“Rispondendo all’invito di Simone che prende spunto dalla poesia di Peppino Fieni, ho fatto un esperimento di carattere informatico (non si parla forse anche di poesia cerebroinformatica?).
Avvalendomi dell’apposito programma insito nel web ho ripercorso il mio romanzo di fantascienza (ma un po’ sui generis, alla Wells, piuttosto cha alla Asimov, per intenderci) RUMORE DI PASSI NEI GIARDINI IMPERIALI, Ed. Maremmi Firenze, 2009 - raccogliendo tutti i periodi dove appariva la parola “universo”, ignorando quelli più strettamente legati alla trama del romanzo, ed estrapolando, invece, quelli che avevano più un respiro generale e di proiezione lirica, che ho messo in fila senza alterare la collocazione e le esatte parole del testo; ne è venuto fuori un costrutto semantico molto curioso. Tutto sembra scritto in sequenza eppure si sviluppa nell’arco di pagine diverse e lontane tra loro (ho indicato anche i numeri di pagina), attraverso una misteriosa voce narrante maschile o femminile, resta sfumato… forse maschile e femminile insieme.
Mi sembra che abbia un che di suggestivo e quindi lo propongo affidandomi anche a considerazioni e commenti che accetto a priori. Così si va avanti. Non serve a nulla scambiarsi convenevoli.
Grazie e arrivederci”.
Alberto Liguoro
Dio può avere uno, due, settemila, settantamila o settecento miliardi di occhi e altrettanti cannocchiali con cui scrutare e penetrare nel dettaglio di ogni dove dell’universo; con essi guarda solo coloro che ne sono degni, una Nazione, una tribù, una famiglia, un villaggio, o una sola persona, in tutte le possibili dimensioni, in un sottile cono di luce imperscrutabile agli altri.(pag.25)
… la grandezza infinita dell’universo, la sua bellezza potevano forse rappresentare la sua salvezza? (Pag.45)
Solo la civiltà maya era destinata a salvarsi e, con il culto degli dei nel cuore, i sopravvissuti avrebbero finalmente liberato il tempo dai vincoli, i lacci e le catene con cui gli uomini lo avevano imprigionato, mortificato, svilito. Avrebbe avuto fine, così, la disarmonia dell’uomo con il suo piano cosmico, la sua misurazione del tempo, innaturale, imprecisa, in dissonanza con la pulsazione naturale dell’universo.
Sarebbe, quindi, tornato il tempo rotondo dei Maya, quel tempo che con la sua matrice di tredici toni e venti archetipi metteva l’uomo in pace con l’universo allineando la sua vita biologica e sociale al tempo lunare, solare, planetario e galattico. Una volta tornato il suo popolo, sarebbe ritornata l’armonia nell’universo. Il tempo, così come lo aveva distrutto, avrebbe salvato il mondo. (Pag.212)
La fantasia… nel ristretto ambito di un margine bisogna mettere tutto ciò che di diverso c’è nell’universo; che cos’è questo? Un miracolo! (Pag.220)
«Tutta l’esperienza della mia vita, fino a oggi…» proclamò con tono solenne «mi porta a concludere che noi siamo un’anomalia, un’imperfezione dell’universo, e per questo, che sia qualche migliaio di ere prima, che sia qualche migliaio di ere dopo, non possiamo che essere annientati dall’eternità!» (pag.276)
…una nuova stella si accese in un indefinito spicchio dell’Universo. (Pag.323)
Era come se dagli infiniti abissi dell’universo un mantra gli fosse stato trasmesso, da cui attingeva una forza e una sicurezza interiori… (Pag,325)
… che faceva volare il suo spirito quando componeva, quando recitava le sue poesie, in uno stato di coscienza cosmica, che annullava la sua anima, nell’anima dell’universo, e l’universo in lei. (Pag.346)
Si può ordinare il libreria oppure richiederlo all'indirizzo e-mail albertoliguoro@libero.it
Avvalendomi dell’apposito programma insito nel web ho ripercorso il mio romanzo di fantascienza (ma un po’ sui generis, alla Wells, piuttosto cha alla Asimov, per intenderci) RUMORE DI PASSI NEI GIARDINI IMPERIALI, Ed. Maremmi Firenze, 2009 - raccogliendo tutti i periodi dove appariva la parola “universo”, ignorando quelli più strettamente legati alla trama del romanzo, ed estrapolando, invece, quelli che avevano più un respiro generale e di proiezione lirica, che ho messo in fila senza alterare la collocazione e le esatte parole del testo; ne è venuto fuori un costrutto semantico molto curioso. Tutto sembra scritto in sequenza eppure si sviluppa nell’arco di pagine diverse e lontane tra loro (ho indicato anche i numeri di pagina), attraverso una misteriosa voce narrante maschile o femminile, resta sfumato… forse maschile e femminile insieme.
Mi sembra che abbia un che di suggestivo e quindi lo propongo affidandomi anche a considerazioni e commenti che accetto a priori. Così si va avanti. Non serve a nulla scambiarsi convenevoli.
Grazie e arrivederci”.
Alberto Liguoro
Dio può avere uno, due, settemila, settantamila o settecento miliardi di occhi e altrettanti cannocchiali con cui scrutare e penetrare nel dettaglio di ogni dove dell’universo; con essi guarda solo coloro che ne sono degni, una Nazione, una tribù, una famiglia, un villaggio, o una sola persona, in tutte le possibili dimensioni, in un sottile cono di luce imperscrutabile agli altri.(pag.25)
… la grandezza infinita dell’universo, la sua bellezza potevano forse rappresentare la sua salvezza? (Pag.45)
Solo la civiltà maya era destinata a salvarsi e, con il culto degli dei nel cuore, i sopravvissuti avrebbero finalmente liberato il tempo dai vincoli, i lacci e le catene con cui gli uomini lo avevano imprigionato, mortificato, svilito. Avrebbe avuto fine, così, la disarmonia dell’uomo con il suo piano cosmico, la sua misurazione del tempo, innaturale, imprecisa, in dissonanza con la pulsazione naturale dell’universo.
Sarebbe, quindi, tornato il tempo rotondo dei Maya, quel tempo che con la sua matrice di tredici toni e venti archetipi metteva l’uomo in pace con l’universo allineando la sua vita biologica e sociale al tempo lunare, solare, planetario e galattico. Una volta tornato il suo popolo, sarebbe ritornata l’armonia nell’universo. Il tempo, così come lo aveva distrutto, avrebbe salvato il mondo. (Pag.212)
La fantasia… nel ristretto ambito di un margine bisogna mettere tutto ciò che di diverso c’è nell’universo; che cos’è questo? Un miracolo! (Pag.220)
«Tutta l’esperienza della mia vita, fino a oggi…» proclamò con tono solenne «mi porta a concludere che noi siamo un’anomalia, un’imperfezione dell’universo, e per questo, che sia qualche migliaio di ere prima, che sia qualche migliaio di ere dopo, non possiamo che essere annientati dall’eternità!» (pag.276)
…una nuova stella si accese in un indefinito spicchio dell’Universo. (Pag.323)
Era come se dagli infiniti abissi dell’universo un mantra gli fosse stato trasmesso, da cui attingeva una forza e una sicurezza interiori… (Pag,325)
… che faceva volare il suo spirito quando componeva, quando recitava le sue poesie, in uno stato di coscienza cosmica, che annullava la sua anima, nell’anima dell’universo, e l’universo in lei. (Pag.346)
Si può ordinare il libreria oppure richiederlo all'indirizzo e-mail albertoliguoro@libero.it


3 commenti:
Caro Luigi, io sono un po' imbranato in materia informatica come ho più volte detto. Ti ho mandato anche un altro commento su "Graviano/Spatuzza ecc." dove ci sono anche i ringraziamenti ma non so se ti arriva (te ne avevo mandato in precedenza un altro) come non so se ti arriva questo perché ad un certo momento spariscono per "approvazione dell'autore" (?) credo.
Cmq io oso.
Devo dirti che è veramente deliziosa questa promozione che mi hai molto carinamente e generosamente dedicato, addirittura pescando il testo suggestivo dalla rete.
Grazie di vero cuore. Ci si conosce da poco, ma questi sono atti di vera amicizia. Sono proprio contento di averti conosciuto e ti saluto affettuosamente. Gli auguri più in là... con tutto quello che bolle in pentola... cia Alberto
Carissimo Alberto, i tuoi commenti mi sono arrivati tutti. Te ne sono molto grato.
Che tu sia un po' imbranato in materia di informatica (parole tue) è del tutto marginale, il tuo prezioso sapere è altrove, dove è utilissimo per chi ne ha bisogno.
Abitassi a Milano mi dedicherei io alla cura del tuo blog (a dire il vero lo si può fare anche a distanza), per ora ti chiarisco che quella dicitura che tu vedi comparire dopo che hai inserito un commento, inviandolo, è una funzione a disposizione del titolare del blog, chiamata la "moderazione dei commenti", per effetto della quale se arrivano commenti costituenti fatto-reato (calunnia, diffamazione, oltraggio, minacce, tentativi estorsivi, di corruzione se pubblico ufficiale o di concussione ecc.) gli stessi, una volta pubblicati in automatismo sul blog restano sul server del blog, anche se in un momento successivo tu li cancellassi, ovviamente.
Di questi commenti il titolare del blog è corresponsabile, come se fosse il direttore di un giornale online.
La moderazione dei commenti impedisce che gli stesssi vengano pubblicati sul blog perchè il titolare rifiuta tale pubblicazione.
I c.d. "anonimi" poi non sanno che è in ogni caso individuabile l'ID (Identity Document - documento d'identità) di chi ha lanciato il commento, in base al quale è possibile risalire al P.C. dell'autore del commento o usato dall'autore del commento.
Non è molto, ma le responsabilità del titolare del blog (ad es. il tuo) sono tutelate.
E poi chi meglio di te (già P.M. maggiorenni e poi minorenni, nonchè oggi apprezzato avvocato penalista) sa cosa può essere pubblicato e cosa no.
Spero di esserti stato utile.
Bello questo post, penso che ne leggerò il libro , lo aggiungo alla lista di quelli che dovrò comprare :D
Molto esauriente la spiegazione sulla moderazione commenti, come ben saprai nel mio l'ho sempre avuta. Nel blog condominiale ci eravamo affidati un pò al buon senso di chi voleva commentare.
Personalmente non amo dare retta agli anonimi sono davvero fastidiosi, non c'è confronto con persone senza nome e senza volto, come parlare con nessuno :D
La responsabilità che ne consegue su quanto dicono, e su quanto si possa dire, è da tenere in seria considerazione, si subisce più danni per una parola detta che per un'azione malfatta, lo so, lo so.
Grazie Luigi ;)
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