venerdì 5 giugno 2009

Europee, Franceschini: «Noi danneggiati da campagna-gossip».


ROMA (3 giugno) - A pochi giorni dalle elezioni europee si infiamma il dibattito politico. Secondo Dario Franceschini il Pd «è stato danneggiato dalla campagna elettorale sul gossip». Il Pdl ribatte: lo schieramento guidato da Franceschini «è alla frutta elemosina voti». Scende in campo anche l'ex premier Prodi che fa un appello contro l'astensionismo. Ancora polemiche sulle frasi di ieri del leader dell'Udc («non vedo donne incisive»).

Franceschini: Pd danneggiato da campagna-gossip. Franceschini, a Radio Anch'io, ha sottolineato che nella campagna c'è stata «stata molta cattiveria: io sono stato insultato quotidianamente con aggettivi coloriti. Poi si è inserita la vicenda personale del presidente del Consiglio, sui cui io non dirò una parola, perchè a me interessa contrastare il governo su argomenti che interessano gli italiani. Oltretutto non traiamo nemmeno vantaggio dal gossip». Alle europee «non andremo male, - dice - basta gufi che dipingono scenari lugubri per il Pd».

«Non temo regime, ma Berlusconi». Franceschini teme che una vittoria di Berlusconi alle europee possa intaccare «la qualità della democrazia italiana», ma a suo giudizio è sbagliato parlare di «regime». Rivolgendosi agli indecisi, Franceschini li ha invitati a fare attenzione: «Dalla distanza tra il Pd e il Pdl si misurerà che Italia ci sarà, se ci sveglieremo tutti sotto un padrone assoluto». Alla domanda se temesse un regime, Franceschini ha risposto negativamente: «Siamo in Europa - ha spiegato - e non parlo di un regime autoritario. Ma quando vedo che al presidente del Consiglio danno fastidio tutti i poteri di controllo, dalla Corte Costituzionale al Presidente della Repubblica, dico che dargli più forza mi mette qualche preoccupazione per la qualità della democrazia italiana».

Capezzone: Franceschini alla frutta pietisce voti. «Per l'ennesima volta, anche a Radio Rai Dario Franceschini ha dato vita ad una prova di debolezza mai vista da parte di nessun leader di un grande partito: cioè la richiesta di voti in nome della propria debolezza e in nome della troppo maggiore forza del suo avversario, Silvio Berlusconi». Lo afferma Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. «Lo ripeto: non si è mai visto il capo di un grande partito - spiega - appellarsi alla propria manifesta inferiorità per strappare o pietire qualche voto. È una pietra tombale sulla credibilità presente e futura del Pd come alternativa al Pdl e al Governo Berlusconi. Ed è l'ennesima prova del fatto che Franceschini è alla frutta».

«Suona la campana dell'ultimo giro per Franceschini - aggiunge Capezzone - tra appelli al voto utile per recuperare qualcosa a sinistra e ammissioni di debolezza rispetto al Pdl».Si tratta dello «stesso meccanismo che ha espulso il suo predecessore dalla politica espellerà lui dopo il 7 giugno», aggiunge. «Avrebbe dovuto pensarci prima, cercando di dare respiro riformista alla politica del Pd: e invece è riuscito nel doppio autogol di scegliere una linea estremista e di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Ora raccoglie quel che ha seminato».

Cicchitto: Pd in stato confusionale. «Franceschini e D'Alema - afferma Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl - con le loro dichiarazioni ammettono che il Pd non ha attualmente un gruppo parlamentare di riferimento in Europa, la qual cosa conferma lo stato di confusione politica e culturale che caratterizza il loro partito».

La Russa: Franceschini campione lancio boomerang. «Lo sport preferito di Franceschini è il lancio del boomerang - ha ironizzato La Russa -. È un campione e lo fanno esibire in Australia perché la sua particolarità è che lancia il boomerang e non ha bisogno nemmeno di riprenderlo con la mano. Lancia una cosa - ha detto il ministro - e gli ritorna sempre in fronte».

Bonaiuti: Franceschini? Sarà smentito dalle urne. «Franceschini teme un lunedì nero per la sinistra - dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti - Spera che sia finita la luna di miele di Berlusconi con gli italiani ma in realtà deve solo aspettare che si aprano le urne per avere la smentita».

Brunetta: sinistra flop di valori. «La sinistra è un flop di valori. È fatta di veterocomunisti e cattocomunisti e non ha nulla di riformista» dice il ministro Brunetta a Milano per sostenere la candidata Pdl alle europee Lara Comi ribadendo che secondo lui «la vera sinistra riformista è quella espressa dal governo Berlusconi». Il ministro punta soprattutto il dito contro «i politicanti di professione, che non hanno mai fatto altro che politica nella loro vita». A sinistra, dice, «ce ne sono tanti, da Veltroni a D'Alema, a Fassino. Noi siamo diversi - aggiunge riferendosi alla sua carriera accademica -, io un mestiere ce l'ho». Comunque, precisa «non mi turbo se i politicanti non mi apprezzano, io voglio che sia la gente a capirmi».

Gasparri: in Europa Pd non saprà dove andare. In Europa, spiega il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, «credo che il Pd non sappia dove andare. È chiaro che alcuni esponenti di tradizione cattolica troverebbero tranquillamente nel Partito popolare europeo la loro casa, che è una realtà molto variegata» , ma «in ogni caso, ad esempio sulla sicurezza o sulla famiglia, si fanno scelte molto diverse da quelle del Partito Socialista» per cui «credo che il Pd difficilmente reggerà alla prova elettorale prima e alla prova europea dopo».

Bindi: Pd europeista al contrario del Pdl. Rosy Bindi replica a Gasparri: «Noi sappiamo dove stare: dalla parte degli europeisti convinti, al contrario di loro che sono euroscettici da sempre». «Penso che Gasparri - aggiunge - farebbe bene a ricordare il passato e il suo presente: se c'è un partito che ha lottato contro l'introduzione dell'euro e disattende il trattato di Lisbona è il suo». «Il Partito democratico - osserva Rosy Bindi - è europeista da sempre e da sempre lavora per costruire un'Europa unita».

Prodi: allarme democrazia, votare Pd, no astensioni. «Non è tempo né di astensioni né di sofisticate distinzioni. È il momento di dimostrare che l'Italia può essere diversa, che ha profonde radici etiche e che è ancora capace di contribuire alla crescita democratica di una nuova Europa». Lo afferma l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi parlando anche di un «allarme» per la qualità democratica del paese. Per Prodi, rispetto all'intensificarsi di «segnali di allarme» il Partito democratico, pur nel suo non facile cammino, è l'unica concreta risposta».

Nania (Pdl): da Prodi colpo di grazia al Pd. Il vicepresidente del Senato, Domenico Nania, spiega che l'invito a non disertare le urne «ha le sembianze del colpo di grazia finale alle speranze del Partito democratico di risalire la china. Più parla Prodi, più ricorda agli italiani, che ancora ne pagano le conseguenze, i disastri causati dal suo governo. Solo Prodi, infatti, può battere Franceschini nel danno d'immagine che subisce di continuo il Pd».

Di Pietro: si decide tra dittatura e democrazia. «Sabato 6 e domenica 7 giugno si decide tra la dittatura e la democrazia» scrive Antonio Di Pietro sul suo blog. Secondo il leader dell'Idv è l'occasione «per strappare al corruttore e prescritto, Silvio Berlusconi, la maschera da clown come ha scritto il Times di Londra».

Scalfaro: chi non vota è come Ponzio Pilato. «Chi non va a votare può essere assimilato a Ponzio Pilato che, sciacquandosi le mani, condannò Cristo. Così chi non vota non si assume la propria responsabilità» ha detto Oscar Luigi Scalfaro.

Polemiche sulle pari opportunità. Il leader dell'Udc torna sulle parole di ieri e specifica: «Vi sono donne, così come ovviamente vi sono anche uomini poco incisivi in Parlamento. Per dare loro più forza servono le preferenze ed è questo il senso della nostra battaglia per introdurle anche alle elezioni politiche. In politica devono contare il merito e il consenso, per gli uomini come per le donne: per questo non servono quote rosa o liste bloccate per favorire questo o quell'altro candidato».

La Carfagna: da Casini nessun atto incisivo. Il ministro per le Pari opportunità ha definito il presidente dell'Udc «un personaggio da 30 anni in politica di cui non si ricordano provvedimenti incisivi».

Di Pietro: tra i maschi ci sono ricercati. «Da quale pulpito viene la predica, quanti uomini poco incisivi ci sono nel nostro Parlamento?» replica Antonio Di Pietro. E aggiunge: «nelle aule parlamentari proprio tra i maschi c'è ancora oggi qualcuno ricercato con un mandato di cattura. Crediamo nelle pari opportunità - aggiunge il leader Idv - abbiamo rispettato le quote rosa candidando molte donne e credo che le esponenti del gentil sesso ci mettano pure più impegno di noi maschietti».

Pollastrini: in giro molti yes men. «Donne di valore io ne vedo parecchie. Anche nel Parlamento. Penso a quelle deputate e a quelle senatrici, alle sindache e amministratrici che danno filo da torcere a molti colleghi per capacità e serietà» dice la deputata del Pd ed ex ministro per le Pari opportunità, Barbara Pollastrini. «Le subalternità sono ben distribuite - aggiunge - E in giro vedo molti yes men».

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