lunedì 7 settembre 2009

LETTERA APERTA AL PRIMO CITTADINO DI EBOLI


LUIGI MORSELLO
Sig. Sindaco,
in tutta franchezza le devo dire che non mi aspettavo miglioramenti tornando a Eboli d’estate, a distanza di un anno.
Anzi, ero convinto che avrei trovato la situazione ambientale e sociale peggiorata, ma non fin a questo punto.
Ma andiamo con ordine.
Il fiore all’occhiello dell’amministrazione dovrebbe essere la piazza principale del paese: piazza della Repubblica.
Fiore all’occhiello? Altro che fiore all’occhiello!
Sì, lo so, lo sappiamo, lo sconcio di piazza della Repubblica non è imputabile alla sua amministrazione, ma ciò nulla toglie alle responsabilità morali e di mancanza di senso civico, che caratterizzano la gestione del comune di Eboli da molti anni a questa parte.
Sconcio è e sconcio rimane, anche se il delitto è stato perpetrato e non è più rimediabile.
Quale delitto? Glielo dico subito, sig. Sindaco, ma prima devo osservare che lei ha fatto blindare il sito web del comune, cercavo notizie su di lei, ad es. la data di nascita, ma dov’è? Boh!
Non importa, l’ho trovata nel sito dell’albo degli avvocati.
Lei è nato a Eboli il 9 ottobre 1957, dunque non ha potuto apprezzare cos’era la piazza prima che interventi scellerati ne mutassero radicalmente lo spirito. Però potrà apprezzarla nelle immagini di vecchie cartoline, che dissemino qua e là, per il suo diletto e il mio, il nostro rammarico, di chi ha fatto le scuole, pardon ha studiato in quegli edifici scolastici.
Ma almeno che venga tenuta pulita!
Non solo.
Sfugge ai più il motivo per il quale l’illuminazione della piazza è stata modificata con corpi illuminanti e sostegni diversi dai precedenti. Cosa c’era che non andava? Perché qualche esemplare è stato lasciato nell’unica ellisse sopravvissuta? Quant’è costato questo ulteriore intervento? Non le sembra si possa configurare una ipotesi di danno erariale?
Ma c’è un altro intervento del tutto inspiegabile, fatto fare questo sì dalla sua amministrazione: la modifica della piazzetta del serbatoio, quella a ridosso del convento dei Frati Minori Cappuccini.
Ha capito a cosa mi riferisco, sig. Sindaco?
All’apparenza sembra un lavoro ben fatto: pavimentazione in marmo, tre - quattro scalini per accedervi, delimitazione del lato esterno con opere in ferro lavorato (cancellata), piantumazione di tipo basso per creare una siepe.
Mi perdoni se non uso un linguaggio tecnico, l’importante è farsi capire, vero?
Ma, i disabili come vi possono accedere, a braccia di qualche volenteroso? E i vecchietti, come me, che desiderano, dopo una rinfrescante bevuta di acqua dalla fontanella a getto continuo, dove si possono sedere al fresco, per terra? Ah, ho capito, ci dobbiamo portare le sedie da casa.
Ma, ammesso che ciò accada, a chi può venire in mente di sedersi nel sudiciume che è sparso ovunque, a un malato di mente, a un barbone?
Anche lì, soldi pubblici spesi senza apparente criterio. Anche lì mancanza totale di manutenzione (intendo la pulizia, l’innaffiare quelle povere piante che si stanno disseccando una dopo l’altra, stanno morendo di sete.
Secondo lei è finita? No che non è finita: mi è stato fatto notare che è stato recuperato un secondo vecchio mulino, oltre quello di “Matteo ‘o crapraro”, lasciato andare in rovina senza alcuna sensibilità da tanti amministratori prima di lei, del tutto insensibili alle radici di chi come lei a Eboli c’è nato.
Bene, questo secondo vecchio mulino ad acqua, semi-diroccato, nascosto dalla vegetazione, è stato disvelato per la gioia degli amatori, che però si devono accontentare di guardarlo da lontano, c’è una cancellata, chiusa.
Lì, per terra sono state ‘accantonate’ tre opere in fusione di ghisa, una di grandi dimensioni, le altre di media dimensione. Non ci crederà, sembrano se non sono vecchie fontanelle, pregevoli e appetibili.
Domanda: per quanto tempo resteranno lì? Dove saranno custodite, se saranno custodite? Faranno la fine della vasca circolare di ghisa che un tempo faceva bella mostra di sé a mezzo dei due edifici scolastici della tante volte nominata piazza della Repubblica, che non si sa, mi è stato detto, che fine ha fatto?
Allora mi sono detto, vado a rivedere la chiesa del convento dei Frati Minori Cappuccini. No, invece, no! C’è un’altra cancellata, chiusa, non si può. Eppure, è una delle vere attrattive di Eboli, una basilica! Guardo il campanile, di stile arabo-normanno, e noto che la punta conica è sparita! Già erano sparite le scale di accesso al convento, fra poco sparirà tutto, basilica e convento, per quanto gliene frega a tutti gli ebolitani, amministratori, sacerdoti, frati residuali e residenti nel convento (mi risulta che c’è un ribelle che non ne vuole sapere nemmeno dell’abito monacale) e curia vescovile compresi.
Lasciamo perdere, è meglio.
Però, si però, inizio a farla un’altra domanda: chi ha avuto la geniale idea di riempire di terra, piantandovi degli insignificanti fiori, la vasca fra l’ufficio postale e l’edificio del comune? Brillante idea sì, perché non ripristinarne l’esatto funzionamento del gioco d’acqua corrente, lasciato andare in malora per totale assenza di manutenzione, è meno costoso, decisamente. Quindi, è stato deliberato in tal senso. Ma il denaro per realizzarla questa vasca non era denaro pubblico? Tra l’altro era anche bellina, piacevole, con un gradevole rumore d’acqua corrente …
Tralascio di parlarle di quella di piazza della Repubblica, perché sono sicuro che escogiterete qualcosa anche lì! E farete bene, perché è proprio brutta e, inattiva, addirittura indecente.
Ho un po’ divagato, vero sig. Sindaco? Ma riprendo subito il discorso, che abbraccia solo la parte visibile ai più di Eboli: è sufficiente.
Sa, sig. Sindaco, gli ebolitani usano l’auto anche per andare al cesso.
Lei obbietterà ‘ma io che ci posso fare’. Glielo spiego.
Mi trovavo qualche sera addietro in un esercizio commerciale, anzi, seduto davanti allo stesso, mentre mia moglie curiosava all’interno. Ebbene, d’un tratto ho avuto consapevolezza del disagio che provavo, mi sembrava, pur stando all’aperto, di respirare in una specie di ‘camera a gas all’aperto’, una specie di campi Flegrei. Mi sono precipitato all’interno dell’esercizio, che aveva l’aria condizionata, osservando che l’aria era irrespirabile, la persona addetta annuiva e aggiungeva “Sono sempre gli stessi che girano”. Chi meglio di questa persona poteva osservarlo, ma l’avevo capito anch’io.
Lei dirà ‘ma io cosa c’entro’. C’entra, eccome. Basta guardare la situazione dei parcheggi. Sì, è vero, l’ho già tediata in passato, ma che vuole, io sono come quelle anime dannate che girano in tondo a bordo di un’auto o di potenti motociclette. Né loro smettono né io mi rassegno.
Allora, la domanda è: ma a Eboli la Polizia Municipale esiste ancora? Mi dicono che sono tutti graduati e che mancano ‘i soldati’. Mi dicono che sono una cinquantina. Anche qui il sito del comune non offre nessuna notizia, né meno che mai quello della Polizia Municipale, c’è solo il nome del Comandante: Romeo Barbato se è ancora lui.
In un paese serio di una nazione seria la polizia urbana non sarebbe latitante. Non voglio fare uno studio di settore, ma almeno il potere di far rispettare il codice della strada nell’ambito del territorio comunale potrebbe esercitarlo. In Italia si va da un eccesso all’altro, dall’eccesso di comuni del nord che hanno mistificato i dispositivi di rilevazione dell’eccesso di velocità e quelli legati a semafori video-sorvegliati (quelli non sostituibili con rotatorie), presso i quali la sosta vietata è temuta dagli automobilisti indisciplinati (fioccano fior di multe e guai a non pagarle: fermo amministrativo dell’auto di proprietà, pignoramenti immobiliari e loro vendite all’asta, pensi un po’!) all’eccesso che è dato constatare a Eboli (parlo sempre del centro cittadino, in periferia non mi azzardo nemmeno) di auto parcheggiate dappertutto: direttamente sugli incroci, nelle rotatorie cittadine, dentro e fuori gli spazi delimitati, contromano.
E la polizia municipale? Mai una multa, mai un intervento, mai a fare il proprio mestiere che è anche il loro dovere d’ufficio. Sono equipaggiati di tutto punto, sembrano i guerrieri della notte, però … non guerreggiano.
Sento mugugni in continuazione, semplice buon senso: basterebbero, mi dicono, alcune unità destinate a rilevare le infrazioni, multandole, per rimpinguare le casse del comune, basterebbe essere inflessibili e le multe passarle all’incasso, basterebbe far capire che una multa punisce l’infrazione e non ne legittima la continuazione. Altrove le auto in sosta vietata sono multate più volte, ogni volta che l’auto viene ancora trovata nello stesso posto lo stesso giorno con una multa (pardon, contravvenzione) già rilevata nel passaggio precedente.
Prima o poi capiscono l’antifona, e caro prezzo, e la smettono di parcheggiare dappertutto, una volta esauriti i posti-auto disponibili, prendono i mezzi pubblici, vanno a piedi, è anche più salutare.
Perché non si fa?
Perché non siamo un paese serio, in cui le elezioni amministrative del prossimo anno condizionano l’elettorato. Un elettorato incazzato non ti vota o non ti vota più. Ma io mi chiedo, un avvocato cassazionista come lei davvero teme l’impopolarità? Se sì, cambi mestiere, faccia solo l’avvocato, bravo come sarà i clienti non le mancheranno di certo.
Adesso è nuovamente il turno di piazza della Repubblica, una piazza martoriata, che anni fa, molti anni fa, era una bella ed emblematica piazza.
Parlavo con un paio di amici pensionati periti agrari: ci sarebbe da fare vera e propria indagine-relazione tecnica su come il verde è stato trattato, negli anni. Loro ricordano, come me, e non riescono a rassegnarsi e si domandano il motivo di certi interventi.
Per ora riferisco ciò che mi hanno fatto osservare.
Sul lato di viale Amendola, di fronte a una orrenda fontanella in marmo vile, sotto due, tre lecci c’è un chioschetto che vende dolciumi, zucchero filato e affini ai bambini e agli adulti, nulla di male, anzi, mi riferisce mia moglie, è simpatico vedere l’affollamento di bambini e bambine per acquistare e commentare.
Però … c’è un però, c’è sempre un però. Quegli alberi sono il rifugio notturno di migliaia di passeracei, le cui deiezioni, gli escrementi, tappezzano il piano della piazza sottostante. Come la mettiamo con la salmonellosi?
Il viale Amendola! Nello slide-show del Portale dell’Assessorato all’urbanista viene fatta vedere una foto d’epoca di viale Amendola, assieme a due prospettiche di piazza della Repubblica, quindi di epoca relativamente recente. La direzione è verso piazza della Repubblica, vi vedono i platani giovani piantati da poco, col tempo sono diventati enormi, dovevano essere portati secondo regola, non lo sono stati, non sono stati ‘educati’, come riferiscono i miei due amici periti agrari.
Si intravede anche sulla destra il palazzo Malangone, demolito chissà perché, al suo posto una vera indecenza, ma con le ricostruzioni mi fermo qui, magari farò un capitolo a parte, in uno col c.d.’verde’ di piazza Repubblica.
Vorrei ancora parlare dei platani. Quest’anno sono stati potati. Potati? Scapitozzati! Un termine che non conoscevo, ecco qual è il significato: “Tagliare i rami di un albero lasciando solo il tronco” (Sabatini – Colletti – Dizionario della lingua italiana).
La domanda è: perché? E ancora: quant’è venuto a costare?
Entrambe domande legittime, che necessiterebbero di risposte esaurienti.
Un’altra domanda che resterà senza risposta: perché quella pendenza vertiginosa di piazza della Repubblica?
Mi è stato fatto l’esempio del fiume Don, quello russo, lungo 1.870 km. con una portata di 935 mc/s alla foce, un bacino idrografico di 422.000 Km2, pendenza 0,1%, cioè 6 cm. al chilometro, pari a 1 metro ogni 10 chilometri.
Pensi un po’ sig. sindaco, il fiume Don, il placido Don.
Il placido Don (1928-1940) (Tichij Don) è un romanzo di Michail Aleksandrovič Šolochov che narra la storia del popolo cosacco anticomunista e controrivoluzionario nel primo novecento, nel quale l'autore cerca di mantenersi il più possibile imparziale di fronte ai fatti storici. I fatti storici sono quelli della guerra civile russa tra i bianchi e i rossi, tra i bolscevichi ed i zaristi; i cosacchi sono divisi, qualcuno parteggia per i comunisti ma i più sono diffidenti e pensano a creare uno stato cosacco sovietico ma non comunista. La guerra russa è violenta ed anche il protagonista, sposato e separato ed infatuato di Aksigna, una implacata ed infedele donna del Don, pur diventando generale e guidando un esercito di oltre 3000 soldati, non riesce a conservarsi esemplare.
L’amministrazione comunale che ha ‘restaurato’ piazza della Repubblica non è anticomunista, quindi vai con le pendenze a gogò.
Il clima sociale.
È vero che sono trascorsi tanti anni, ma ‘quantum mutatus ab illo’!
Le cito un esempio, proprio di questa stagione, il “CABAREBOLI”. Lei era presente, è salito anche sul palco. Io al posto suo mi sarei vergognato (ma la vergogna ha ancora un senso oggi?) per le scurrilità e le indecenze dette su quel palco, che lei con la sua presenza ha avallato e legittimato.
Passi per altri spettacoli, un pietoso velo di silenzio. Forse non ci sono fondi o non sono sufficienti (ricorda come si può fare cassa in un comune attivo e fattivo? Le multe!) non mi spiego altrimenti la soppressione di una simpatica manifestazione, “Vissi d’arte”, l’unica volta in cui ebbi la ventura di parlarle personalmente, la successiva fu una sua telefonata con il suo telefono portatile, della quale non conservo un buon ricordo.
Allora? Perché è stata soppressa una bella manifestazione canora, mentre si dà via libera a quattro scalzacani? Inoltre, come mai il palco cambia continuamente dimensioni?
Ma andiamo oltre e torniamo al viale Amendola, per parlare di dissennata occupazione di suolo pubblico, di inquinamento acustico.
L’inquinamento luminoso lo lascio per ultimo.
Quello che una volta era il bar Girolamo Ginetti, non ricordo quale nome abbia oggi, è ‘abbellito’ da un catafalco che occupa il 90% del marciapiede. Lungo il viale Amendola di catafalchi ne conto altri cinque. Sono occupazioni di suolo pubblico con strutture permanenti anche se rimuovibili, tutto è rimuovibile. Sono sul lato opposto di viale Amendola, dove c’era un largo marciapiede, adesso a stento si passa.
Non bastasse questa dissennata limitazione del bene demaniale, d’estate imperversano dei DJ d’accatto, con apparecchiatura di amplificazione e casse acustiche mostruose. Qualche anno fa facevano le gare, uno solo per volta, adesso gare non fanno più, imperversano tutti assieme. Sto pensando di girare un video e di metterlo su YouTube.
Tiri pure il fiato sig. sindaco, non è finita ancora.
L'inquinamento luminoso. Mi si dice che l'illuminazione stadale resta accesa per intero tutta la notte. Perchè un lampione acceso e uno spento no?
I fuochi d’artificio. Ogni più piccola occasione, battesimo, cresima, matrimonio, compleanno, feste religiose è buona per sparacchiare a volontà, fuochi d’artificio naturalmente.
Giorni fa c’è stata la festa di San Bartolomeo, la parrocchia a fianco della quale io abito. Questa volta ero in terrazza quando sono cominciati i fuochi d’artificio, direttamente dal sagrato della chiesa. Sì, non era la prima volta ma questa volta è stata sufficiente per capire e chiederle: e la sicurezza? La polvere pirica combusta cadeva sul terrazzo e addosso a me.
Non bastasse, anche la maratona di San Pio! Va bene, la gente è religiosa, ma che c’azzecca avere sbarrato una strada, consentito l’installazione di un palco enorme, a 20 metri in linea d’aria dal palazzo dove abito io, di meno dalle case popolari?
D’un tratto sono entrate in funzione casse acustiche enormi, con un sistema di amplificazione da stadio, non uno stadio qualsiasi ma del tipo San Siro a Milano.
L'inquinamento acustico è causato da un'eccessiva esposizione a suoni e rumori di elevata intensità, questo può avvenire in città e in ambienti naturali. La legge n. 447/1995 art. 2 fornisce la definizione di inquinamento acustico: “l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi”. Il D.P.C.M. 14.11.1997, tabella B, classe II, indica i limiti dei valori di emissione dei suoni, stabiliti in 50 DB nella fascia oraria 0.6.00-22.00 e in 40 DB nella fascia oraria 22.00-06.00.
Domanda: si è mai preso qualcuno la briga di misurare l’intensità dei suoni emessi dalle suddette casse acustiche? Per es. l’ARPA?
Ciò che sto per scrivere, in conclusione, riguarda, credo, solo questo quartiere, il servizio di PULIZIA DELLE STRADE e la raccolta della spazzatura.
Ebbene, fino a poco tempo fa un automezzo SFERRAGLIANTE iniziava alle 5 del mattino fin quando una signora che abita in una palazzina popolare, esasperata, ha iniziato a inveire contro gli operatori del mezzo. Per avere ragione, l’aveva, solo il bersaglio era sbagliato. Credo poi sia venuta in comune, adesso l’automezzo inizia alle 6 e non sferraglia più tanto: l’avranno sostituito, ingrassato, oleato? Boh! Un’ora di sonno e di sollievo in più. Fin quando non inizia la raccolta dell’immondizia e allora sono dolori, specie d’estate quando le finestre e i balconi sono aperti.
Insomma, per avere ragione e rispetto bisogna alzare la voce.
È questo il segno del degrado e dell’inciviltà delle istituzioni. Bisogna urlare per farsi ascoltare.
Desidero darle un consiglio, è gratis, non le costerà nulla: restituisca un po’ più di dignità all’istituzione che rappresenta, altrimenti ritornerà nell’anonimato, non resterà traccia (positiva) del suo passaggio.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Neanche io so rassegnarmi a questa piazza sbilenca e senza più armonia: mi fa pensare a quelle signore anziane che si sottopongono ad interventi di chirurgia plastica e ne ricavano un viso senza più personalità, innaturale e spesso caricaturale. La vasca, poi, è veramente brutta e non ho trovato una persona a cui piaccia. Altra cosa che mi angustia è il dover constatare come i miei concittadini siano diventati così poco attenti all'igiene delle strade, che si affrettano acospargere di rifiuti immediatamente dopo il passaggio(quotidiano)degli spazzini. Perché non incaricare i vigili di controllare e punire chi manca di rispetto all'igiene e al decoro del paese? Sarebbe anche il caso di prendere contatto con tutte le scuole del paese per avviare, di concerto coi docenti, una campagna di sensibilizzazione e di educazione dei giovani al decoro e al rispetto dell'ambiente.
rossana

Francy274 ha detto...

Simili rimostranze dovremmo scriverle tutti i cittadini del Sud ai Sindaci d'ogni comune. Assistiamo apatici ad un degrado paesaggistico sempre più spettrale, un degrado civile che sembra rispecchiare l'anima d'ogni singolo cittadino. Eccessiva opulenza nutrita dal denaro pubblico in restrutturazioni senza ne arte ne parte, l'indifferenza e la mancanza di rispetto verso tutto ciò che è bene sociale, rispecchiati nell'immondizia abbandonata vicino ai cassonetti.
Antiche fontane, capitelli di un'arte signorile, lampioni retrò ...gettati nell'abbandono vergognoso di chi sembra voler cancellare il passato da cui discende.Chiese in perenne restauro grazie ai fondi elargiti per i centri storici.
Le barrire architettoniche tanto decantate che creano sempre più ostacoli da attentare agli arti del più vigoroso degli atleti, figuriamoci a chi ha già problemi in quel senso.
Parcheggi per disabili ricavati su pendii scoscesi o al di sopra di un gradino, come a mirare a farli fuori ...costano allo Stato.
Complimenti Luigi,
spero che da "lassù" qualcuno Ti ascolti e faccia iniziare a correre quel Cristo fermo da 2000 anni proprio ad Eboli.

Anonimo ha detto...


Una appassionata filippica!

Complimenti, Luigi!

Madda

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Sentiti ringraziamenti.