ANTONIO DI PIETRO
4 Giugno 2009
L'Italia è stremata, la disoccupazione è in continua crescita, tanto che al Sud è difficile da calcolare, l'Istat parla di un tasso al 30%, con una famiglia su tre che non arriva alla fine del mese.
Il video della protesta degli operatori sanitari in Campania è solo uno dei tanti che potrebbero essere girati ogni giorno in Italia, ma ormai li potete vedere solo su Internet, in Tv domina lo share. E lo share lo alzano i clown, coloro che dipingono un mondo di fantasia, in Tv si evade perché la realtà è troppo dura.
Ogni giorno mi ripropongo di non parlare del corruttore Silvio Berlusconi, ma le sue dichiarazioni quotidiane mi offendono come cittadino e come uomo delle istituzioni.
Gli italiani vorrebbero un Presidente del Consiglio degno di rappresentarli, un Aldo Moro, ed invece ci ritroviamo un fan di Mangano, un pallonaro, un clown, un corruttore, un uomo privo di buon gusto, con il quale Tony Blair non volle neanche farsi scattare una foto, vedendolo in bandana.
Nel solito ‘Porta a Porta’, il suo Parlamento di Stato senza contraddittorio, ha offeso l’intelligenza degli italiani, ribadendo di non temere l’iscrizione nel registro degli indagati per aver trasportato menestrelli e ballerine con aerei di Stato, di essere a conoscenza di complotti orchestrati da Rupert Murdoch, per l’occasione trasformatosi in un manipolatore della stampa internazionale. Berlusconi ha affermato che, per i ricevimenti in Sardegna con uomini di Stato, spende i suoi soldi e non quelli dei contribuenti.
Un mondo inesistente, quello che ci dipinge Berlusconi, frutto di una fervida immaginazione distante mille miglia dal mondo reale. Un mondo che, presentato di fronte a milioni di telespettatori, avvelena l’etica, la dignità, l’onore, l’onestà di un popolo e ne plagia le coscienze.
La realtà è diversa, signor Berlusconi.
Lei non teme l’iscrizione al registro degli indagati, non perché estraneo al reato di peculato ma perché ha il Lodo Alfano che la ‘autorizza’ ad essere un fuorilegge.
Lei vede complotti perché non ammette contraddittorio, urlando ora al nemico comunista, ora al fantasma di Murdoch, contro il quale ha utilizzato la sua posizione nelle istituzioni per avvantaggiare Mediaset.
In Sardegna, a Villa Certosa, magari qualche ambiguo conto l’ha pagato lei per Topolanek, ma con tutti i soldi che deve agli italiani per le concessioni televisive, in comodato praticamente gratuito, direi che sono le briciole di un conto politico che prima o poi salderà per intero.

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