo».
E qui viene in aiuto la regola 60. "Le leggi della morale sono anche quelle dell'arte". Sei d'accordo?
«Totalmente. Non sopporto l’idea di artisti grandi ma uomini di merda, tipo De André o John Lennon. Chi si permette cedimenti umani sputtana la sua figura di artista. Lennon fu lasciato dal padre e se ne lamentò in una canzone, ma a sua volta lasciò suo figlio. Tutti sanno che De André era un tipo cattivo, ma allora tutta questa pietà nelle canzoni cos’era? Avrebbe fatto meglio a metterne di meno nelle canzoni e di più nella vita».
A proposito di De André, hai definito "Bocca di rosa" una tesi di laurea.
«De André è superiore a tutto ciò che si ascolta oggi, per l’impianto narrativo, il suono, la musicalità della parola, le soluzioni moderne impiantate su basi antiche. Lo stesso vale per Jannacci, Gaber, Tenco, Endrigo. Peccato che nell’interpretazione dei Farìas a "X-Factor" non ci fosse pensiero; per motivi di tempo erano stati tagliati i versi sui cattivi consigli dati come Gesù nel tempio, che è la stoccata morale che ci tira in mezzo tutti. “Anche se vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”: tu che additi la puttana sei più puttana di lei».
08 aprile 2009


5 commenti:
MORGAN E' STATO PER ME UNA RIVELAZIONE ALLA TRASMISSIONE DI CORRADO AUGIAS SU RAI3, GODIBILISSIMA, IN ONDA DAL MARTEDI' AL VENERDI' ALLE ORE 12,50CIRCA.
LO AVEVO SNOBBATO E INVECE E' INTELLIGENTE, COLTO, MUSICALMENTE PREPARATO, SENZA PELI SULLA LINGUA.
ADESSO MI PIACE.
Questa storia di De Andrè nella veste di uomo cattivo mi è nuova però...In che senso e per quali motivi Morgan dice questo? ...apprezzo moltissimo Morgan e Marco dai tempi di "Acidi e Basi" e negli ultimi anni ci ha dato modo di conoscere in toto la sua libertà di pensiero a prescindere dai pro o i contro la scelta xfactor
Io mi chiedo come mai tanti commenti sono fatti da persone il cui profilo non è leggibile. Anche tu Cristina non consenti l'accesso al tuo profilo e ciò, a mio modestissimo giudizio, è disdicevole.
Morgan ne sa certo più di te e di me e credo che abbia buoni motivi per affermare che l'uomo Fabrizio De Andrè, come anche l'uomo John Lennon non fossero proprio un modello di specchiate virtù.
Anch'io ne ho letto più volte.
D'altra parte anche Ludwig van Beethoven uomo era una carogna, ma la sua musica è immortale e questo è ciò che conta.
Senta signor Morsello,
il mio commento era strettamente legato a questo post, quindi che cosa può mai interessare a lei un mio eventuale profilo?!?! Questa e' la mia prima considerazione... In secondo luogo, da estimatrice e non da "fan" di Morgan dai tempi di "acidi e basi" e di Fabrizio De Andre' da lunga data, mi permetto di ricordarle che non e' bene prendere per oro colato o parole bibliche ciò che afferma e sostiene chiunque, per quanto sia rispettabile la sua cultura.
Terzo punto: il termine "disdicevole" che lei utilizza con tanta leggerezza, lo utilizzi cin chi ha condiviso un tavolo da pranzo... Mi sembra che io e LEI non abbiamo mai banchettato nello stesso.
Quarto punto: non le viene in mente il fatto che il mio profilo non e' visibile semplicemente per il motivo che non ho un profilo?!? Oh per caso nelle sue inutili leggi mentali e' proibito commentare se non si e' iscritti ?!? In caso fosse così, mi permetta di trovare la cosa alquanto divertente...
Quinto punto ma non per questo trascurabile: Lei mi da del tu, ma non mi sembra che abbia avuto la mia autorizzazione no? Infine, veda di scendere dal piedistallo, perché come dice, aihme', il nostro caro Morgan(dico haime' perché lui in primis non sarebbe contento probabilmente di avere lei come fanatico ammiratore)" c'era una volta un ragazzo chiamato pazzo che diceva sto meglio in un pozzo che in un piedistallo"
Cristina, la disdicevole senza profilo :D
Cara Cristina, sei proprio una giocherellona. Ti do del tu perchè nel mondo dei blogger si usa così, ma tu non hai (ancora) un blog.
Se proprio ti dà tanto fastidio, pazienza, a me non me ne ha mai dato.
Io sono un anziano di 72 anni (il prossimo 3 gennaio: fammi gli auguri) che, se non ti sei presa la pena di leggere il mio profilo, ha fatto il direttore di carcere per 40 anni, fino al 31.1.2005.
Ne ho viste di cotte e di crude. Basta che tu vai alla cartella intestata "LUIGI MORSELLO - STORIE DAL CARCERE", potrai trarne utili spunti di riflessione.
Concludo: io non ho bisogno di scendere al piedistallo, perchè non vi sono mai salito.
Quanto al profilo, constato che adesso hai usato la funzione ANONIMO, firmandoti correttametne in fondo al commento.
Dal tono del tuo commento alquanto polemico deduco che sei giovane, beata te. Fai bene a reagire, quando ti sembra che qualcuno o qualcosa merita una reazione.
In questo caso non mi sembrava necessario.
Grazie per aver frequentato il mio blog, continua a farlo e a commentare.
Ciao.
:-)
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