
"Discuteremo e decideremo. Noi, non
Sul biotestamento, invece, Franceschini affida all'Espresso il suo pensiero. "Fino a poco tempo fa - dice il segretario - su questi temi c'era solo la libertà di coscienza, ora i tempi sono maturi per un passo ulteriore: il Pd deve discutere, poi però deve decidere. La posizione del partito è una". Ed è a questo punto che il segretario manda un chiaro segnale al Vaticano, che sui temi della vita ha fatto sentire la sua voce in modo forte. "
Parole che convincono la vicepresidente dei deputati Pd, Marina Sereni: "Bene ha fatto il segretario Franceschini a ribadire che la libertà di coscienza non basta e che
Sull'altro fronte, intanto, venti deputati del Pdl hanno scritto a Berlusconi chiedendo di invertire la rotta e approfondire la discussione prima di legiferare sul fine vita. I parlamentari chiedono che la legge sul biotestamento sia una "soft law", che non pretenda di regolare in modo tassativo il "fine vita" e che lasci invece spazio alla volontà dei singoli.
L'iniziativa trova il plauso del Pd. "Può creare le premesse per un dibatto, Una discussione non bloccata su posizioni ideologiche o propagandistiche in grado di produrre un serio cambiamento del testo uscito dal Senato" afferma Ermete Realacci. "La lettera è importante e ha tutto il mio apprezzamento per il metodo che suggerisce nell'affrontare il tema del fine vita, per la ricerca del dialogo con l'opposizione ma, soprattutto, per il merito" spiega Livia Turco, capogruppo democratico in commissione affari sociali della Camera.
(23 settembre 2009)

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