mercoledì 3 marzo 2010

IL CORRIERE DELLE NEBBIE


L’editoriale di Della Loggia sul Pdl di “plastica” sparisce ma esce all’estero.

Il direttore De Bortoli: errore tecnico

di Gianni Barbacetto

Il giallo di via Solferino prende forma ieri a Milano, in una bella mattinata di sole che sembrerebbe annunciare la primavera. Eppure è un giallo nebbioso, con una doppia edizione del Corriere della Sera, una doppia prima pagina, un doppio editoriale. O meglio: un articolo di fondo scomparso e sostituito con un altro. È un giallo con fantasma: alla rassegna stampa di Sky, viene infatti mostrata una prima pagina del Corriere di martedì 2 marzo, su cui compare un editoriale firmato da Ernesto Galli della Loggia dal titolo “Il fantasma di un partito”. Ma il giornale che i lettori trovano in edicola è diverso: ha un editoriale di Sergio Rizzo, titolo “Una promessa da mantenere”. D’altra parte, anche il sito www.corriere.it mostra, almeno fino alle ore 13, la prima pagina “fantasma” con il fondo di Galli della Loggia. E gli abbonati online leggono quel fondo sui loro computer.

Che cosa è successo? In via Solferino, sede del Corriere, si collezionano silenzi imbarazzati. E il comitato di redazione pretende un incontro con il direttore. A leggere il testo di Galli della Loggia, poi, ci si rende subito conto che l’editorialista, questa volta, non è stato tenero con il principale partito del centrodestra: “Coloro che si erano illusi dopo le elezioni del 2008 che il Pdl fosse diventato un partito più o meno vero, qualcosa di più di una lista elettorale, sono costretti ora a ricredersi. Non era qualcosa di più: spesso, troppo spesso, era qualcosa di peggio. Una corte, è stato autorevolmente detto. Ma a quel che è dato vedere pare piuttosto una somma di rissosi potentati locali riuniti intorno a figuranti di terz’ordine, rimasuglio delle oligarchie e dei quadri dei partiti di governo della Prima Repubblica”.

Una diagnosi impietosa. Che sfocia in domande brucianti: “Perché mai la destra italiana, durante la bellezza di quindici anni, eppur in condizioni così favorevoli, non è riuscita che a mettere insieme la confusa accozzaglia che vediamo? Perché non è riuscita a dare alla parte del paese che la segue, e che tra l’altro è quasi sicuramente maggioritaria, sul piano quantitativo, niente altro che questa misera rappresentanza?”.

I lettori del Corriere che comprano il giornale in edicola, però, non leggono una parola di tutto ciò. In rete cominciano a circolare domande sul giallo della doppia prima pagina e sulla “manina” che nella notte ha tolto il fondo troppo critico, questa volta, con il Pdl. Alle 14, l’Ansa diffonde una prima spiegazione: si è trattato di un “errore tecnico”. A parlare è il direttore del Corriere, Ferruccio de Bortoli: “Per un errore tecnico, la testata online del Corriere ha riportato oggi, per alcune ore, un articolo di Ernesto Galli della Loggia che la direzione aveva deciso, ieri a tarda sera, di rinviare di un giorno, per lasciare spazio a un editoriale di Sergio Rizzo sul disegno di legge anticorruzione appena approvato dal governo... Sempre per lo stesso errore tecnico, è stata inviata a Sky per la rassegna stampa una bozza provvisoria della prima pagina, poi cambiata, che non è mai stata data alle stampe”.

Ma il fantasma s’aggirava per l’Europa.

Infatti è bastato un controllo a Parigi, a Bruxelles, a Londra, a Madrid, per constatare che in queste città il Corriere ieri è arrivato con l’editoriale di Galli della Loggia. Se ne devono essere accorti, nel pomeriggio, anche in via Solferino, perché alle 16:05 arriva un nuovo lancio Ansa: “A quanto si è successivamente appreso da fonti del Corriere, il giornale con il fondo di Galli della Loggia non è mai uscito nelle edizioni italiane, ma è stato pubblicato in alcuni poli di stampa esteri”. Dunque il Corriere di martedì 2 marzo è stato “chiuso” in redazione con l’editoriale di Galli della Loggia. Poi, verso le 23 di lunedì 1 marzo, il direttore, rientrato in redazione dopo aver partecipato al forum “Economia e società aperta”, ha visto la prima pagina e ha deciso di cambiarla: ha tolto “Il fantasma di un partito” e lo ha sostituito con il commento di Sergio Rizzo. Ma intanto il giornale era già andato in stampa, almeno all’estero. E la prima versione (con “fantasma”) era già stata inviata a Sky per la rassegna stampa e al sito del quotidiano per l’edizione on line. Nelle edicole italiane, invece, arriva la seconda versione (senza “fantasma”).

De Bortoli, come ogni direttore, è naturalmente libero di scegliere che cosa pubblicare e dove collocarlo. Ha deciso all’ultimo momento di rinviare d’un giorno la pubblicazione dell’editoriale di Galli della Loggia, per lasciare spazio al commento di Sergio Rizzo sulla legge anticorruzione, di maggiore attualità: questa la spiegazione ufficiale, ribadita in serata anche al comitato di redazione. Eppure il commento di Rizzo c’era anche nella versione “fantasma”: di spalla, con titolo ben visibile, inizio in prima e poi continuazione all’interno, a pagina 10. Il giallo si chiude comunque con una rassicurazione, inviata via Ansa: “L’articolo di Galli della Loggia – annuncia il direttore De Bortoli – verrà pubblicato nelle edizioni di domani, come già programmato d’intesa con l’autore”. Circostanza che però non riceve conferme dallo stesso Della Loggia. Tanto rumore per nulla?

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