
Le riforme della giustizia che la maggioranza vuole introdurre sono: la separazione delle carriere, la discrezionalità dell’azione penale, il blocco delle intercettazioni, la sottrazione al pm della polizia giudiziaria, la nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati, il processo breve, il legittimo impedimento, il lodo Alfano costituzionale, la nuova autorizzazione a procedere.
Ho scritto su ognuna di queste riforme e, naturalmente non ricomincio. Provo ad affrontare la cosa da un altro punto di vista.
Il problema della giustizia penale italiana è la lunghezza dei processi: lo hanno detto tutti gli esponenti di maggioranza e minoranza; lo ha detto il ministro Alfano nella sua relazione al Parlamento sullo stato della giustizia in Italia; lo ripetono esperti veri o finti. Non credo che tutta questa gente, se gli si chiedesse perché la lentezza dei processi penali è un problema, andrebbe al di là di un’affermazione tipo “perché un innocente non può aspettare 8 anni per essere assolto e perché un parte lesa ha diritto a un risarcimento veloce”; che naturalmente è vera ma certo incompleta.
Il problema è che lentezza dei processi significa certezza della prescrizione, cioè, per il colpevole, certezza di farla franca. Per questo motivo l’imputato colpevole non utilizzerà mai i cosiddetti riti alternativi (patteggiamento e rito abbreviato) che funzionano in questo modo: tu accetti di essere processato subito e in fretta e, se sarai giudicato colpevole, di andare in prigione subito (più o meno, ma non è questo il luogo per un riassunto del codice di procedura). Ma perché un imputato colpevole dovrebbe farsi processare con uno di questi riti visto che, con il processo ordinario, è praticamente sicuro di essere assolto per prescrizione? Sicché la prima conseguenza della lentezza dei processi è che non si riesce a condannare un grandissimo numero di imputati colpevoli.
Naturalmente il fatto che riti alternativi non si fanno significa che il numero dei processi ordinari aumenta enormemente e che dunque, ogni anno, la durata media del processo penale aumenta: più processi, a parità di risorse (in realtà diminuiscono ogni anno), significa processi più lunghi.
Il fatto che quasi nessuno vada in galera perché non si riesce ad arrivare a sentenze di condanna significa che i delinquenti acquistano coscienza dell’impunità e che quindi delinquono con maggiore facilità; in un’indagine che stavo facendo su appalti truccati e tangenti varie un indagato disse al telefono (naturalmente li beccai tutti per via delle intercettazioni) “sai, sono stato avvertito che forse stanno facendo indagini su di noi; chi se ne frega, ce la caveremo con una multaccia”. Insomma, la lentezza dei processi è, come si dice, criminogena: rassicura i delinquenti che commettono un maggior numero di delitti; e, soprattutto, induce i cittadini all’illegalità: è più facile saltare il fosso quando sai che non ti farai male. A questo punto la domanda è: le riforme perseguite dalla politica possono ridurre la lunghezza del processo penale?
La separazione delle carriere tra pm e giudici certamente no: che il pm sia collega del giudice o altra cosa (Berlusconi dice avvocato della polizia) non aumenta o riduce di un giorno la durata del processo penale. E infatti le camere penali (sarebbe un’associazione di avvocati penalisti che sono favorevoli alla separazione delle carriere) non hanno trovato argomento migliore di questo: “Il giudice che è collega e amico del pm gli dà sempre ragione quando questo chiede una proroga delle indagini; e invece dovrebbe dirgli di no; se gli negasse la proroga, le indagini sarebbero più brevi”. Prima di tutto non è vero che il giudice autorizzi sempre la proroga delle indagini; magari! Ma soprattutto le indagini servono per trovare le prove della colpevolezza o dell’innocenza dell’indagato; se le chiudi prima del tempo i colpevoli la fanno franca e gli innocenti vengono processati anche se non è il caso. Quindi più le indagini sono accurate più i cittadini sono garantiti.
La discrezionalità dell’azione penale sì, potrebbe ridurre il tempo dei processi: discrezionalità significa scegliere quali processi si fanno e quali no; quindi se ne farebbero di meno e più in fretta. Solo che quali processi fare e quali no lo sceglierebbe il ministro della Giustizia oppure il Parlamento (schiavo del governo). Quindi alla fine si farebbero tante guide senza patente, truffe ai danni del comune per sosta con voucher falsificato e soggiorno illegale nel territorio dello Stato, nessuna corruzione, frode fiscale, falso in bilancio e altri reati tanto cari alla politica. Un po’ come un ospedale che ha troppi malati e che mettesse in strada quelli che hanno un cancro o un infarto e curasse quelli con l’influenza e il raffreddore; che sarebbero curati presto e bene, questo è vero.
Anche il blocco delle intercettazioni permetterebbe di ridurre la durata dei processi; perché se ne farebbero molti di meno. Senza intercettazioni non si fanno processi per traffico di stupefacenti, armi e esseri umani; non si fanno processi per corruzione, falso in bilancio e frode fiscale (che bello!); e nemmeno per estorsione, frodi comunitarie e una quantità di altri gravi reati. Certo che la solita minutaglia sarebbe fatta in tempi veloci.
La sottrazione al pm della polizia giudiziaria avrebbe lo stesso effetto: meno indagini, meno processi, più tempo a disposizione per quelli che restano; che sono la solita minutaglia per cui le indagini non servono: che indagini volete fare per stabilire se uno guidava dopo aver bevuto un bicchiere di troppo?
La nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati serve solo per minacciarli: stai attento a quello che fai perché poi sono cazzi tuoi. Ammesso che ci siano magistrati che si fanno intimidire, i processi risparmiati sarebbero solo quelli che contano per la politica: poche decine.
Il processo breve fa risparmiare un sacco di tempo; semplicemente uccide decine di migliaia di processi che non si farebbero proprio. Per continuare con l’analogia, come un ospedale in cui si facesse un’iniezione letale al 50% degli ammalati.
Il legittimo impedimento, il lodo Alfano costituzionale e la nuova autorizzazione a procedere riguardano pochissimi processi; anzi, i primi due solo 2 processi, quelli pendenti a carico di Berlusconi; e la terza solo i processi a carico di parlamentari; se delinquessero tutti e 700 quanti sono (invece che la più modesta percentuale che sarebbe così bello conoscere), risparmieremmo poche decine di processi. Impatto sulla durata degli altri, quelli a carico di gente non privilegiata, zero.
Così non discutiamo più sul fatto che si tratta di riforme ignobili fatte per garantire l’impunità alla classe politica; siamo solo consapevoli della loro inefficacia sulla durata del processo penale. Tranne per quelle paradossali soluzioni che consistono nel rinunciare a celebrarlo.
Così non discutiamo più sul fatto che si tratta di riforme ignobili fatte per garantire l’impunità alla classe politica; siamo solo consapevoli della loro inefficacia sulla durata del processo penale. Tranne per quelle paradossali soluzioni che consistono nel rinunciare a celebrarlo.


5 commenti:
Cosa ne deduci ? bisogna accettare cosi'e non si puo' fare nulla?
Ciao Annamaria
non è facile rispondere a una domanda così secca.
D'altra parte, fin quando è al governo questa coalIzione politica ha la forza schiacciante dei numeri in parlamento, quindi comanda. L'opposizione non mi sembra molto agguerrita, salvo l'IdV di Antonio Di Pietro. L'unico elemento di instabilità interna al PdL è il comportamento di Gianfranco Fini, che non accetta di fare da esecutore di ordini di Berlusconi, per fra i due c'è in atto rmai datempo una guerriglia continua, che potrebbe trovare uno sbocco dopo le elezioni regionali di marzo, qualunque sarà l'esito. Non resta che aspettare le prossime mosse di Berlusconi e dell'ennesima legge ad personam per risolvere i suoi guai giudiziari, legge che Fini pare non apprezzare molto, per non parlare delle decisioni del presidente della Repubblica.
Ciao Luigi,
tutto bene? E' qualche giorno che non leggo tue recensioni, spero sia dovuto solo ad un po' di meritato riposo
Buona serata
salutoni
Manu
Io sì, mi sono dovuto assentare per un grave lutto familiare per tre giorni.
Sono appenza rientrato.
Grazie Manu per l'interessamento.
Dover salutare qualcuno che ci lascia per sempre è sempre molto triste e doloroso ..........
un grande abbraccio
Manu
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