venerdì 4 settembre 2009

L'EX CASA PENALE DI PIANOSA ISOLA (LI) - ALBUM FOTOGRAFICO


















Vi sono stato in missione dal 15 novembre al 15 dicembre 1980

A partire dal 1884, nella Casa Penale di Pianosa vennero trasferiti dalle carceri di tutta Italia i detenuti ammalati di t.b.c., che si unirono così ad altri già presenti sull'isola, rimanendovi fino al 1965. Il trattamento dei detenuti tubercolosi avveniva in tre strutture: Preventorio (attuale Centrale) dove venivano accolti i supposti malati per le prime visite; il Sanatorio (ex Podere del Cardon, attuale Agrippa) un ospedale ben attrezzato per la cura delle malattie polmonari; il Convalescenziario (Podere del Marchese) dove i detenuti guariti trascorrevano un periodo di convalescenza.

Fu "ospite" della diramazione del Sembolello nel 1932 anche il futuro presidente della Repubblica Sandro Pertini, incarcerato per motivi politici. In quegli anni a Pianosa abitavano circa 60 famiglie, forse è il momento di maggior presenza di civili a Pianosa.

Negli anni '80 si comincia a prospettare, da più parti, l'ipotesi di chiusura del carcere e la restituzione di Pianosa alle competenti autorità civili

In seguito all'emergenza dettata dagli attentati ai magistrati Falcone e Borsellino, il governo decide la immediata riapertura del carcere di massima sicurezza sull'isola, relegandovi i detenuti per reati di tipo mafioso.

Questa nuova situazione trasforma Pianosa in una fortezza, inaccessibile a tutti, con la sezione Agrippa a sua volta separata dal resto dell'isola; Pianosa viene vigilata giorno e notte da Agenti di Custodia, Carabinieri, Polizia, vengono istituiti rigidissimi divieti di sorvolo e di navigazione nelle acque circostanti.

L'emergenza si protrae fino al luglio 1997, quando l'ultimo detenuto per mafia viene trasferito dall'isola ad altre sedi di reclusione sul continente, e per il carcere di Pianosa si ricomincia a parlare di chiusura.

Una chiusura quasi definitiva avviene nell'agosto del 1998, non essendo rimaste sull'isola che poche forze dell'ordine con compiti di vigilanza e di guardia alle strutture.

3 commenti:

Francy274 ha detto...

Sono d'accordo con la chiusura come Casa Penale, è bellissima quest'isola,è giusto che sia abitata da gente libera. Se fossi miliardaria chiederei allo Stato di vendermela...un'isola tutta mia :)

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Il problema è che è tutta demaniale, ancora in carico al Ministero della Giustizia, quindi non se la gode nessuno, salvo che io non sappia qualcosa.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Quanti ricordi! Si dormiva che la armi a fianco, l'isola doveva essere assaltata dalle BR, il piano fallì perchè la colonna toscana fu distrutta pochi giorni prioma del D-DAY !
C'erano una settantina di brigatisti irriducibili che aspettavano di essere liberati.
Sarebbe stata una carneficina.
Agenti di custodia, Carabinieri, civili.
Che tempi, orribili e indimenticabili, prima di cadere nell'oblio e nella persecuzione che mi ha accompagnato fino alla pensione.
Ne ho scritto, sai dove andare a leggere, se ti va.