lunedì 7 settembre 2009

Michael Moore stupito per l'Italia


di SILVIA BIZIO


VENEZIA - "Cercate di risolvere il problema Berlusconi e fatelo in fretta, perché non ci state facendo una bella figura, come italiani". Al Lido per la prima del suo nuovo film "Capitalism: a love story" Michael Moore scuote la testa ed è lui a voler fare domande sull'Italia e sul premier poco dopo aver accettato di firmare l'appello di Repubblica. "Quello che non capisco è chi sono quelli che votano per lui e per il suo partito? Perché non li incontro mai quando vengo qui in Italia? Perché votano per lui? E' un imbarazzo per l'Italia e so di cosa parlo perché anche noi abbiamo fatto cose in America di cui essere imbarazzati. Ma è proprio vero che, come mi sento dire, la sinistra non offre alternative?".

Davvero lei pensa, come si augura alla fine del suo film, che sia possibile la fine del capitalismo e un cambiamento radicale?
"Io sono speranzoso, sono un ottimista. I cambiamenti succederanno, sono già cominciati. Basta guardare l'elezione di Obama, ancora ci viene da chiederci come sia successo".

Che forma pensa prenderà questa rivoluzione?
"Non so, ed è difficile dire quale sarà la goccia che farà traboccare il vaso. Tre anni fa era difficile in America immaginare un presidente nero, ma come per il crollo del muro di Berlino quando è successo non ci sono voluti vent'anni, è successo rapidamente. Ora è importante che chi ha votato per Obama sia pronto ad essere coinvolto attivamente, lui non può fare tutto da solo. La democrazia non è un movimento passivo, bisogna partecipare".

Perché secondo lei Obama ha tante difficoltà a far passare la sua riforma sanitaria?
"Perché il Partito democratico in America è senza spina, non ha ossa, non combatte per lui. Obama ha presentato una proposta di legge al Congresso alcuni mesi fa per chiudere Guantanamo e solo sei democratici su settanta hanno votato a favore del finanziamento per farlo, e questo è il suo partito! Perché Obama è più progressista, più liberale di loro: i democratici saranno per lui un problema altrettanto grosso di quanto non siano i repubblicani".

Come diceva in "Sicko" il problema medico continua ad essere enorme in America.
"Le spese mediche sono la causa numero uno delle bancarotte e delle perdite della casa in America. Nessun italiano lo scorso anno ha perso la sua casa perché non si poteva permettere di pagare i conti medici. Voglio far capire agli americani che non è giusto perdere la casa per curarsi. Una volta l'America era più democratica, abbiamo perso tutto quello che avevamo".

Ha avuto problemi nel realizzare questo film?
"No, a dire la verità temevo che la polizia mi fermasse davanti al palazzo della Borsa di New York e invece mi hanno lasciato fare. Questi poliziotti hanno perso un miliardo di dollari delle loro pensioni con Wall Street quindi silenziosamente appoggiavano quello che facevo".

E' tanto che pensa a questo soggetto?
"Da quando ero adolescente. Questa volta ho pensato: e se non mi fanno fare più film? Se devo dire tutto quello che voglio dire in un unico film? L'ho fatto con questo atteggiamento: dovevo far vedere queste cose con la speranza che la gente si alzi in piedi e si ribelli".

(7 settembre 2009)

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