
"L'ho sempre pensato che le posizioni di Fini su questo argomento siano generose e coraggiose e che ne dobbiamo discutere, devono essere oggetto di un dibattito pubblico". Giulio Tremonti commenta così le parole del presidente della Camera Gianfranco Fini sull'immigrazione. Tesi, quelle del presidente della Camera, davvero poco diffuse all'interno del Pdl. E che hanno provocato duri scontri con il Carroccio.
Tremonti, invece, appare più possibilista. "In queste vicende è decisivo il fattore tempo, la cosa giusta nel tempo sbagliato può diventare sbagliata. Bisogna stare attenti a non perdere l'identità nazionale come ad esempio sta accadendo in Olanda. Ci sono paesi del Nord Europa dove la maggioranza nelle città non è più quella storica, ci sono nuove maggioranze di cittadini e la maggioranza storica rimane solo nelle campagne" continua Tremonti. Ma Fini non arrestra. E torna a rilanciare le sue idee: "Del tema della cittadinanza attendo di discutere, non accento scomuniche preventive dagli organi di giornale e continuero' a porre la questione finchè non mi si opporranno motivazioni valide, e certo non può esserlo dire che non ne avevamo parlato prima o che non era nel programma".
"L'Italia è degli italiani - prosegue Fini - e se qualcuno pensa che io non lo creda è un problema suo. Ma è anche di tutti coloro che dimostrano di amarla. Ci sono 4 milioni di stranieri in Italia e non è un'eresia pensare di garantire loro la cittadinanza se dimostrano di parlare bene la nostra lingua, conoscere la nostra storia, sapere che Trieste e più a nord di Palermo, giurare fedeltà ai valori della Costituzione e servire la nostra Patria con le armi".
Salari. Legare i salari alla produttività alla crescita complessiva dell'economia. Fini boccia senza appello la proposta della Lega Nord di reintrodurre le gabbie salariali. "Altro che gabbie salariali, leghiamo i salari alla produttività, alla crescita complessiva dell'economia" afferma il presidente della Camera.
Partiti. In precedenza Fini aveva difeso il ruolo delle Fondazioni e bacchettato i partiti: "Assomigliano a cartelli elettorali più che a luoghi in cui affrontare il futuro del Paese". Vede un rischio il presidente della Camera. Quello che i partiti continuino ad essere "luoghi deputati alla propaganda" e non trovino "forme di democrazia interna". Se così sarà le Fondazioni (una di queste, Farefuturo è ispirata dal presidente della Camera) continueranno "ad avere un ruolo rilevante per la crescita della politica". Secondo il presidente della Camera, infatti, "in questa sorta di quotidiana ordalia che è il confronto politico-parlamentare, non ci sono grandi momenti di dibattito pacato che guardi avanti. I partiti sono inadeguati a questa sfida, mentre le fondazioni possono dare una buona risposta e possono essere anche il serbatoio della futura classe dirigente".
(26 settembre 2009)

Nessun commento:
Posta un commento