
2/3/2010
Basta attacchi e tentativi di delegittimare la magistratura. È quanto chiede la prima commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, che stamani, ha approvato all’unanimità, una bozza di testo, che, dopo essere stata rifinita, arriverà all’attenzione del plenum.
Così la commissione ha concluso l’esame della pratica a tutela della magistratura, inerente svariate (5-6 in tutto) dichiarazioni rilasciate dal premier Silvio Berlusconi contro le toghe. «È stato raggiunto un accordo di massima in commissione all’unanimità», spiegano a palazzo dei Marescialli: la bozza, dunque, dovrà essere ora sistemata nei suoi diversi punti dai relatori, il togato Mario Fresa (Movimento) e Ugo Bergamo, laico dell’Udc. Il testo definitivo, dunque, sarà di nuovo sottoposto al vaglio della commissione, e poi sarà portato in plenum. Sui tempi della discussione da parte dell’assemblea plenaria, la decisione spetterà al comitato di presidenza del Csm.
Il testo, stando a quanto si è appreso, conterrà riferimenti all’appello diffuso sabato scorso dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e ribadirà un netto "no" da parte del Csm a qualunque tentativo di delegittimare le toghe.
Il fascicolo era stato aperto nello scorso settembre, all’indomani dell’attacco che Berlusconi aveva lanciato contro i pm antimafia di Milano e Palermo: si era poi "arricchito" con le dichiarazioni fatte in diretta a Ballarò da Berlusconi, che in quell’occasione aveva parlato di «pm comunisti».
Inoltre, il Csm aveva acquisito nella pratica le dichiarazioni con cui il presidente del consiglio aveva paragonato le «aggressioni» ricevute dalle toghe a quella subita, da parte di Massimo Tartaglia, nello scorso dicembre in piazza Duomo a Milano.
Infine, erano entrate nel fascicolo le parole sui «pm talebani», che Berlusconi ha pronunciato venerdì scorso a Torino.

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