martedì 22 settembre 2009

Annozero, Travaglio: io peggio di Vallanzasca. Santoro: senza lui non si fa


Caos e tensione su Annozero in Rai. Marco Travaglio comunque ci sarà, oppure la trasmissione non partirà. Lo assicura Michele Santoro. «Lui ci sarà, con o senza contratto, in bicicletta o in altra maniera», ha detto il conduttore nella conferenza stampa sulla ripresa della stagione di Annozero che parte giovedì in prima serata su Raidue con una puntata dal titolo "Farabutti". Nella squadra dovrebbe esserci anche il giornalista Marco Travaglio ma il suo contratto è fermo alla firma dei piani alti della Rai.

«Se non c'è Travaglio - ha detto ancora Santoro - non c'è Annozero perché lui simboleggia una precisa direzione che la Rai deve prendere».

Le polemiche che hanno preceduto il ritorno di Santoro in tv sono esplose alla conferenza stampa che si è svolta oggi a Viale Mazzini nel momento in cui si affrontava il tema degli strumenti e delle risorse necessarie per la trasmissione. I contratti sono stati firmati con un certo ritardo e ostacoli e incomprensioni si sono verificati per l'assegnazione delle troupe, il tutto, secondo il direttore di rete, Massimo Liofredi, solo per ragioni «tecniche» .

«Sei un bugiardo. E querelami se vuoi, ma non ti conviene», ha detto Santoro al direttore di Raidue, mentre dava ai giornalisti la sua versione dei fatti. «Nessuna querela», ha sottolineato Liofredi che poi però ha aggiunto: «Io ne farei anche a meno di una trasmissione come questa. Mi piacerebbe invece vedere un bel programma di politica. Non mi piacciono le trasmissioni contro». Già in apertura il direttore aveva definito la squadra di Annozero "ospite" della propria Rete. «Tu - ha aggiunto rivolto a Santoro - fai un certo tipo di televisione, una specie di inquisizione mediatica, che a me non piace. Ma non è un fatto personale».

«Posso garantire che non c'è alcuna legge che affidi all'Autorità garante delle comunicazioni una qualche possibilità di fare censure preventive. Sarebbe come fermare Totti prima di una partita perché potrebbe fare un fallo da espulsione», ha aggiunto Santoro sulla questione, che riguarda in particolare le passate delibere dell'Agcom. Domani è previsto domani un incontro tra il direttore generale della Rai Mauro Masi e il presidente dell'Autorità garante per le comunicazioni, Corrado Calabrò.

Travaglio. «Mi sento profondamente mortificato. Credevo di essere un buon giornalista, ho avuto la stima di grandi direttori con cui ho lavorato, a partire da Indro Montanelli, e adesso scopro che sono peggio di Vallanzasca», ha detto Travaglio alla conferenza stampa di presentazione di Annozero. «In tv possono andare assassini, stupratori, canai, ma non Travaglio che è incensurato. Un tempo i miei direttori mi dicevano: vai e rompi le scatole per sapere, oggi il ruolo dei giornalisti sembra essere quello di rendere popolari i politici», ha aggiunto il giornalista. «Di tutte le vicende e le polemiche di queste settimane io ho letto solo sulla stampa. Nessuno dalla Rai mi ha chiamato per dirmi o per sapere qualcosa. Per incriminarmi, aspettate almeno che faccia qualcosa....», ha concluso ironico il giornalista.

Travaglio è un esempio di «tv militante» che non piace al viceministro per le Comunicazioni, Paolo Romani, che pure giudica Santoro «un eccellente professionista» e promuove il «giornalismo urticante» alla Report. «Apprezzo il modo urticante, anche aggressivo nei confronti del Palazzo, del giornalismo di Report e della Gabanelli, non la tv militante rappresentata dal signor Travaglio», ha detto Romani. «Credo che certe trasmissioni, in cui Travaglio usa il servizio pubblico per considerazioni che, per dirla bonariamente, sono molto, molto di parte, non siano utili al servizio pubblico. Peraltro ho sempre giudicato Santoro un eccellente professionista: non penso che per fare una buona tv, anche graffiante nei confronti del potere, abbia bisogno di questi personaggi». Romani ha anche ricordato che tempo fa fu «querelato da Santoro, perché lo definii killer mediatico e, con mia grande soddisfazione e anche qualche sorpresa, fui assolto; Santoro, che pure mi aveva chiesto un miliardo di lire di danni, ha dovuto pagare le spese legali».In ogni caso, ha concluso il viceministro, «la Rai è libera di fare quello che vuole: il direttore generale farà la sua parte, così anche il direttore di rete e il cda prenderà una sua decisione».

«Il caso Annozero dimostra che siamo alla militarizzazione della Rai. Berlusconi vuole il controllo totale dell'informazione, non tollera voci libere o di dissenso». Lo afferma il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. «È possibile - prosegue Donadi - che la direzione generale non tuteli una trasmissione così importante e seguita come quella di Michele Santoro? Un atteggiamento del genere è grave ed incomprensibile. Ormai siamo al regime mediatico e le censure in Rai hanno raggiunto livelli preoccupanti». «Continueremo a batterci in parlamento e nelle piazze - conclude il capogruppo Idv - a partire dal 3 ottobre, per difendere i valori dell'articolo 21 della costituzione italiana».

«Questa conferenza stampa è il simbolo dell'anomalia italiana dove un direttore di rete presenta una trasmissione che di fatto non condivide», ha detto dal consigliere di amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo.

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

PER ME HANNO IN SERBO UNA SORPRESA COL BOTTO, RESTA DA SAPERE SOLO QUALE.