sabato 16 maggio 2009

Noemi, papi e il signor. Nessuno che ha in tasca un numero di telefono



Camilleri, perché non affida a Montalbano il «caso di papi e Noemi»? Urge un commissario vero, non poveri questurini perduti nella ragnatela delle carte. Da quando è iniziata la storia, è iniziato il magone Elio Letizia. Chi era costui? Forse Montalbano si sarebbe concentrato anche sulla signora Anna Palumbo, mamma di Noemi, per capire se ha un suo ruolo, uno peso specifico, uno spessore, insomma una stoffa, in tutto l’ affaire. Ma la storia della signora non la ricostruisce nessuno. Boh.


Montalbano, per principio, non vuole mai occuparsi di fatti di cronaca, nera o rosa che sia. E non farebbe un’ eccezione nemmeno in questo caso dove, come lei nota, il vero mistero non è quello dei rapporti fra papi e Noemi, ma quello dell’amicizia di vecchia data fra il signor Letizia e Berlusconi. Il quale, su questo punto, ha fornito versioni contrastanti. Prima ha detto che si trattava dell’autista di Craxi. Poi, smentito da Bobo Craxi, ha a sua volta smentito. Smentirsi é una vecchia abitudine del Nostro. Poi ha fatto circolare la voce che Letizia era stato un esponente del PSI napoletano. Anche qui sono fioccate le smentite, ma Berlusconi sta volta ha taciuto. Fatto sta che questo signor Nessuno ha in tasca il numero privato del premier e può permettersi di chiamarlo quando vuole, discutendo addirittura con lui di alcune candidature campane. Letizia stesso, interrogato dai giornalisti, ha risposto d’averlo conosciuto allo stesso modo col quale di solito si conoscono le persone. E qui Montalbano appizzerebbe le orecchie. Perché, se fossimo in Sicilia, questa sarebbe la risposta tipica di un mafioso. Ma lungi da me ogni insinuazione. In quanto alla signora Letizia, che dirle? Forse, se fosse stata un tantinello più giovane, di sicuro Berlusconi l’avrebbe candidata da qualche parte.

Nessun commento: