
di SARA FICOCELLI
Dalla leggendaria torre di Babele ai grattacieli di New York, tutto ciò che l'uomo costruisce in verticale rappresenta una sfida. Per i Maya del
Per capirlo, gli studiosi Jorge Cruz della Professional School of Mechanical and Electrical Engineering di Città del Messico e Nico Declercq del Georgia Institute of Technology negli Stati Uniti hanno confrontato le frequenze sonore che si producono salendo i gradini del Castillo, nel complesso archeologico Maya di Chichen Itza, con quelle della Piramide della Luna a Teotihuacan, nel Messico centrale. In entrambi i siti hanno registrato i suoni sentiti alla base quando qualcuno sale i gradini, osservando in tutti e due i casi una somiglianza con il rumore e la frequenza delle gocce di pioggia.
Secondo i ricercatori, ciò è dovuto alla diffrazione del suono provocata dalle scale, che rompendo l'onda sonora riproducono un effetto simile a quello di un acquazzone. La dottoressa Elizabeth Graham dello University College London precisa però che entrambe le piramidi sono state restaurate, e che è dunque inattendibile uno studio basato su superfici non originali.
Della capacità del Castillo di riprodurre suoni, del resto, si discute da anni, ma nessuno è mai riuscito a chiarire né il meccanismo che provoca il fenomeno né la sua eventuale utilità. Il primo ad analizzarlo fu l'ingegnere acustico David Lubman nel 1998, secondo il quale il tempio dedicato a Kukulkan, dio del vento e della conoscenza, "cinguettava". Qualche anno dopo Declercq, affascinato da queste ricerche, partì per Chichén Itzá per studiare personalmente la cosa.
Fin dall'inizio gli esperti hanno creduto che nel caso de El Castillo l'effetto sonoro fosse provocato dalla cavità della struttura, ma lo studio di Cruz e Declercq spiega che tutto nasce dalla diffrazione provocata dei gradini. Lubman inoltre era convinto che i costruttori della piramide avessero creato l'effetto intenzionalmente, ma Declercq e colleghi obbiettano oggi che potrebbe non essere necessariamente così. La loro analisi sull'acustica della piramide mostra infatti che il riscontro preciso dell'eco dipende dal suono che lo provoca. Quello del tamburo, ad esempio, produce un diverso effetto di risonanza.
"Con un po' di immaginazione - spiega Cruz - possiamo immaginare le piramidi Maya come giganteschi strumenti musicali, da utilizzare in modo sempre diverso". Ma purtroppo nessuno può provare che i membri della civiltà precolombiana li "suonassero" davvero.
(23 settembre 2009)

2 commenti:
Curiosità interessante, mi sono sempre piaciuti gli enigmi irrisolti, lo hanno fatto apposta oppure no ?? Però c'è da chiedersi "come mai hanno messo quei gradini fino alla punta della piramide?". Certo che gli dei un merito lo hanno, quello d'aver spronato l'ingegno nell'uomo incitandolo a raggiungerli..macabro no ??
PROVO A DARTI LA MIA OPINIONE.
PER DUE MOTIVI: PER AVVICINARSI ALLA DIVINITA', NELLA SPECIE IL DIO DELLA PIOGGIA; PER PERPETUARE IL SUONO DI PIOGGIA CONSEGUENTE ALLA DIFFRAZIONE DEL SUONO, FENOMENO NON SCIENTIFICAMENTE ELABORATO MA EMPIRICAMENTE REALIZZATO.
DEVO DIRE CHE LE DIVINITA' SONO UN PRODOTTO DELLA MENTE UMANA, SPECIE NEL 1800 A.C., IN CUI L'IGNOTO ERA APPENA OLTRE LA PUNTA DEL LORO NASO E IL TERRORE CHE ESSO PROVOCAVA AVEVA BISOGNO DI COMPENSAZIONE: LE DIVITA' PRIMA E LA DIVINITA' POI.
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