giovedì 14 maggio 2009

L'ultimo encomio di Libero dopo l'«inchinite» cronica all'«imperatore» Silvio


Camilleri, a leggere di certi addii strazianti, ci sovviene il titolo di un indimenticabile film di Ettore Scola: C’eravamo tanto amati… Si allunga la lista dei caduti dalle grazie dell’unto del signore: Enrico Mentana, Paolo Guzzanti, Mike Bongiorno, Fiorello… Solidarietà ai quattro che cominciano una nuova vita. Ci mancherebbe! Ma se scrivessero un libro di memorie, magari con lo stesso identico titolo: «Quei miei anni con Silvio»? Ne sapremmo delle belle!


Non sono sicuro che ne vedremmo delle belle. Il 12 maggio Libero ha iniziato la pubblicazione del primo di sedici fascicoli che illustreranno «Vita, conquiste, battaglie e passioni di un uomo politico unico al mondo». Inutile dire che si tratta di Berlusconi. L’agiografo sarà Renato Farina, l’indimenticabile Betulla, che vanta «comuni amicizie, letture, ideali» con Berlusconi e sostiene di non avere avuto bisogno del teleobbiettivo per accostarsi «alla vita privata del cavaliere». Anzi, lui a Berlusconi l’ha sempre visto così da vicino da radiografarlo. Di fronte a tale palpitante testimonianza, cosa vuole che valgano le rivelazioni di un Mentana o di un Guzzanti? D’altra parte, sempre in questo fascicolo, Feltri afferma che il 99% dei libri su Berlusconi è fatto di «boiate pazzesche, capolavori da dissenteria cervicale, più noiose della corazzata Potemkin», mentre il restante 1% soffre di «inchinite» che sarebbe l’infiammazione della schiena dovuta alla postura da mandarino dinanzi all’ Imperatore». E per dimostrare come lui sia vergin di servo encomio, in copertina mette una grande foto di Berlusconi, sorridente padre di famiglia fra due sue figlie. E un’altra, più piccola, che lo mostra nell’abitino della prima comunione. Come è vero che uno vede la pagliuzza nell’occhio altrui e non la trave nel proprio.

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