Il G8 comincia sotto una cattiva stella, a dispetto di migliaia di abruzzesi indegnamente parcheggiati nelle tendopoli e costretti prima a rimirare un’efficienza loro negata, poi a sopportare il timore di manifestazioni fuori controllo.
In un clima di abbandono istituzionale arriva, dalle pagine del The Guardian, un’amara previsione che si aggiunge alle tante notizie sull’Italia della stampa internazionale: il Belpaese sarebbe prossimo all’estromissione dal G8, e quindi anche dal G20. A rimpiazzarlo la Spagna.
Nell’articolo del The Guardian si legge ancora: “la sostanziale assenza d’iniziativa da parte del governo italiano ha spinto il governo statunitense a prendere il controllo dei lavori e organizzare delle telefonate tra diplomatici, per tentare di inserire delle proposte concrete nell’agenda del meeting”. Il ministro Frattini subito smentisce ma, vista l’inclinazione alla menzogna di questo governo, attenderei la rettifica del quotidiano anglosassone prima di cambiare idea.
In Italia esplode il malcontento a tutti i livelli: lavoratori, tifosi di calcio, cattolici, laici, imprenditori, studenti, insegnanti, a cui si aggiungono i fischi di Napoli, Prato, Viareggio, Cinisello.
Il motivo è semplice, quando sei governato da persone che lavorano instancabilmente per fare i propri interessi alla fine non c’è Minzolini che tenga, i cittadini capiscono chi sei, e ti scaricano.
L’Italia ha bisogno di un’alternativa di governo per lasciarsi alle spalle ballerine, cantanti, mafiosi, lacchè e un Presidente del Consiglio debole e ricattabile.
Dobbiamo azzerare questo sistema politico vecchio che rimescola le solite quattro carte da gioco. I vari Berlusconi, D’Alema, Fassino, Rutelli, Bossi, Cuffaro, Bondi, Gasparri e compari sono parcheggiati nella politica da decenni e non hanno progetti che parlino di futuro, di progresso, di innovazione, di giovani, e come tali non possono essere parte del cambiamento, al più spettatori.
Dopo il G8, su cui vi aggiornerò via



Nessun commento:
Posta un commento