martedì 15 dicembre 2009

E dopo l'aggressione partono le querele

Come prima giornata di pacificazione nazionale, dopo i gravi fatti di Milano, non c'è male. Gli annunci di querele si sono sprecati. Eppure si era detto: «Abbassare i toni, basta violenza». Parole che hanno risuonato nelle nostre case attraverso televisori e radio a tutte le ore. Per non dire poi dei tanti appelli letti su Internet, ad esempio: «Fermare l'esasperazione» aveva detto il presidente Napolitano. Inviti al «confronto civile» arrivati da destra come da sinistra. Invece, a 24 ore dall'aggressione al premier Silvio Berlusconi, si è assistito ad un «tranquillo lunedì da querela». Tutti contro tutti. Proviamo a fare un resoconto, per difetto, dell'abbassamento dei toni sfociato in citazioni in giudizio.

CASINI CONTRO SALLUSTI - Cominciamo per ordine. L'ex presidente della Camera, nonché leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, ha dato mandato ai suoi legali di intraprendere, nelle competenti sedi giudiziarie, azioni civili e penali, nei confronti del condirettore de Il Giornale Alessandro Sallusti, per le affermazioni reiterate tra domenica e lunedì nel corso di diverse trasmissioni televisive». Il condirettore de «Il Giornale», a proposito dell'aggressione a Berlusconi, lunedì ha firmato un articolo in prima pagina («dietro la violenza c'è una regia») in cui si fa, tra gli altri, il nome di Casini. Argomentazioni riprese dallo stesso Sallusti negli interventi televisivi.

TRAVAGLIO CONTRO SALLUSTI - Contro Sallusti anche Marco Travaglio. «Ieri sera, per chi avesse avuto lo stomaco di tenere acceso il televisore su quella "m..." di trasmissione che è Speciale Tg1, ha potuto assistere al linciaggio in contumacia prima di Scalfari e di Annozero da parte del piduista Cicchitto. E poi al linciaggio personale di Santoro e del sottoscritto, additati come mandanti morali del pazzo che aveva appena lanciato un souvenir sulla faccia del presidente del Consiglio, a opera del vicedirettore de Il Giornale.

TRAVAGLIO CONTRO CICCHITTO - Così Marco Travaglio nella sua rubrica «Passaparola» in onda sul blog di Beppe Grillo, nel sottolineare che «naturalmente, risponderà in Tribunale di quello che ha detto». Perché, aggiunge, «non credo sia ancora lecito dare delle mandanti di un tentato omicidio a persone che fanno semplicemente, a differenza sua, i giornalisti e non i servi, non i killer prezzolati». Immediata la replica di Cicchitto: «Travaglio conferma di essere uno scientifico provocatore di violenza che dispone, senza contraddittorio, di dieci minuti in diretta televisiva, durante i quali svolge il ruolo di terrorista mediatico che sollecita esplosioni di violenza nella società italiana. Visto il mezzo che ha a disposizione la pericolosità di questo individuo è maggiore dei cosiddetti cattivi maestri che lanciavano messaggi per via teorica». Ovviamente, a questo punto, potrebbe starci anche la reazione di Speciale Tg1, visto che Travaglio ha rivolto sorprendentemente nei confronti del programma di Rai Uno lo stesso epiteto che Sgarbi aveva rivolto a lui. Con il critico d'arte peraltro condannato a pagare 30mila euro.

PDL CONTRO TRAVAGLIO - Non è finita. Senza querela al momento, si registra il comunicato del gruppo del Pdl al Senato nei confronti di Travaglio: «È disgustoso quello che ha detto. E vorremmo che ci fossero mille altre trasmissioni e mille altri giornalisti coraggiosi e liberi di dire come stanno le cose realmente e pronti a condannare un calunniatore come lui». «Il vero provocatore è Travaglio - prosegue la nota-. Uno che ha avuto vacanze pagate da mafiosi non dovrebbe neanche uscire di casa per la vergogna... La sua follia, il suo odio pari alla sua nullità, non conoscono limite».

GIOVANE ITALIA CONTRO DI PIETRO - Andiamo avanti. Da Bologna la Giovane Italia, movimento giovanile del Pdl, punta il dito contro il leader dell'Idv Antonio Di Pietro e lo querela. È lui, sostiene il direttivo provinciale della Giovane Italia sotto le Due Torri, il «vero istigatore politico» del gesto di Massimo Tartaglia. A portare al gesto del 42enne, secondo il presidente Marco Lisei e il coordinatore Francesco Paioli, è stata la «scia di odio» abbracciata e portata avanti da Di Pietro, «che ha fatto del Presidente Berlusconi un nemico da abbattere». A sostegno della loro tesi, i tre portano le dichiarazioni rese nella serata di domenica sera dall'ex magistrato. È proprio sulla scorta di quelle parole che, lunedì, la Giovane Italia ha deciso di muoversi per affermare una «condanna ferma e decisa» e presentare una denuncia contro Di Pietro per istigazione a delinquere. «Indiretta», ma sempre istigazione. Nell'esposto, redatto dall'avvocato Fabio Loscerbo che è avvocato, sono catalogate tutte le offese che Di Pietro, negli ultimi mesi, ha rivolto all'indirizzo del premier. Questo il bilancio dopo un giorno dall'aggressione. «Non ha senso incolparsi l'un l'altro», aveva detto Napolitano...

Nino Luca
15 dicembre 2009

4 commenti:

Francy274 ha detto...

Sono stata profetica, Te lo ricordi il mio post :"l'Istinto della sopravvivenza"?
Descrivevo una foresta dove i lupi si sbranavano fra loro. C'era d'aspettarselo, la cosa che mi rattrista è che cercano di "sbranare" anche Marco Travaglio quando la causa sono loro stessi. Pazzesco !!
Al Presidente della Repubblica una lettera vorrei scrivergliela, che gli animi fossero avvelenati lo sapevamo tutti da tempo, Lui forse lo ha capito solo adesso.
Le briglie ai cavalli al galoppo vanno tirate molto prima d'arrivare sull'orlo del burrone, tirarle all'ultimo momento è un affidarsi fatalmente alla sorte.
Si fermeranno o cavalli, carrozza e passeggeri finiremo tutti nel burrone?

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Marco sa difendersi bene, è ancora relativamente giovane ma ha vinto tutte le querele, eccetto una, la prima.
Sì, ricordo il post.
Io ho scritto diverse volte al Presidente della Repubblica, tramite l'apposita casella di posta elettronica, ma credo sia del tutto inutile, salvo a far numero quando si tratta, come nel mio caso, di aderire ad una iniziativa di protesta.
No, non credo siamo sull'orlo del burrone politico, forse quello economico dovrebbe essere più preoccupante.
La Grecia, per esempio, ha chiesto aiuto perchè per eccesso di debiti non potrà rimborsare i titoli di stato in scadenza da qui a un anno. La notizia è stata data in TV, non ho pensato a verificarla sui quotidiani nel settore Esteri.
Certo, non è un bel momento per l'Italia, pur essendo abituati al continuo peggioramento.

Anonimo ha detto...

Un bel copia e incolla dal Corsera, almeno citare la fonte...

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Lei, caro anonimo, è, forse volutamente, disattento.
Guardi in fondo all'articolo qual è la cartella che lo riguardo, c'è scritto CORRIERE DELLA SERA.
La prego di disertare questo blog.