
Carissimo Camilleri, ben trovato. I lavori, ancora in corso, ci costringono a ritardare la riapertura del nostro ristorante. Ma allestiamo almeno una piccola cucina da campo, visto che ieri, a Roma, una folla enorme ha manifestato in difesa della libertà di stampa. La mettono a repentaglio: valanghe di citazioni per danni e querele; ukase contro i “farabutti”; sinistri improperi alla sinistra che dovrebbe “andà a morì ammazzata”; tagliagole con i dossier nei cassetti; signorine da calendario che, per le pari opportunità, almeno una volta nella vita vogliono provare l’ebbrezza del saio ministeriale; tutti quelli, insomma, che vorrebbero incaprettare quelle trasmissioni tv e quei quotidiani che, con questo governo, non adoperano il ventaglio. Per Giorgio Bocca in Italia il Regime non c’è, ma la “voglia di Regime” sì. Secondo Lei?
Gli attacchi di Berlusconi alla stampa libera risalgono all’editto bulgaro, quello contro Biagi e Travaglio, e sono proseguiti in un crescendo vertiginoso, tanto che Piccolo Cesare ha dovuto delegare a Brunetta gli insulti alla magistratura.
Nell’elencare questi attacchi, Lei, caro Lodato, ha dimenticato, ma la capisco perché sono troppi, l’invito agli industriali affinché non facciano pubblicità sui giornali liberi e la recente campagna del Giornale (proprietario Berlusconi) e di Libero per non fare pagare il canone Rai. Tutto a favore di Mediaset (proprietario Berlusconi) perché Piccolo Cesare non dimentica mai di trarre vantaggio dalle sue azioni pseudo politiche.
Né va dimenticato quello che accade attorno ad Annozero. La manifestazione per la libertà di stampa credo fosse, non solo doverosa, ma indispensabile per fermare l’escalation berlusconiana contro la libertà in Italia. Ma penso che avrà un altro risultato, non meno importante. Quello di rianimare e dar coraggio ai giornalisti timorosi, quelli del tengo famiglia, che oggi circolano in troppi nelle redazioni di giornali e tv. In quanto a Bocca, ha ragione: Piccolo Cesare con le sue infamità contro stampa e magistratura, pilastri della democrazia, dimostra la sua voglia di regime. Questa manifestazione, e le altre che certamente seguiranno, serviranno a fargliene passare la voglia.
04 ottobre 2009

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