giovedì 9 luglio 2009

Il "tesoretto" del padre di Noemi


di CONCHITA SANNINO


NAPOLI - La giustizia lo aveva messo sotto accusa per un "tesoretto" di oltre mezzo miliardo di vecchie lire, accumulato con presunte tangenti, tutte intascate da imprenditori e commercianti, nei primi anni Novanta, come braccio destro dell'allora direttore dell'Annona di Napoli. Ventiquattro episodi di concussione, mazzette imposte per la concessione di licenze a mega-ristoranti, boutique e pure agli ambulanti, diceva l'accusa. Ma da ventiquattro ore è tutto cancellato. Un colpo di spugna su anni di indagini. Come aveva anticipato Repubblica un mese fa, è il bluff di un fascicolo "dimenticato" per anni a regalare, ieri, una sentenza di prescrizione all'indagato Benedetto Letizia detto Elio. È il padre di Noemi, la diciottenne intorno alla quale è esploso il caso Berlusconi. Dopo la partecipazione del premier alla festa di compleanno della bionda ragazza che lo chiamava "papi", sono seguite le rivelazioni sulle visite a Roma e a Villa Certosa di Noemi ancora adolescente, e la richiesta di divorzio di Veronica Lario.

La giustizia formato Letizia, è la battuta che gira nelle ultime ore a Palazzo di giustizia. Ironia che va a braccetto con l'apprensione di alcuni. Il presidente del Tribunale, Carlo Alemi, che aveva già disposto un'inchiesta amministrativa, ha infatti rilevato "omissioni" e "iniziative gravi" nella gestione anomala di quel fascicolo e in particolare in alcuni uffici. Le responsabilità potrebbero investire qualche magistrato e qualche cancelliere, al punto che Alemi ha inviato gli atti alla Procura di Napoli (che le trasferirà per competenza a Roma) e all'Ufficio ispezioni del Ministero di Grazia e Giustizia.

Nell'udienza preliminare condotta ieri dal giudice Stefano Risolo, in cui sono stati dichiarati prescritti tutti e 24 i capi di imputazione per Letizia, il Comune di Napoli si è costituito parte civile attraverso l'avvocato Giuseppe Dardo, che sottolinea "il danno di immagine per effetto della risonanza attribuita dagli organi di informazione locale e nazionale. Ma l'istanza non avrà alcun effetto.

Intanto Elio Letizia, raggiunto ieri da Repubblica, si dice "sollevato" ma non intende entrare nel merito. "Non voglio dire niente: di questa cosa si è sempre occupato il mio avvocato". Letizia preferisce pensare alle vacanze. "Ma non si è parlato troppo di noi? Ora abbassiamo i toni, ci sono le vacanze". Nessun saluto o commento è arrivato da papi, gli chiediamo? "Dal presidente?". Lei però lo chiamava Silvio. "Ma ha tanto da fare. E' un po' che non ci sentiamo, succede anche tra amici, in famiglia".

(9 luglio 2009)

7 commenti:

vanda ha detto...

Mi sembra giusto poverinoooooo così è tranquillo
Ciao Vanda

Sberleffo ha detto...

ecco gli amiconi di Berlusconi cosa fanno!!

Francy274 ha detto...

Ci si potrebbe fare una pubblicità da "Mulino Bianco"...anche il cognome è attinente : "letizia" le merendine da delizia, a servirle naturalmente "papi" vestito da maggiordomo.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Ciao Vanda, hai proprio ragione! Se fossi un lombrosiano dire che faccia da delinquente!

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Francy, potresti fare la pubblicitaria! Veramente divertente come slogan!

Francy274 ha detto...

eheheheh...visto Luigi? Se solo la Mulino Bianco mi ingaggiasse...la mia fantasia non avrebbe limiti.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Come si dice:"Impara l'arte e mettila da parte"!
Non si può mai sapere!