
Stanchezza, tanta, tra i membri del Csm, che sono costretti ad occuparsi delle esternazioni del premier contro i magistrati. Un giro di telefonate a Palazzo dei Marescialli e i consiglieri interpellati esprimono lo stesso concetto: faremmo a meno di aprire pratiche a tutela, ma il presidente del Consiglio attacca in maniera ingiustificata la magistratura. Ci dice Mario Fresa, consigliere della competente prima commissione: “Il Csm ha il dovere di perseguire i magistrati che sbagliano e di tutelare quelli che fanno il loro dovere. Le accuse del presidente del Consiglio sono sempre generiche e prive di fondamento. Noi, in base all’articolo 104 della Costituzione, abbiamo il dovere di stabilire se c’è stata intimidazione”.
Le ultime dichiarazioni acquisite sono quelle pronunciate da Berlusconi mercoledì, quando ha paragonato i magistrati a Massimo Tartaglia, lo squilibrato che gli ha tirato in faccia una statuetta del Duomo di Milano. Per la commissione del Csm non è stato necessario aprire un nuovo fascicolo, ce n’è già aperto uno con le dichiarazioni del presidente del Consiglio degli ultimi 4 mesi. In questo incartamento, aperto a settembre, ci sono le dichiarazioni di Berlusconi, dell’8.
Pur essendo alla Fiera del Tessile, Milano Unica, non perde l’occasione per attaccare le toghe: “So che ci sono fermenti in Procura, a Palermo, a Milano, si ricominciano a guardare i fatti del '93, del '94 e del '92. Follia pura. Quello che mi fa male è che della gente così, con i soldi di tutti, faccia cose cospirando contro di noi”.
Non passano neppure due mesi e Berlusconi, il 27 ottobre scorso, telefona in diretta a Ballarò e fa un comizio:”La vera anomalia italiana sono pm e giudici comunisti di Milano che da quando Berlusconi è entrato in politica e ha tolto il potere ai comunisti lo hanno aggredito con oltre cento processi e cinquemila udienze”. Per la cronaca, i processi a Berlusconi finora sono 16.
L’indomani, il procuratore aggiunto di Milano, Robledo ribatte: “Se le nostre toghe sono rosse, lo sono per il sangue dei magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità e dei valori costituzionali a cominciare da Falcone Borsellino”.
E siamo a novembre scorso, quando a Palazzo Grazioli, dove tiene vertici e serate allegre, Berlusconi, durante una riunione di maggioranza, secondo diversi presenti, avrebbe detto: “È in atto una persecuzione giudiziaria che porta sull’orlo della guerra civile”. Dichiarazione non acquisita dal Csm, perché indiscrezione giornalistica.
Invece ha acquisito quanto detto da Berlusconi a Bonn, al congresso del Ppe, il 10 dicembre: “Il popolo elegge i suoi rappresentanti in Parlamento che fanno le leggi. Ma se queste leggi non piacciono al partito dei giudici, questi si rivolgono alla Corte costituzionale che ha 11 membri su 15 di sinistra, nominati da 3 presidenti della Repubblica di sinistra, che abroga le leggi del Parlamento”.
La cronaca delle denigrazioni potrebbe continuare all’infinito.
Per esempio, il 28 maggio scorso, all’assemblea di Confesercenti, il premier accusa i magistrati di essere sovversivi: “È meglio che io non parli dei grumi eversivi, altrimenti ne verrebbe fuori una gran discussione”.
L’esternazione che forse ha fatto di più il giro del mondo, risale al 4 settembre del 2003. Con due giornalisti inglesi, Berlusconi accusa i magistrati di essere dei matti: “Questi giudici sono doppiamente matti. Perché lo sono politicamente e perché sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana”.


1 commento:
Non sarebbe il caso di dimostrare che i togati del C.S.M. dimostrino di avere le palle invece di piagnucolare?
Di che hanno paura? Di non fare carriera? Si rendono conto di avere perso credibilità e stima?
Dove sono finiti gli autorevoli magistrati che eravamo abituati a vedere in campo?
Sono stati tutti colpiti dalla sindrome berlusconiana?
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