mercoledì 23 settembre 2009

Biotestamento e pillola abortiva. Franceschini: "Il partito deciderà"


"Discuteremo e decideremo. Noi, non la Chiesa". Dario Franceschini affronta così quella che sarà la partita interna sul biotestamento in casa democratica. Una questione delicata che già in passato ha visto le diverse anime democratiche dividersi. E che aveva visto la creazione della cosiddetta posizione prevalente per far convivere tutte le anime interne al partito. Sono giorni delicati nel Pd. Alle prese con il via libera dei teodem del Pd all'indagine conoscitiva sulla pillola abortiva e con il biotestamento che sta per arrivare in aula. Stamattina Franceschini ha cercato di bloccare le polemiche sulla pillola inviando una lettera ad Anna Finocchiaro per dirle che dovrà essere il gruppo al Senato a decidere sull'indagine e a quella deliberazione tutti dovranno attenersi.

Sul biotestamento, invece, Franceschini affida all'Espresso il suo pensiero. "Fino a poco tempo fa - dice il segretario - su questi temi c'era solo la libertà di coscienza, ora i tempi sono maturi per un passo ulteriore: il Pd deve discutere, poi però deve decidere. La posizione del partito è una". Ed è a questo punto che il segretario manda un chiaro segnale al Vaticano, che sui temi della vita ha fatto sentire la sua voce in modo forte. "La Chiesa non può dire a un parlamentare come deve votare: è una scelta che appartiene all'autonomia del politico".

Parole che convincono la vicepresidente dei deputati Pd, Marina Sereni: "Bene ha fatto il segretario Franceschini a ribadire che la libertà di coscienza non basta e che la Chiesa non può dire a un parlamentare come votare".

Sull'altro fronte, intanto, venti deputati del Pdl hanno scritto a Berlusconi chiedendo di invertire la rotta e approfondire la discussione prima di legiferare sul fine vita. I parlamentari chiedono che la legge sul biotestamento sia una "soft law", che non pretenda di regolare in modo tassativo il "fine vita" e che lasci invece spazio alla volontà dei singoli.

L'iniziativa trova il plauso del Pd. "Può creare le premesse per un dibatto, Una discussione non bloccata su posizioni ideologiche o propagandistiche in grado di produrre un serio cambiamento del testo uscito dal Senato" afferma Ermete Realacci. "La lettera è importante e ha tutto il mio apprezzamento per il metodo che suggerisce nell'affrontare il tema del fine vita, per la ricerca del dialogo con l'opposizione ma, soprattutto, per il merito" spiega Livia Turco, capogruppo democratico in commissione affari sociali della Camera.

(23 settembre 2009)

Nessun commento: