domenica 13 dicembre 2009

Attesa per le parole di Berlusconi


E' iniziata con gli interventi di alcuni esponenti del Pdl la manifestazione milanese con la quale prende l'avvio la campagna di tesseramento del Popolo della Libertà. Per adesso, sotto il palco, si sono radunati alcune centinaia di manifestanti che scandiscono il nome del premier. Il momento clou sarà il comizio di Silvio Berlusconi che riceverà la tessera numero 1 del partito. Oltre a lui riceverà la carta di iscrizione anche il sindaco di Milano Letizia Moratti che ha deciso di aderire al partito.

In piazza saranno presenti gran parte dei vertici del Pdl, fra gli altri, i ministri Ignazio La Russa (arrivato alla testa di un piccolo corteo, formato da una cinquantina di giovani iscritti e simpatizzanti) e Sandro Bondi che con Denis Verdini formano i triunvirato dei coordinatori del partito. Ci sarà anche Roberto Formigoni presidente della Lombardia che dovrebbe essere oggi ufficialmente ricandidato alle regionali del prossimo marzo.

Ma se è forte l'attesa per quello che farà e dirà il Cavaliere, l'attenzione del mondo politico è anche concentrata sull'alleanza anti Berlusconi proposta da Casini nel caso che il premier insista sulla strada dello stravolgimento della Costituzione. Già ieri Pierluigi Bersani ha dimostrato di apprezzare l'idea. Oggi, il segretario del Pd torna a lanciare l'allarme sui comportamenti e gli obiettivi di Berlusconi: "Non abbiamo niente da guadagnare da un modello di democrazia populista dove c'è un miliardario che suona il piffero e tutti i poveracci gli vanno dietro". E tocca allo stesso Casini precisare i contenuti della sua proposta: "Non è un'ammucchiata, dato che non abbiamo partecipato nè al governo Prodi nè al governo Berlusconi. Se Berlusconi voler convertire la Repubblica in monarchia, sappia che la nostra risposta sarà ferma, chiara e univoca. Perché a proposte d'emergenza soluzioni d'emergenza".

Dal centrodestra, mentre la maggior parte degli interventi tendono a minimizzare l'idea di Casini, il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino (finiano) fa capire che le "sorprese" ipotizzate dal leader Udc non sarebbero poi così peregrine: "Penso - dice in un'intervista al Corriere della Sera - che se Berlusconi facesse precipitare le cose e si andasse al voto, Fini sarebbe costretto a correre da solo, ma vincerebbe comunque la battaglia della sopravvivenza. Mentre Berlusconi senza quei voti avrebbe probabilmente la maggioranza alla Camera, ma non al Senato dove la legge è diversa". Per Bocchino, dunque, il chiarimento tra Fini e Berlusconi è l'unica strada possibile per non sfasciare il Pdl.

(13 dicembre 2009)

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