Monsignor Mariano Crociata
"No alle intimidazioni del Giornale contro una persona e contro la libertà di espressione". Questo il messaggio lanciato al convegno nazionale dei presidenti e degli assistenti di Azione cattolica, in corso a Roma sul tema "Legami da rinnovare - Ac, parrocchia e territorio". Le parole pronunciate dal presidente Franco Miano sono state seguite dal lungo applauso dell'assemblea e hanno segnato un altro momento importante della risposta che la Chiesa italiana ha dato a quanto avvenuto nei giorni scorsi. Fatto assai significativo, al tavolo della presidenza del convegno dei presidenti diocesani dell'Ac, era seduto anche il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata.Il numero due dei vescovi pur non volendo tornare sulla vicenda, ha applaudito la forte dichiarazione di Miano che non solo ha parlato di un attacco del Giornale contro una persona ma ha anche fatto riferimento a un attacco contro la libertà d'espressione nella vicenda Boffo.
Parole pesanti che hanno visto il consenso dei delegati dell'Ac e dello steso Crociata che ha dato il suo consenso a quanto veniva detto. E ha poi parlato della Chiesa e della tendenza in atto: "Una sorta di irrigidimento e un atteggiamento effetto di una specie di sindrome da assedio, proprio di chi vede attorno a sè nemici e minacce alla fede e alla Chiesa". Tendenza da rigettare insieme a quella opposta di chi "indulge, più o meno consapevolmente alla mentalità corrente, si lascia dettare dalle mode del momento il criterio di giudizio alla fin fine determinante anche sul piano dottrinale e morale".
Al contrario, la Chiesa di oggi deve essere "fatta di credenti che resistono, ma che pensano e operano come se portassero tutti il peso e la grazia della fede di tutti, oltre gli stessi confini battesimali, ma capaci innanzitutto di tenere insieme tutti coloro che del patrimonio cristiano conservano qualcosa". Per il numero due dei vescovi la comunità cristiana e ogni credente, nell'Italia di oggi deve tenere "una distanza", compiere uno "sforzo di resistenza che proclama e soprattutto mantiene una irriducibilità sostanziale al mondano e alle sue logiche, a tutto ciò, insomma, che contraddice il Vangelo e la fede".
Monsignor Crociata ha voluto indicare "l'esigenza di un atteggiamento spirituale", espresso dal binomio "simpatia e resistenza". "Procedendo tra la opposta tentazione della fuga e della evasione o, al contrario, dell'adattamento e dell'appiattimento, la comunità cristiana e ogni credente - ha sottolineato il segretario della Cei - si relaziona a tutti con giudizio di partenza positivo, pieno di speranza". Ma, senza "fuggire dal mondo" non bisogna "lasciarsi fagocitare da esso e dalla sua logica antievangelica e disumanizzante". Monsignor Crociata auspica dunque "una Chiesa fatta di credenti che resistono, ma che pensano e operano come se portassero tutti il peso della fede di tutti", tenendo insieme "tutti coloro che del patrimonio cristiano conservano ancora qualcosa".
(5 settembre 2009)

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