giovedì 10 settembre 2009

Un'alternativa fa paura



ANTONIO DI PIETRO
10 Settembre 2009


Nella conferenza stampa che si e' tenuta ieri alla Camera ho presentato una proposta di programma in dieci aree, dal lavoro, all’economia, all'ambiente, all’informazione: i contenuti rappresentano una svolta netta ed un’alternativa a questo governo vecchio e illiberale. Una proposta completa e credibile.

Nessun partito, a mia memoria, ne ha mai presentata una ai cittadini negli ultimi 10 anni, se si eccettua Prodi, che ha redatto un programma nel 2006, mai letto anche dai suoi colleghi, di oltre 200 pagine e rimasto nel cassetto. Non ho mai considerato, ovviamente, una proposta seria la carta da formaggio che il Presidente del Consiglio ha puntualmente spacciato come programma, ospite del compiacente Vespa, beffandosi dell'ingenuità dei suoi elettori.

Il programma non è di moda tra i partiti perché è un impegno nero su bianco che lascia le mani poco libere e rischia di trasformarsi in un boomerang.

Alcuni partiti lo nascondono nei meandri delle pagine web dove si scorgono papiri pieni di locuzioni ed avverbi che potrebbero essere interpretati come tutto ed il contrario di tutto, dove si legge W il nucleare salvo poi sentirlo ripudiato in un comizio dal dirigente di turno.

Noi di Idv abbiamo presentato dieci punti chiari, dieci punti per l’alternativa di governo che verranno presentati ai cittadini in ogni angolo del Paese, a partire dall’incontro nazionale di Vasto del 18,19 e 20 settembre. Una proposta che verrà approfondita on line con il contributo dei cittadini e che sarà la cartina tornasole per la nostra organizzazione sul territorio, per i nostri eletti, sindaci, assessori, consiglieri che non sono quindi i detentori di programmi personali, ma i custodi di valori comuni per il bene del Paese.

Ritengo sia trascorso, per i partiti, il tempo della politica polimorfica, degli inciuci locali, ora dalla parte dei cittadini, ora contro, ora per un inceneritore ora per la sua demolizione.

L’Italia dei Valori farà accordi con le forze politiche solo se avrà convergenza di valori etici e programmatici, così come ha sempre fatto.

Ieri, in una sala di Montecitorio, i giornalisti avevano due scelte: o farmi domande su Tarantini, droga, prostitute alla corte del Re, oppure chiedere e scrivere su qualcosa di nuovo, come quei dieci punti che rappresentano una speranza di cambiamento per i cittadini.

Hanno scelto ovviamente la prima, come richiesto dai loro mandanti alla corte dei partiti, perché un’alternativa di governo, quando non ve ne sono, fa paura, a tutti, piduisti, puttanieri e oppositori filogovernativi.

Leggete il programma, date il vostro contributo, e diffondetelo in Rete e fuori dalla Rete.

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