venerdì 19 giugno 2009

BARZELLETTE TRISTI


La domanda che Marco Mongiello gli ha fatto in margine al Consiglio europeo di Bruxelles è questa: «Crede che le difficoltà dell'Italia nel negoziato sulla presidenza del Parlamento europeo siano legate al discredito causato dagli scandali? Ne parlano tutti i giornali internazionali e lei aveva detto in un'intervista alla Cnn che avrebbe spiegato...».
Una semplicissima domanda tecnica.
Pensa forse, crede che, può spiegare.
Sarebbe stata un'ottima occasione per rispondere di fronte alle telecamere e ai taccuini dei colleghi di tutto il mondo. Persa, purtoppo per la dignità degli italiani, anche questa volta.
Era nervoso, del resto.
A microfoni aperti aveva appena dato disposizioni a Mavalà Ghedini («non ho mai detto che sei uscito pazzo») e per interposta persona a Paolo Bonaiuti, un elenco di comunicati da stilare notizie da smentire e giornalisti da silenziare degna di una lista della spesa, mancava solo ricordati lo yogurt, ripresa e trasmessa in tv.
Ha chiuso il telefono, poi alla domanda di Mongiello ha replicato: «Ho disistima totale nei confronti del suo giornale dunque non rispondo».
Disistima totale.
Ecco la ragione per cui tace - solo per dire delle ultime cosette - sul traffico di prostitute di cui si sta occupando la Procura di Bari a cui ora si aggiunge un filone, a carico dei suoi amici commercianti di protesi e loro assistenti, sull'eventuale circolazione di cocaina.
Disistima totale.
È questo il tema che vi proponiamo oggi: la crescita esponenziale di disistima negli ambienti economici e industriali, italiani e internazionali, tra le gerarchie ecclesiastiche e i cattolici devoti, la freddezza degli alleati stranieri.
Disistima a suo carico.
Leggete Roberto Monteforte, Umberto de Giovannangeli, Bianca Di Giovanni. Mentre il premier racconta barzellette su (contro) l'Unità e Repubblica in cui risulta essere più potente del Padreterno, Gianni Letta pubblica un intervento sulla moralità sull'Osservatore Romano.
Un segnale preciso. Una distanza incolmabile.
Sono segnali chiarissimi le parole di Fini candidato superstite al Colle («è a rischio la fiducia nella democrazia») e la partita a scacchi sul fronte dei servizi segreti di cui ha raccontato e racconta Claudia Fusani.
I servizi usati come arma nella guerra fra falchi e colombe Pdl, la escort Patrizia D'Addario additata come Mata Hari inviata dal nemico: una spia in azione per conto della Cia la notte dell'elezione di Obama.
Questo si è sentito ieri.
Ci avreste creduto se ve l'avessero annunciato?
Alla fine va così: non è per la dissennata politica economica, il lavoro che manca, la crisi, non per le leggi scritte su misura per garantirsi l'impunità, per le ronde e per i bavagli alla giustizia e ai giornali, per la corruzione eletta da anni a sistema.
No.
È per un giro di minorenni e di prostitute da catalogo, alla fine, che il sistema si sfarina.
«Caligolite», così la chiamano a Montecitorio.
Una malattia.
Il giro delle ragazze molto intime del premier è impressionante.
Il lavoro a cui i suoi collaboratori sono sottoposti per certi versi improbo.
Non possono più arginare il pericolo.
Persino le centinaia di Mini regalate alle fanciulle cominciano ad essere un problema: le rende riconoscibili, si è aperto il mercato dell'usato.
Domani si vota. Bisognerebbe che ci occupassimo di noi, anche.
L'Italia non è la dependance della Certosa.

2 commenti:

Lorenzo ha detto...

Stiamo vivendo una delle pagine più tristi della nostra storia. Ancora una volta l'elettorato non è protagonista. Si rivolterà (vedi monetine a Craxi) solo dopo la caduta del Re, tipico dei miserabili.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Sei troppo severo con l'elettorato, dimentichi che siamo tutti persone senza potere alcuno e che non possiamo andare all'arrembaggio.
Il lancio di monetine (io non le avrei mai lanciate) significa esasperazione della povera gente che vive in povertà, o quasi: vuoi togliere loro anche questo gesto liberatorio?
Hai visto i filmati d'epoca di ciò che fece la povera gente e Benito Mussolini quando fu esposto (pagina nera della Resistenza) a Piazzale Clodio a Milano? Sfondarono il cranio del suo cadavere a calci!
Io l'avrei lasciato vivere per essere processato come criminale di guerra, allora non lanciarono monetine ma raffiche di mitra.
Vero è che si usciva da una guerra civile.