di Emilio Randacio
«Non è come pensa, posso spiegare tutto». Le imbarazzanti giustificazioni abbozzate da un’avvocata, sorpresa in atteggiamenti inequivocabili con un suo cliente in una sala colloqui del carcere di Opera, a Milano, non hanno per nulla convinto un agente penitenziario. Lui la sua idea se l’era già fatta: ha preso carta e penna e ha scritto un rapporto, come gli impone il dovere, direttamente al direttore. Galeotta fu la causa (forse) e il rapporto professionale troppo stretto instaurato con il cliente.
I guai, per l’avvocato donna, sono iniziati quando un agente di polizia penitenziaria ha sbirciato dalla spioncino per controllare che l’incontro di routine tra legale e detenuto andasse per il verso giusto. Inequivocabile la scena. E se sul piano penale l’avvocato non ha infranto la legge, su quello deontologico i rilievi sono stati molteplici. Si spiega così il provvedimento con il quale l’Ordine degli avvocati ha sanzionato la legale: una sospensione disciplinare della durata di sei mesi per un fatto che risale a diverso tempo fa.
Dal giugno scorso la professionista ha già dovuto lasciare la toga. A nulla è valsa la difesa abbozzata, non senza imbarazzo, davanti allo sguardo perplesso dei colleghi: «La scena è stata fraintesa, mi era caduta la penna sotto il tavolo della sala colloqui». Niente da fare: con i suoi comportamenti, ha sentenziato l’Ordine, la donna ha disonorato la professione.
24 settembre 2009

6 commenti:
Mi sembra giusto che l'avvocata sia stata sospesa dall'ordine , questi sono comportamenti, che se pur non punibili per legge, creano irregolarità in favoritismi verso chi ha conti da saldare con la legge, quindi si rivelerebbe come danno sociale e per tanto è giusto un intervento disciplinare. Ma la legge non è uguale per tutti?
No, non lo è, altrimenti qualcuno avrebbe già dovuto chiedere le immediate dimissioni di Berlusconi e compagni di merenda da destra a sinistra perchè di danni sociali ne hanno commessi da far paura.
SCUSAMI MA GUARDA CHE QUELLA SE LA INTENDENVA COL CLIENTE EVIDENTEMENTE DA PRIMA.
POVERETTO, IN CARCERE, DOVEVA PUR CURARE L'ASTINENZA DA SESSO, CHE COSA MEGLIO DI UN POMPINO?
Ma scusa Luigi, per non incorrere in astinenza da sesso non sarebbe sufficiente essere onesti? Finire in carcere significa anche questo...e se è vero che fossero già amanti da prima l'avvocata ha commesso doppia irregolarità, sbaglio o la legge dice che non si può difendere un congiunto? Anche se amante?
VEDO CHE PER TE FRANCESCA O E' BIANCO O E' NERO!
MI PARE DI TUTTA EVIDENZA CHE PIACEVA AD ENTRAMBI!
;-)
NON SO COSA DICE AL RIGUARDO IL CODICE DEONTOLOGICO.
ihihihihi...ma nooo, non è bianco e nero, è che il secondino non ha chiuso gli occhi, mica è colpa mia se quello guardava e poi verbalizzava ;)
POLIZIOTTO PENITENZIARIO, FRANCESCA, NO SECODINO!
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