giovedì 9 luglio 2009

De Magistris: Cassazione conferma linea dura per guerra procure


ROBERTO ORMANNI
9 Luglio 2009


Le sanzioni inflitte dal Csm ai magistrati protagonisti della guerra tra le procure di Catanzaro e Salerno sul caso De Magistris sono state confermate dalla Cassazione. I giudici delle sezioni unite civili hanno respinto il ricorso l’ex procuratore di Salerno Luigi Apicella, l’ex procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli, il sosituto pg calabrese Alfredo Garbati e i pm di Salerno Gabriella Nuzzi e Dionigi Verasani. La decisione della Corte, con la sentenza 15976, non ha accolto nemmeno le richieste dello stesso sostituto procuratore generale della Cassazione, Vincenzo Nardi, secondo il quale il Consiglio superiore della magistratura aveva sbagliato a “condannare” il pg Jannelli e i magistrati Garbati, Nuzzi e Verasani ad una “doppia sanzione”: sia la perdita delle funzioni esercitate, sia il traferimento ad altro ufficio giudiziario. Una tesi che le sezioni unite non hanno condiviso.

La Corte, in particolare, ritiene che le sanzioni disciplinari possano essere “cumulate”, ad eccezione naturalmente di quelle “di grado massimo”, come la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio o la decadenza dall’ordine giudiziario. E proprio per l’ex procuratore di Salerno Apicella infatti, il Csm ha fatto ricorso alla sospensione sia dalle funzioni, sia dallo stipendio.

Anche in questo caso si tratta, in sostanza, di una doppia sanzione dal momento che alla sospensione dalle funzioni non deve necessariamente seguire anche la sospensione dell’intero stipendio. Invece, ricordano le sezioni unite della Corte, per lo stesso Apicella il pg della Cassazione aveva chiesto la conferma della decisione dell’organo di autogoverno dei giudici. Nel corso della sua requisitoria il procuratore generale Nardi aveva definito il decreto di sequestro del fascicolo dell’inchiesta Why Not dell’ex pm Luigi De Magistris, attuale europarlamentare dell’Italia dei Valori, firmato dai pm di Salerno, un “enorme zibaldone senza costrutto per nulla rispondente ai criteri che giustificano le esigenze cautelari”.

E ha aggiunto che si giustifica “il sospetto non peregrino che il provvedimento sia stato scritto dallo stesso De Magistris”. Per quanto riguarda Jannelli invece, che ha firmato il “controsequestro” degli atti sequestrati da Salerno, Nardi ha sottolineato che “si è trattato di una reazione impulsiva connotata da mania di protagonismo” ma l’allora procuratore generale, ha aggiunto Nardi, “agì per interesse pubblico contro ciò che riteneva un sopruso”. Insomma, per il Pg i comportamenti dei giudici di Catanzaro avrebbero dovuto beneficiare in qualche modo dell’attenuante della provocazione. Una “concessione” che non ha visto d’accordo le sezioni unite.

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