
"Chi decide per il Pdl è Berlusconi. Così come, per la Lega, è Bossi". Il Presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, liquida senza appello le affermazioni dei ministri Frattini e La Russa che avevano stoppato le aspirazioni leghiste in vista sulle prossime elezioni regionali. A partire dalle presidenze di Lombardia e Veneto, adesso nelle mani di uomini del Pdl. E non a caso sul sito del Pdl campeggia, con grande evidenza, l'intervista al ministro degli Esteri.Ma il Carroccio non ci sta. "Non c'è niente da replicare a Frattini e La Russa - aggiunge Cota intervistato da Affari Italiani.it - proprio perché esprimono la loro opinione, ma poi chi prende le decisioni per il Pdl è il Premier. Si vedranno Bossi e Berlusconi e troveranno un'intesa per incastrare i vari tasselli. L'interlocutore non è nessun'altro se non Berlusconi". Riafferma la forza della Lega, Cota che ricorda come il carroccio abbia i voti e la classe dirigente "per poter governare sia in Lombardia sia in Veneto sia in Piemonte".
Quanto alle ipotesi di alleanza con l'Udc, Cota dice che ''il problema e' rappresentato dal fatto che questo partito non sostiene la maggioranza di governo, e' all'opposizione e, principalmente, ha votato contro il federalismo fiscale. Un accordo elettorale non si fa con una somma algebrica ma condividendo un programma. Se all'interno della compagine c'e' una componente che non condivide la linea d'azione non si puo' governare, anzi e' peggio. Questo e' il problema rispetto all'intesa con l'Udc''.
Ma anche sul fronte opposto le acque non sono calme. Con la partita delle alleanze ancora tutta da giocare. Oggi tocca ad Antonio Di Pietro dettare le proprie condizioni e pronunciare i suoi veti: "L'idv non sosterrà le eventuali ricandidature in Calabria di Loiero, in Campania di Bassolino e in Puglia di Vendola".
"L'unico con il quale possiamo ancora confrontarci ma che sta pregiudicando di molto la nostra vicinanza - precisa Di Pietro - è l'attuale governatore della puglia al quale già due anni e mezzo fa avevamo detto chi e perché non ci piaceva della sua giunta. Lui non ci ha ascoltati e noi non siamo entrati nella sua giunta e adesso dico che è stato un bene".
(3 settembre 2009)

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