giovedì 14 maggio 2009

Tutti i misteri del caso Noemi, strane amicizie e figuranti


di Enrico Fierro


C’è un clima assai strano a Napoli. Tanta gente si agita attorno al caso Noemi-Berlusconi-Letizia. Vuoi una soffiata, un numero di telefono, vuoi sapere se...? Eccoti accontentato. Le notizie non mancano, le risposte alle domande neppure. Ma abbondano «certe» notizie e fioccano solo «certe» interessate risposte. Che anche sotto il Vesuvio non debba aver di nuovo ragione quel diavolaccio «emerito» di Cossiga quando consiglia al papà della Noemi di «tenere lontano i politici, non per loro, ma per quanto li “segue”»? Ogni riferimento non è affatto casuale.

Su Noemi, sulle sue foto, sui suoi desideri di giovane aspirante starlette, sulle sue visite a Milano, a Roma e in Sardegna per accontentare «papi» si sa tutto. Finanche sul «valore» del concetto di «verginità» delle ragazzina cresciuta tra Secondigliano e Portici col mito di «Amici», abbiamo letto intere paginate. Se all’inizio della storia erano circolate notizie sullo stato non proprio idilliaco della famiglia Letizia, con mamma Anna Palumbo che vive a Portici e papà Benedetto-Elio che da anni (almeno dieci) preferisce ritirarsi altrove la sera, ora tutto è tornato in ordine. Tutto è stato «aggiustato». Papà e mamma sono felicemente conviventi, sui rotocalchi spicca una loro tenera foto abbracciati e sorridenti mentre ammirano Noemi mano nella mano col suo fidanzato. Domenico Cozzolino, pr nelle discoteche emiliane, un passato da «figurante» a «Uomini e donne» dove faceva il corteggiatore. «Ma chi è ? Chi l’ha mai visto? Da quello che so non esisteva fino a poco fa», dice irritato a «La Repubblica» il fotografo Gaetano Livigni, l’uomo che ha realizzato il primo «book» fotografico di Noemi.

I figuranti
Troppi figuranti a Napoli. Angelo Martino, oggi funzionario alla Regione Campania, ex socialista e da tempo in attesa che qualcuno dentro Forza Italia si ricordi di lui, ha riservato a sé il ruolo di quello che sa tutto sul punto più oscuro di questa storia: l’amicizia tra Silvio Berlusconi e Benedetto-Elio Letizia. Amicizia antica, suggellata dalle frequenti visite di Martino al Raphael ai tempi d’oro del craxismo. Il messo (comunale) e il Cavaliere si conobbero lì, e lì si piacquero subito. Inutile dire che anche i ricordi di Martino sono stati sepolti da una valanga di smentite di quelli che al Raphael ci andavano davvero. L’amicizia. Berlusconi è uomo del popolo e Partenope lo affascina.

Elio Letizia ha il numero del suo cellulare privato, chiama quando vuole e Silvio risponde. Sempre. Quel 26 aprile chiamò per sponsorizzare due candidature alle europee, quelle di Franco Malvano e di Fulvio Martusciello. L’invito a Casoria, nel villone della festa di Noemi, arrivò un secondo dopo. Franco Malvano non ha voluto commentare. Ma all’ex questore di Napoli, dicono i suoi fedelissimi, la candidatura la dovevano dare per forza. Lo buttarono nella mischia contro la Iervolino sapendo che la partita era persa. Era senatore e alle scorse elezioni si dimenticarono di lui. «Lascio la politica, basta, faccio il prefetto», aveva confidato agli amici. Malvano aspettava la nomina a Prefetto di Salerno. Non è mai arrivata. La candidatura è un risarcimento.

In quanto a Fulvio Martusciello, lui stesso ha dichiarato di non conoscere «questo signor Letizia». In campagna elettorale si vede tanta gente, si stringono mani...«I Martusciello (Fulvio è fratello di Antonio deputato ed ex sottosegretario, ndr) saranno pure in disgrazia dentro il partito, ma certo non hanno bisogno delle telefonate di Letizia», dicono stizziti quelli di Forza Italia. E ricordano la sconfitta della famiglia a vantaggio di Nicola Cosentino (sottosegretario all’Economia) e di Luigi Cesaro (candidato alla Provincia). Nomi sfiorati dal sospetto di «simpatie» camorristiche, casalesi e dintorni, ma vincenti. Ma Fulvio agli occhi del Cavaliere ha grandi meriti: è lui che gli presentò Mara Carfagna, ed è sempre lui che ha portato nelle file del partito Francesca Pascale, pasionaria del comitato «Silvio ci manchi». Due ragazze piene di fascino, due donne tostissime in politica.

Non c’è traccia dell’antica amicizia fra Silvio e Elio-Benedetto
. Il papà di Noemi ha giurato che non rivelerà mai come e quando ha conosciuto il Cavaliere. «E’ un segreto che porto nel profondo del mio cuore». Un cuore, quello della sua famiglia, oggi rallegrato dai servizi sui rotocalchi, dal clamore tv e dal legame con Berlusconi. Ieri, 28 luglio 2001, stravolto dalla morte del figlio Yuri. Vent’anni, militare in un reparto dell’Aeronautica sul Terminillo. Una serata da passare in discoteca con l’amico Marcello Rizzo.

Un masso sulla strada, la «Punto Gt» che si ribalta. I ragazzi muoiono sul colpo. Una dolore infinito che forse avrebbe imposto ad un amico di vecchia data di farsi vivo, di dire parole di conforto. Ma non vi è traccia di una visita di Berlusconi ai Letizia in quei giorni di lutto. Il Presidente aveva troppi impegni: le polemiche sul dopo G8 di Genova, i capricci della Lega, ma anche Boban che dal Milan vuole passare agli spagnoli del Celta. E le vacanze da organizzare: due settimane in Sardegna. Troppi impegni, proprio come quel 26 aprile. Il giorno della festa a Casoria per il diciottesimo di Noemi. Lì Silvio c’era.

14 maggio 2009

Nessun commento: